Market trends Investimenti al femminile: approccio orientato al ciclo di vita

Investimenti al femminile: approccio orientato al ciclo di vita

Noi di Credit Suisse pensiamo che si possa fare di più, ad esempio offrendo alle stesse una consulenza mirata e orientata, nella definizione del quadro per gli investimenti, alle singole fasi della loro vita.

La popolazione femminile si è rivelata una protagonista chiave nel panorama degli investimenti; le donne detengono infatti una quota di patrimonio che negli anni è aumentata notevolmente, fino a raggiungere il 42% della ricchezza mondiale, considerati gli asset reali. Ma, in qualità di investitrici, hanno ricevuto un trattamento altrettanto favorevole?

Dobbiamo fare in modo di perseguire un approccio più differenziato che tenga conto negli investimenti del ‘fattore XX’

Nannette Hechler-Fayd’herbe

Chief Investment Officer International Wealth Management e Global Head of Economics & Research presso Credit Suisse; autrice del report Woman to woman. Lifecycle investing for women (Investimenti al femminile orientati al ciclo di vita. Dalle donne per le donne).

È arrivato il momento di agire

Oggi, in alcuni Paesi avanzati, le donne godono di un più alto grado di istruzione e sono più qualificate rispetto alla loro controparte maschile. Molte di esse hanno un lavoro e registrano guadagni, oltreché risparmi, più elevati. È arrivato il momento per gli istituti finanziari di riconoscere le esigenze specifiche delle donne investitrici e offrire loro una consulenza finanziaria concretamente mirata alla situazione personale. Ma prima di parlare del nostro approccio agli investimenti, vediamo cosa contraddistingue le investitrici donne.

In cosa si distinguono le investitrici donne?

Nel tentativo di accumulare ricchezza, le donne si trovano ad affrontare diverse sfide. Solitamente guadagnano di meno, si prendono una pausa dal lavoro per dedicarsi alla famiglia, spesso lavorano part time e vivono più a lungo. A ciò si aggiungono investimenti con un orizzonte temporale più esteso, una maggiore inclinazione a investire secondo criteri ESG (aspetti ambientali, sociali e di governance) e una predisposizione ai rischi più bassa. Inoltre, la popolazione femminile è più incline a dedicare una quota di patrimonio più elevata a immobili o ad altri asset reali. Tutti questi fattori contribuiscono a generare un divario di genere nel possesso di ricchezza e di investimenti.

Cos’è un investimento orientato al ciclo di vita?

Nel definire la strategia di investimento dobbiamo tener conto di due fattori: il divario di genere in termini di reddito e investimenti nonché l’aspettativa di vita che, nelle donne, e più elevata. Ma come fare?
L’approccio orientato al ciclo di vita suddivide l’investimento nelle diverse fasi di vita dell’investitrice e si concentra sulle sue esigenze finanziarie in ogni singola tappa. In ogni fase, l’investitrice può decidere di adattare la strategia di investimento ai propri obiettivi e necessità finanziarie che via via si vanno a modificare lungo il ciclo di vita. Così facendo, il denaro investito frutterà in ogni singola fase, inoltre andranno perse meno opportunità e si avrà maggiore sicurezza finanziaria per il futuro.

Non è mai troppo presto per iniziare

E nemmeno mai troppo tardi: le investitrici donne possono iniziare a far fruttare il proprio patrimonio a qualsiasi età. Ogni donna è diversa, ma in genere può valere la pena rispolverare la propria filosofia e ripensare alla propria strategia di investimento in qualunque fase della vita.

Ovviamente va da sé che prima si inizia meglio è. Questo vale soprattutto per la Next Generation, ovvero per quelle donne che ancora non detengono ricchezza ma che si prevede la erediteranno in un prossimo futuro insieme a tutte le responsabilità che ne derivano.

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