Lo spirito d’innovazione nato tra le montagne elvetiche travalica gli oceani. Christian Wyssen, Wyssen Avalanche Control AG, previene i pericoli di valanghe anche oltremare con i suoi tralicci di brillamento.

Wyssen Avalanche Control AG: gli esperti di valanghe

L'azienda a conduzione familiare Wyssen Avalanche Control AG doma le valanghe. La ditta sviluppa e produce tralicci per il brillamento di valanghe, che consentono di staccare le masse di neve pericolose a qualsiasi ora e in qualunque condizione atmosferica da un luogo sicuro attraverso una app.

Durante la redazione di questo testo, a metà gennaio, nevica in abbondanza. La stazione nivometrica sul Weissfluhjoch ha rilevato 2,5 metri di neve: un record per questa stagione. Il pericolo di valanghe è elevato: livello 5 su una scala da 1 a 5. L'Istituto per lo studio della neve e delle valanghe fa sapere che l'ultima volta che si è verificata una situazione analoga è stato nell'inverno 1999.

"I nostro prodotti prottegone le persone" – Christian Wyssen

Dalla teleferica forestale alla teleferica per la detonazione

«Sono state proprio le numerose valanghe di quell'inverno a darci l'ispirazione per i nostri tralicci di detonazione», racconta Christian Wyssen, membro del Consiglio direttivo di Wyssen Avalanche Control AG. L'azienda ha sede a Reichenbach, all'inizio della valle della Kander, un luogo circondato da ripidi pendii: inevitabile dunque il pensiero alle valanghe. Ma non è dalla topografia della regione che trae spunto il prodotto.

Un predecessore audace e creativo

«Le teleferiche Wyssen esistono sin dal 1926», racconta Wyssen. «Mio nonno Jakob Wyssen sviluppò impianti a fune per la silvicoltura, affinché i tronchi degli alberi potessero essere trasportati con maggiore facilità e sicurezza dal bosco. Ne nacque una ditta di costruzione di teleferiche per materiali», racconta il nipote. Già negli anni Cinquanta Jakob Wyssen intravide un grande potenziale per l’esportazione e prese quindi decisioni piuttosto inconsuete: «In un’epoca in cui per chi viveva nella valle della Kader recarsi a Berna era quasi come compiere un viaggio intorno al mondo, si imbarcò con tutta la famiglia su una nave con destinazione Stati Uniti, intenzionato ad abbattere alberi nei boschi nordamericani. Portò con sé il suo sistema di trasporto a fune, per il quale riuscì a trovare acquirenti interessati nei servizi forestali statunitensi», racconta Christian Wyssen.
L’impresa di famiglia iniziò a crescere, specializzandosi nella costruzione di teleferiche per il trasporto di diversi materiali. Nel 1974 Wyssen costruì per la prima volta una piccola teleferica sopra un pendio soggetto a valanghe. A mano, e in seguito con un piccolo motore, si potevano trasportare le cariche esplosive laddove servivano per provocare la detonazione.

Brillamento azionato da un caldo ufficio

La soluzione di trasporto a fune presenta tuttavia qualche svantaggio: «Per far funzionare una teleferica per la detonazione si deve andare sul posto, e questo richiede tempo», spiega Wyssen. Nel caso di detonazioni azionate dall’elicottero o a mano, il fattore tempo è ancora più problematico, poiché spesso si deve aspettare che le condizioni meteorologiche siano migliori; i rischi che si corrono sono inoltre maggiori. Ma per le località di sport invernali piste chiuse e strade bloccate hanno ricadute dirette sul fatturato – perciò vi è tutto l’interesse a privilegiare metodi di brillamento quanto più rapidi e sicuri possibile.

Per questo durante le forti nevicate del 1999 i Wyssen hanno pensato di installare tralicci per il brillamento permanentemente sui pendii a rischio, le cui cariche esplosive possono essere accese da una distanza sicura o persino dall'ufficio - a qualunque ora e in qualsiasi condizione atmosferica. Due anni dopo è stato sviluppato il primo prototipo. Nel 2009 è stata così fondata la ditta Wyssen Avalanche Control come entità separata dall'originaria Wyssen Seilbahnen. Ancora oggi le due aziende si trovano nella stessa località e dividono uffici e capannoni di produzione.

Un traliccio con una testa esplosiva

Il traliccio per il brillamento delle valanghe è costituito da un palo d'acciaio con in cima una punta, cui è contrapposto un cilindro contenente le cariche esplosive, con al centro una cavità a forma di imbuto. Il cilindro viene montato sul traliccio da un elicottero. Quando il cilindro dotato di un sensore con le dodici cariche esplosive è fissato correttamente, una luce lampeggiante lo segnala al pilota dell’elicottero. A seconda delle condizioni nevose, i dodici pacchetti di esplosivo sono sufficienti per tutto l'inverno. In caso contrario, il cilindro viene ricaricato in condizioni di tempo ideali per il volo.

Una app da utilizzare anche con i guanti

Secondo Christian Wyssen vi è ancora molto potenziale di innovazione per quanto riguarda la web app WAC.3 e il rilevamento. «Per rilevamento s'intende il sistema di controllo dai tralicci o dalla valle. Misuriamo ogni sei ore l'altezza della neve con strumenti laser per poter determinare se sia stata provocata una valanga oppure se si sia accumulata troppa neve», spiega Wyssen. La web app sarà in futuro ancora più sofisticata e potrà fornire ulteriori informazioni all'operatore: «Al momento non abbiamo sufficiente personale per tutte le idee che abbiamo in cantiere. Un aspetto importante è la facilità di utilizzo. Il nostro software deve dare supporto completo a chi si trova nella neve o in una tempesta e allo stesso tempo deve poter essere operato facilmente anche con i guanti», afferma Wyssen. 

Il team al centro

«Workshop di innovazione e iniziative di questo tipo non fanno per noi», ammette Wyssen sorridendo. L'innovazione di Wyssen Avalanche Control nasce piuttosto per caso e non intenzionalmente - durante una chiacchierata in corridoio o in pausa oppure a volte anche in occasione di una giornata sugli sci. Wyssen, il cui team conta in tutto 65 collaboratori, dichiara convinto: «Diamo ai nostri collaboratori compiti impegnativi, ma anche molta responsabilità e libertà. Questo consente di creare una cultura in cui si sviluppa la creatività in modo naturale». Il team è estremamente importante per Wyssen, il quale non si stanca mai di sottolineare che anche l’innovazione spesso nasce da conversazioni informali all’interno del gruppo.  

Boom dell'export

Del team fanno parte anche i membri della famiglia che lavorano in azienda e ne rappresentano la terza generazione. Il direttore di Wyssen Avalanche Control è Sam Wyssen, cugino di Christian Wyssen. I suoi due fratelli Jakob Martin e Jürg Wyssen sono membri della direzione di Wyssen Seilbahnen. Le due imprese non solo sono vicine a livello di sede, ma si scambiano anche il know-how.
Wyssen Seilbahnen è presente già in 65 paesi. La più giovane Avalanche Control esporta invece solo da alcuni anni. «In Svizzera abbiamo finora installato circa 250 impianti, all'estero circa 200. La nostra quota attuale di esportazioni è del 50 per cento», spiega Wyssen. I paesi di destinazione sono Austria, Norvegia, Cile, Canada e Stati Uniti.

Ingresso nel mercato cileno con il supporto di Credit Suisse

«Per le nostre esportazioni abbiamo bisogno del supporto di una banca internazionale», prosegue Wyssen. «Credit Suisse ci aiuta con le garanzie bancarie necessarie, e in caso di richieste il nostro consulente fa sempre in modo di trovare la migliore soluzione per noi in tempi rapidi. Sembra banale, ma è proprio così: con Credit Suisse abbiamo un rapporto di fiducia reciproca». In Cile Wyssen Avalanche Control sta installando impianti di detonazione antivalanga per mettere al sicuro le strade di montagna per i minatori locali. «Proprio per questo tipo di commesse l'esperienza della nostra banca costituisce un grande vantaggio», afferma Wyssen.

Potenziale per la quarta generazione

Vi sono limiti di crescita per Wyssen Avalance Control? Ad esempio l'assenza di masse di neve a causa del cambiamento climatico? «Questo aspetto non ci preoccupa», assicura Wyssen. «Nonostante l'innalzamento del limite delle nevicate, si verificano eventi più estremi e in poco tempo cade moltissima neve - come sta avvenendo proprio in questo mese di gennaio 2019. Ci sarà ugualmente - se non maggiormente - bisogno di impianti di detonazione antivalanghe». Wyssen ritiene che in Svizzera il mercato per i tralicci di brillamento sarà prima o poi saturo. Ma all'estero il potenziale è ancora molto elevato. La quarta generazione di Wyssen al momento sta letteralmente muovendo i primi passi. «Se i nostri figli lo vorranno, credo che un giorno potranno occuparsi anche loro di neve e valanghe», sostiene Wyssen guardando le nuvole grigie che sovrastano la cattedrale. Mentre continua a nevicare.

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