Azioni Una panoramica dei mercati principali

Una panoramica dei mercati principali

USA: prevista sovraperformance malgrado gli ostacoli?

Fin dall’inizio del mercato rialzista nel marzo 2009, l’S&P 500 ha ottenuto risultati decisamente migliori rispetto ad altri mercati (del 210% circa rispetto al MSCI EMU e circa del 245% rispetto al MSCI Giappone). Il nostro scenario di base prevede ancora una performance brillante per il mercato USA grazie alla crescita economica superiore e alla forte ponderazione del settore IT. Tuttavia, il potenziale è limitato dalla strisciante pressione sui margini che deriva dai salari in aumento, dal venir meno degli effetti dei tagli fiscali per le aziende del 2018, da una FED meno favorevole e probabilmente dalle incertezze legate alle elezioni presidenziali.

Area euro: supporto BCE e guerra commerciale

Tenuto conto dei timori politici e della debolezza manifatturiera, le azioni dell’area euro hanno retto sorprendentemente bene nel 2019. Il ritorno all’allentamento monetario e il relativo indebolimento dell’EUR hanno certamente contribuito. Misurando in USD, però, il mercato ha sottoperformato l’S&P 500 del 4,3%. Guardando al 2020, crediamo che il mercato sarà sostenuto, tra gli altri fattori, dalla politica monetaria accomodante della Banca centrale europea, una probabile soluzione per la Brexit e dalla sua valutazione poco esigente. I rischi principali sono una potenziale escalation del conflitto commerciale tra USA e Cina e gli eventuali dazi statunitensi sulle auto europee.

Regno Unito: oltre la Brexit

Il mercato britannico ha sottoperformato nettamente le azioni globali nel 2019. Questo, però, non si deve in particolar modo all’incertezza sulla Brexit, bensì alla debolezza nel settore delle materie prime, che costituisce una quota ampia del mercato azionario britannico. Nel 2020 crediamo, crediamo che il mercato risulterà piuttosto debole, poiché la crescita in Cina rimane lenta e pesa sulle materie prime. Una Brexit senza problemi, paradossalmente, metterebbe ancora più sotto pressione i settori orientati all’esportazione, poiché il GBP si apprezzerebbe in modo significativo; le PMI orientate al mercato nazionale, invece, ne gioverebbero. Nell’improbabile eventualità di una Brexit dura, prevediamo un allentamento deciso da parte della Banca d’Inghilterra e un GBP infiacchito.

Svizzera: chi va piano va sano e va lontano

Le azioni svizzere hanno registrato nuovamente una performance brillante nel 2019, trainate del gigante dei beni di prima necessità. Le nostre proiezioni per il 2020 indicano una performance regolare ma non straordinaria, poiché il mercato svizzero con la sua natura difensiva sottoperformerebbe mercati più ciclici in caso di miglioramento della produzione globale. Se dovesse riuscire, l’impegno della Banca nazionale svizzera per evitare il rincaro del CHF avrebbe un effetto di sostegno. Un CHF più debole unito a una curva dei rendimenti più ripida gioverebbe in particolare ai titoli finanziari. Un cambio della politica sanitaria USA dopo le elezioni presidenziali statunitensi del 2020 potrebbe mettere a rischio il settore farmaceutico svizzero.

Azioni cinesi / EM: conta smorzare i toni della guerra commerciale

Le azioni dei mercati emergenti (EM) hanno sottoperformato i mercati sviluppati in maniera sostanziale dall’inizio del 2018. La politica restrittiva della FED aveva indebolito vari mercati dipendenti dai finanziamenti USD a basso costo. La situazione è peggiorata quando ha preso il via il conflitto commerciale tra USA e Cina: si ricorda che la Cina e altri mercati dell’Asia settentrionale costituiscono più del 55% dell’indice MSCI EM. Smorzare i toni della guerra commerciale andrebbe a favore delle azioni EM, anche se altri fattori quali la crescita più debole in Cina potrebbero attenuare la ripresa. L’inflazione al ribasso e la politica monetaria più accomodante dovrebbero continuare a sostenere mercati emergenti come il Brasile.

Giappone: sperando che migliori il ciclo della produzione industriale

L’anno trascorso è stato deludente per chi ha investito in azioni giapponesi, poiché l’economia nazionale e globale ha subito un rallentamento dovuto alla controversia commerciale tra USA e Cina. Per il 2020 prevediamo un miglioramento delle sorti di questo mercato: una ripresa del ciclo di produzione industriale globale e delle spese d’investimento in particolare andranno a beneficiare il mercato ciclico del Giappone più di altri. È un mercato, peraltro, dalla valutazione interessante, con un rapporto prezzo-utili di poco superiore a 13x. L’impegno della Banca del Giappone a mantenere un approccio accomodante e a limitare l’apprezzamento del JPY è un altro fattore positivo.