Investimenti Sostenibili Portafogli sostenibili

Portafogli sostenibili

La richiesta di portafogli sostenibili sta vivendo un momento di forte espansione, grazie anche alle performance degli investimenti ESG. Ecco perché...

“La richiesta di portafogli sostenibili sta vivendo un momento di forte espansione, grazie anche al fatto che le performance degli investimenti sostenibili non sono inferiori a quelle degli investimenti tradizionali”. Ne è convinto Carlo Manzato, Head of Advisory & Sales Italy di Credit Suisse, che in questa intervista rilasciata ad ADVISOR PRIVATE spiega perché oggi non si può ignorare la cosiddetta “economia circolare” e come tradurla in un adeguato servizio di wealth management.

L’economia circolare è definita come la quarta rivoluzione industriale. Perché?

Perché il turbocapitalismo di questi anni non è sostenibile. Perché il mantra del “creating shareholder value” di questi anni non è sufficiente se non si considera una definizione ampliata del Value che comprenda anche la sostenibilità del modello di business. I 17 obiettivi per il 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals “SDGs”) sono una chiamata per tutti i paesi per promuovere sì la prosperità ma nel rispetto del pianeta e quindi anche modelli di sviluppo sostenibile. Secondo le Nazioni Unite se la popolazione mondiale nel 2050 raggiunge i 9,6 miliardi di individui a parità di condizioni in termini di stili di vita, serviranno tre pianeti.

Ma cosa comprende il termine “economia circolare”?

Oggi che il coinvolgimento si è ampliato alle imprese e alla finanza il significato è parte di questi nuovi modelli di sviluppo che si estendono a modelli di business per una crescita circolare e quindi con nuovi disegni per la filiera produttiva con l’ottimizzazione nell’utilizzo delle risorse e una diversa gestione degli scarti, ivi inclusa l’estensione del ciclo di vita dei prodotti fino anche alla sharing economy, o all’utilizzo di risorse sostenibili nella produzione o a una nuova concezione dei prodotti che diventano un servizio. È finito il mito dell’automobile ai 18 anni, oggi i ragazzi non ne sentono il bisogno perché è prassi il car sharing, naturalmente là dove disponibile. Lo sviluppo ha oggi un connotato anche sociale, nel rispetto dell’ambiente, delle risorse. L’Italia, anche per la scarsità di materie prime si mostra all’avanguardia in questo senso in termini di ottimizzazione nell’utilizzo delle risorse. È un percorso culturale che è in fase di sviluppo per tutti. Il tema della sostenibilità ha avuto un risalto particolare quest’anno nel mondo Credit Suisse e ci ha permesso di promuovere importanti progetti e iniziative finalizzate al confronto tra vari operatori. In particolare il 5 giugno scorso Credit Suisse ha organizzato una tavola rotonda a Milano con alcune primarie aziende italiane già attive nell’ambito degli investimenti sostenibili (e.g. Enel, 3M Company, Acquafil) con l’obiettivo di condividere con una platea di selezionati clienti e professionisti le best practices italiane nell’ambito della sostenibilità e i vantaggi che derivano da una gestione più efficiente delle risorse, ma anche da una maggiore attenzione verso il mercato secondo nuovi modelli di business. Si è parlato di come l’economia circolare definita come la quarta rivoluzione industriale possa dare valore alle imprese italiane ed è emerso un quadro molto positivo per il nostro paese. Grazie alla nostra tradizione e alla capacità di trasformare ogni limite in un’opportunità, l’Italia è tra i paesi più avanzati nella green economy e nell’economia circolare.

In che modo l’economia circolare si traduce in un’opportunità per la clientela private?

Lo scopo principale degli investimenti sostenibili è quello di generare ritorni finanziari selezionando all’interno delle varie asset class le soluzioni che abbiano le caratteristiche di sostenibilità responsabile in base ai parametri ESG (Environmental, Social, Governance) e di impatto positivo misurabile sulla società e sull’ambiente. Questa strategia spesso si allinea con i valori personali dei clienti o la missione degli enti che scelgono di investire in modo responsabile: per questo riteniamo che la possibilità di innovare e personalizzare le soluzioni sia il fulcro della evoluzione in questo settore. La richiesta di portafogli sostenibili sta vivendo un momento di forte espansione, grazie anche al fatto che le performance degli investimenti sostenibili non sono inferiori a quelle degli investimenti tradizionali. Infatti, gli studi degli esperti e i casi accademici pubblicati mostrano che le aziende più efficienti, dal punto di vista della sostenibilità, ottengono in media migliori performance, sono meno rischiose e hanno costi di indebitamento e del capitale più contenuti. La domanda di investimenti sostenibili è trainata da due ulteriori fattori: i millenials: determinati a creare un impatto sociale e ambientale tramite le proprie abitudini di consumo e investimenti; regulations: organi istituzionali hanno creato contesto normativo e linee guida di sviluppo sostenibile (e.g. UN Sustainable Development Goals).

A livello di offerta come vi muovete per trasformare l’economia circolare in opportunità di investimento?

Credit Suisse ha oltre 16 anni di esperienza negli investimenti sostenibili, per esempio nel 2004 sono stati inseriti criteri di sostenibilità all’interno del processo di valutazione del rischio, nel 2008 sono stati lanciati i primi mandati di gestione patrimoniale sostenibili per clienti privati. Inoltre si impegna come datore di lavoro a creare un impatto positivo per la società e l’ambiente (e.g. 41% della forza lavoro ha dedicato parte del tempo per lavori volontari in cause sociali, 79% dell’energia consumata a livello globale è generata da fonti rinnovabili). Per aumentare il focus sugli investimenti sostenibili abbiamo creato nel 2017 la struttura di Impact Advisory and Finance a diretto riporto del Group CEO con questi primari obiettivi: sviluppo di soluzioni di investimento sostenibili e ampliamento accordi con case terze; ESG Portfolio healthcheck: consulenza nell’implementazione di portafogli sostenibili; “Awareness raising” all’interno di CS e della società.

Tutto questo, in termini di strumenti, come si traduce?

Credit Suisse dispone di un’ampia offerta di investimenti sostenibili articolata in tre macro aree: gestioni patrimoniali sostenibili, customizzabili su richiesta in funzione dei criteri di sostenibilità più sentiti dal cliente; soluzioni in fondi attivi e passivi sia propri che di terzi; filtro di sostenibilità su selezione di titoli consigliati.

Per le gestioni patrimoniali con filtri ESG: quali criteri utilizzate nel processo di investimento?

Credit Suisse dispone attualmente di due linee di gestione private sostenibili e di gestioni premium customizzabili I criteri di sostenibilità vengono utilizzati sia nel processo di investimento sia nella selezione degli strumenti. Nel processo di investimento vengono tolte classi di attivi prive di opportunità sufficientemente sostenibili (e.g. hedge funds e materie prime). 

Nella selezione degli strumenti vengono utilizzati i seguenti criteri: A) ESG − Escludere: esclusione delle aziende coinvolte in controversie (e.g. Corporate Governance inadeguata, violazioni dei diritti civili) − Evitare: esclusione delle aziende operanti in settori controversi (e.g. Energia nucleari, Gioco d’azzardo) − Promuovere: attribuzione di un punteggio più elevato alle aziende con qualità ESG superiore rispetto ai competitor nel settore (e.g. nella gestione delle emissioni di CO2); B) Impatto: investimento su temi specifici legati alla sostenibilità (e.g. green bond) che creano un impatto misurabile positivo sull’ambiente.

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