Market trends Un nuovo scenario per l'istruzione e l'occupazione

Un nuovo scenario per l'istruzione e l'occupazione

Stiamo vivendo tempi eccezionali. A circa due mesi dall’inizio del lockdown nei più importanti Paesi, quattro esperti, ognuno leader del proprio settore, hanno discusso in merito al rapido cambiamento dei modelli occupazionali ed educativi in un contesto di turbolenze socio-economiche senza eguali provocate dalla pandemia.

Stralci dalla discussione

Il seme per la rivoluzione nel lavoro e nell'istruzione: la normalizzazione del telelavoro

Il maggiore ricorso al telelavoro potrebbe contribuire ad aumentare la partecipazione delle donne alla forza lavoro. Sara Carnazzi Weber, responsabile Policy e Thematic Economics di Credit Suisse, approfondisce l'impatto di modalità di lavoro più flessibili.

La sanità pubblica, al posto della tecnologia, come fondamento del cambiamento strutturale

Fino all’avvento della pandemia da Covid-19, i mestieri protetti dall’intelligenza artificiale e dalle tecnologie digitali erano principalmente quelli che prevedevano l’interazione umana: assistenza, accoglienza, turismo, industrie creative ecc. Ad oggi sono proprio questi settori ad essere sotto shock. L’aumento dell’automazione ridurrà la fiducia nell’interazione sociale, e inoltre la creazione di posti di lavoro nei settori che prevedono l’interazione umana subirà, nella migliore delle ipotesi, un ritardo, in quanto nelle aziende è in atto una rivisitazione delle modalità lavorative. Questi cambiamenti strutturali rallenteranno la ripresa del mercato del lavoro, e parte dello shock potrebbe avere effetti permanenti.

Un’accelerazione dei trend esistenti? Un nuovo approccio radicale? O forse entrambi?

In un mondo attanagliato dalle incertezze, alcuni megatrend preesistenti stanno prendendo sempre più piede: il lavoro flessibile e la digitalizzazione sono solo due di questi. Il settore delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni subirà un’ulteriore spinta, mentre il telelavoro, che diventerà la nuova norma, avrà il potenziale di aumentare la partecipazione delle donne nel mondo del lavoro.

Si verificherà altresì una certa “deglobalizzazione”, in quanto le aziende cercano sempre più forza lavoro a livello locale. La gig economy sopravviverà e prospererà, ma subirà altresì maggiori pressioni sul piano legislativo e sociale.

Di fronte a un mondo sempre più “decentralizzato”, le aziende si rivolgono sempre più spesso alla forza lavoro locale. Ma cosa significa questo per l’occupazione? Alain Dehaze, CEO di Adecco, condivide i suoi pensieri.

Il seme per la rivoluzione nel lavoro e nell'istruzione: l'ascesa della gig economy

In un mondo in fase di "de-centralizzazione" le aziende vanno sempre di più alla ricerca di risorse e fornitori locali. Quali sono le implicazioni per il mercato del lavoro? Alain Dehaze, CEO di Adecco, racconta il suo punto di vista.

Qualificazione, perfezionamento professionale, riqualificazione...

Insieme al profilo delle persone disoccupate, anche la domanda di soluzioni lavorative sostenibili subirà un cambiamento. Ciò richiederà l’attuazione in grande misura di programmi di qualificazione, perfezionamento professionale e riqualificazione, dal momento che i disoccupati cercheranno di accedere al mondo professionale attraverso percorsi diversi, mentre le risorse impiegate nelle organizzazioni sono già alle prese con un cambiamento radicale dei profili esistenti. A tutto ciò si aggiunge la necessità di raggiungere un livello di coordinazione senza eguali tra il settore dell’istruzione e quello dell’occupazione.

Il seme per la rivoluzione nel lavoro e nell'istruzione: nuova formazione del personale infermieristico per combattere meglio il COVID-19

Con l'aumentare della ricerca di soluzioni occupazionali sostenibili, crescerà enormemente anche il fabbisogno di skilling, upskilling e reskilling. Mona Mourshed, fondatrice e CEO di Generation, spiega in che modo il programma di reskilling della sua azienda ha contribuito al lavoro degli infermieri durante il COVID-19.

Riconcepire l’istruzione

Il settore dell’istruzione ha due sfide chiave davanti a sé.

  • Ora la conoscenza è “gratuita” e accessibile a tutti; ma le università e le scuole sono in grado di differenziarsi?
  • Se oggi molti dei mestieri del futuro non esistono, in che modo gli studenti possono approcciarsi all’apprendimento?

Le università e le scuole dovranno reinventarsi in termini di metodi di apprendimento e di pratica. Probabilmente i futuri impiegati dovranno sfoggiare ai futuri datori di lavoro tutta una serie di competenze anziché limitarsi a poche specializzazioni.

Per maggiori dettagli su questo tema, non perdetevi l’intervista a Christopher Pissarides, premio Nobel per l’economia nonché Regius Professor presso la London School of Economics.

Nel frattempo l’ineguaglianza cresce

Nel periodo del Credit Suisse Virtual Salon, 2,7 miliardi di persone erano ferme a casa per via del lockdown, di cui 1,6 miliardi attive nel settore informale, mentre il settore dei servizi era il più fortemente colpito. Delle tre ultime grandi crisi, quella attuale ha schiacciato le PMI e i liberi professionisti come non mai. I lavoratori a bassa qualifica sono quelli che hanno più da perdere da questa crisi, specialmente a causa dell’aumento delle tecnologie che spostano l’occupazione. Di conseguenza ci si aspetta un incremento delle disuguaglianze nel breve e medio termine, non solo tra un Paese e l’altro, bensì anche tra il Nord e il Sud dell’Europa, basti pensare all’Italia e alla Spagna già devastate dalla pandemia.

La politica fiscale, al posto di quella monetaria, come strumento per il cambiamento

Ben presto le imprese dovranno affrontare una nuova realtà, in cui saranno costrette a intraprendere significative misure di ristrutturazione e di riduzione della spesa. Mentre molto probabilmente la politica monetaria continuerà a mantenere i tassi di interesse a un livello pari o vicino allo 0%, la politica fiscale rivestirà un ruolo fondamentale nella spesa per le infrastrutture e nella promozione di una maggiore cooperazione tra il mondo dell’istruzione e quello imprenditoriale nonché tra le imprese e il mercato del lavoro. È indispensabile che i governi offrano alle imprese reali incentivi finanziari per promuovere l’idea di un “apprendimento permanente” nelle aziende.

Anche questa crisi passerà? Bagliori di speranza

Ci sarà una ripresa delle partnership tra il settore privato e quello pubblico, con numerosi investitori privati già in prima linea per guidare il cambiamento. L’innovazione si muoverà prevedibilmente a passo più veloce, specie di fronte ai tanti mercati emergenti già impegnati a cogliere nuove opportunità. Alla luce delle numerose incognite, Credit Suisse stima una ripresa della crescita globale nel terzo trimestre, con la Cina già in testa alla classifica nel secondo trimestre. Questa previsione si basa sul presupposto che la seconda ondata sia meno severa.

Questo dibattito è parte del primo Credit Suisse Virtual Salon sulla pandemia: “Covid-19: al via la rivoluzione del lavoro e dell’istruzione.”

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