Strategia d’investimento 2022
Strategia d’investimento 2022
Probabilmente nel 2022 le banche centrali e la loro valutazione della congiuntura saranno di nuovo fondamentali ai fini della definizione delle strategie d’investimento. Con la transizione del COVID-19 da pandemico a endemico, i timori di deflazione che aleggiavano nei primi giorni della crisi sono stati sostituiti dalla minaccia di inflazione. Una delle concause è rappresentata dai disagi nelle catene di approvvigionamento, che nei prossimi trimestri continueranno a essere messe alla prova e a spingere verso l’alto i prezzi al consumo. Nondimeno, le banche centrali perseguiranno probabilmente una lenta e graduale normalizzazione delle politiche monetarie, ritenendo transitorio l’attuale rialzo dell’inflazione.
A tal riguardo, ci aspettiamo che la Federal Reserve (Fed) cominci ad alzare i tassi alla fine del 2022, per continuare con quattro altri interventi nel 2023. Inoltre, l’adozione da parte della Fed di un approccio più simmetrico all’inflation targeting e l’accettazione di un superamento temporaneo favoriscono ulteriormente un percorso misurato verso la normalizzazione, contribuendo a ridurre la pressione per l’aumento del debito pubblico e, in ultima analisi, alla ripresa economica.
“Probabilmente nel 2022 le banche centrali e la loro valutazione della congiuntura saranno di nuovo fondamentali.
Il fattore inflazione
Prevediamo un’inflazione globale del 3,7% nel 2022, con ampie disparità fra i vari Paesi. Questo scenario implica che un’allocazione di liquidità superiore alla norma nell’ambito dei portafogli sarebbe da evitare, dato che il potere d’acquisto potrebbe venire meno rapidamente. Lo stesso vale in generale per le attività nominali come le obbligazioni, che corrispondono un interesse fisso e alla scadenza rimborsano il valore nominale dell’importo investito al lordo dell’inflazione. Le prospettive sono migliori per gli investimenti finanziari che reagiscono positivamente all’aumento dell’inflazione (ossia i valori reali). Prendiamo le azioni, in cui il corso di un titolo riflette le aspettative sugli utili futuri. L’aumento dell’inflazione deriva dal fatto che le aziende possono aumentare i prezzi dei loro prodotti/servizi, incrementando la redditività. La nostra previsione di crescita del prodotto interno lordo (PIL) nominale globale (una stima del PIL reale più l’inflazione) pari all'8% nel 2022 consente un ampio potenziale di crescita dei ricavi e degli utili, contribuendo a controbilanciare la pressione inflazionistica. Tuttavia, l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato probabilmente costituirà un fattore avverso per le valutazioni azionarie, soprattutto se i rendimenti reali aumentano e tornano in territorio positivo, sebbene non riteniamo che ciò avverrà nel 2022. I settori e i segmenti azionari allineati a solidi fattori di crescita strutturale, tra cui quelli individuati nel quadro tematico dei nostri Supertrend, possono aiutare a bilanciare l’impatto dell’inflazione.inflation.
Rendimenti limitati per le obbligazioni core
Questo processo di normalizzazione delle politiche monetarie partirà con una graduale riduzione degli acquisti di attività a reddito fisso da parte delle banche centrali, che insieme all’ampliamento della ripresa economica dovrebbe aprire la strada a un rialzo dei tassi d’interesse.
L’aumento dei rendimenti influirebbe negativamente sui prezzi obbligazionari e l’attuale basso livello del reddito da obbligazioni unito a credit spread ristretti offrirebbe una remunerazione scarsa. Le nostre aspettative di rendimento per i titoli di Stato e le obbligazioni societarie sono quindi limitate. Tuttavia, riteniamo che dovrebbe esserci un’allocazione alle obbligazioni core nell’ambito dei portafogli multiasset ai fini della mitigazione del rischio (per le qualità di assorbimento degli shock delle obbligazioni), sebbene il loro effettivo contributo al rendimento possa essere minimo.
Rimanere diversificati
In tema di gestione del rischio di portafoglio, il segreto è individuare attività con profili di rendimento che dipendono da diversi fattori. Questi effetti di diversificazione possono essere ulteriormente migliorati con strategie d’investimento che seguono modelli non tradizionali. Ad esempio, vi sono strategie di hedge fund che possono assumere posizioni azionarie long e short per ampliare la loro gamma di opportunità. Individuare strategie d’investimento per compensare un basso reddito da investimenti obbligazionari è un compito arduo. Le strategie azionarie incentrate sui dividendi, che privilegiano le aziende con bilanci sani e un solido cash flow, o le strategie di opzioni su azioni per l’ottimizzazione dei rendimenti possono essere alternative interessanti, così come le obbligazioni non core se l’ampliamento degli spread dovesse offrire un’opportunità. Il settore immobiliare è un altro approccio, sostenuto dalla ripresa economica in corso. Anche il private equity offre l’opportunità di incrementare il profilo di rendimento del portafoglio nell’attuale contesto caratterizzato da turbolenze del mercato e dalla persistente ripresa economica. Tuttavia, il private equity è adatto solo agli investitori in grado di tollerare un’illiquidità maggiore rispetto
agli investimenti tradizionali.