Private equity
Ricompense a lungo termine
Gli investitori private equity (PE) capaci di attendere e con accesso ai migliori gestori dovrebbero poter realizzare un extra-rendimento interessante rispetto ai mercati pubblici. Dal momento che il PE richiede un impegno a lungo termine, sottolineiamo l’importanza di un approccio misurato con investimenti ben diversificati sull’intero ciclo. Un’accurata due diligence e l’accesso ai migliori gestori con track record consolidati sono i principali fattori di successo.
Lo shock prodotto dal COVID-19, sebbene abbia provocato un iniziale crollo dell’attività d’investimento PE, ha aumentato il potenziale upside per gli investimenti in capitale di rischio e crescita innescando trasformazioni e incentivando l’innovazione in settori tradizionali. Inoltre ha aperto ai veicoli PE distressed numerosi settori, dal momento che società precedentemente solide dei settori dei viaggi, della ristorazione e dell’intrattenimento hanno registrato un calo dei cash flow. Peraltro, il ribilanciamento del portafoglio in seguito allo shock da COVID-19 dovrebbe offrire ai fondi del mercato secondario PE (i cosiddetti fondi secondari) opportunità prima inaccessibili. I parametri di valutazione PE tradizionali registrano un parziale miglioramento del pricing delle operazioni PE rispetto ai mercati pubblici. Nel complesso, ciò dovrebbe sostenere l’extra-rendimento a lungo termine previsto dei PE rispetto ai mercati pubblici, premiando un impegno a lungo termine dei fondi.
Incremento della leva finanziaria
Nel contesto della pandemia di COVID-19, le società PE hanno utilizzato sempre più il credito a basso costo per fini di liquidità e di investimento. Secondo Preqin, fornitore di dati per gli investimenti alternativi, il ricorso alla leva finanziaria per le nuove operazioni di buyout ha registrato un netto incremento. Sebbene degno di nota, riteniamo che questo non costituisca ancora motivo di preoccupazione per il settore, per tre ragioni. In primis, rispetto agli sviluppi che hanno preceduto la crisi finanziaria globale del 2008, gran parte del debito utilizzato è debito senior. In secondo luogo, il settore dispone di maggiore capacità di gestione del rischio e della liquidità, come evidenziato dalla minore volatilità dei rendimenti, poiché i gestori tradizionali detengono una crescente quota di capitale. In terzo luogo, il buyout, attualmente la strategia PE con maggiore ricorso alla leva finanziaria, costituisce il 27% ca. del patrimonio gestito nei mercati privati (40% nel 2008/09). Infine, il Middle Market Lender Outlook di Refinitiv LPC mostra un approccio più conservatore da parte degli istituti di credito. Pertanto, riteniamo che il rischio di un uso eccessivo della leva finanziaria dovrebbe essere contenuto.
Il track record è importante
La crisi generata dal COVID-19 ha prodotto una temporanea crescita dei timori degli investitori rispetto al PE, ma non una riduzione della domanda per la classe di investimento. Dopo lo shock, le autorità di regolamentazione USA hanno consentito ai piani previdenziali di investire in imprese di buyout e alle banche di acquisire partecipazioni in fondi di venture capital. La crescente popolarità del PE assicura più trasparenza e intensifica la concorrenza per le transazioni. Riteniamo che i gestori PE con track record, capacità di sourcing e base clienti solidi dovrebbero continuare a sovraperformare il mercato globale. Sul lungo periodo, riteniamo che per realizzare un extra-rendimento rispetto al settore public equity gli investitori dovrebbero privilegiare un’esposizione PE ben diversificata in termini di gestori, strategie, vintage year e aree geografiche. Evidenziamo inoltre l’impact investing, poiché il settore PE è ben posizionato in termini di approccio di lungo termine su temi come il cambiamento climatico e l’istruzione ed è in grado, al contempo, di assicurare diversificazione attraverso strategie attive di incremento del valore.