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Mercati di frontiera emergenti: un rischio ben ricompensato

Il mercato per Riteniamo che continuerà a generare rendimenti solidi, anche se moderati. Un nuovo segmento in espansione include i debitori sovrani provenienti da una vasta gamma di economie emergenti generalmente piccole e meno avanzate, i cosiddetti mercati di frontiera. Pur avendo rischi di default piuttosto limitati, questo segmento offre rendimenti elevati, anche per via della liquidità scarsa.

Fondamentali macro essenzialmente positivi

I mercati di frontiera sono considerati economie in via di sviluppo dalla crescita sostenuta e con livelli di debito generalmente moderati. Misurando per capitalizzazioni ed emissioni, i cinque principali mercati nel JP Morgan Next Generation Markets Index sono lo Sri Lanka (12,4%), la Nigeria (9,5%), il Ghana (5,6%), l’Azerbaigian (5,5%) e il Kenya (5,3%). L’Uzbekistan, l’Egitto e l’Ucraina sono mercati più piccoli.

A partire dalla crisi finanziaria, buona parte di questi paesi hanno raggiunto o persino superato altri EM in termini di crescita del PIL reale. Nel contempo, l’inflazione è più bassa e i bilanci delle partite correnti sono in miglioramento. L’accesso al mercato internazionale dei capitali per finanziare la crescita, tuttavia, è soggetto all’avversione al rischio degli investitori e a una liquidità ancora limitata. Per gli investitori in obbligazioni, questo si traduce in uno spread ingente e in un premio sul rendimento totale.

La liquidità limitata suggerisce un approccio buy-and-hold.

Spesso le obbligazioni dei mercati di frontiera hanno maturità brevi, per cui sono meno sensibili ai tassi USA rispetto al principale indice dei bond EM. Nel contempo, gli investitori dovrebbero trarre giovamento dal generale miglioramento dei rating creditizi. Alcuni mercati, tuttavia, potrebbero subire battute d’arresto dovute all’instabilità politica o a questioni di governance, o qualora i debitori si trovassero di fronte a limitazioni improvvise di liquidità. Le obbligazioni di frontiera, pertanto, sono più adatte agli investitori buy-and-hold con elevata tolleranza al rischio. Un’ampia diversificazione e una gestione attiva sono essenziali. I nostri mercati preferiti al momento includono l’Egitto, l’Ucraina, l’Uzbekistan e il Ghana, grazie ai contesti di politica macroeconomica nazionale e governance in via di miglioramento, generose dotazioni di risorse naturali o buone prospettive demografiche e di crescita.