Private Banking Informativa al pubblico

Informativa al pubblico

All’interno di questa sezione “informativa al pubblico” troverete tutti i documenti relativi a:

RECLAMI

In caso di controversia tra il Cliente e la Banca relativa a prodotti e servizi bancari e finanziari, o a servizi di investimento o all’attività di intermediazione assicurativa, il Cliente può presentare un reclamo alla Banca per lettera raccomandata a/r o per posta elettronica indirizzato a:

La Banca provvede ad evadere tempestivamente e per iscritto ogni reclamo, dalla data di ricezione dello stesso, secondo la seguente tempistica:

  • entro 30 giorni qualora fosse relativo a prodotti e servizi bancari e finanziari (fermo restando i
    termini di sospensiva, previsti dal provvedimento del Governatore della Banca d’Italia del 18
    giugno del 2009 e successive modifiche, dal 1° al 31 agosto e dal 23 dicembre al 6 gennaio
    di ogni anno);
  • entro 45 giorni qualora fosse relativo all’attività di intermediazione assicurativa;
  • entro 60 giorni qualora fosse relativo a servizi di investimento (fermo restando i termini di
    sospensiva, previsti dall’art. 19 comma 1 del Regolamento adottato con deliba Consob
    n.19602 del 4 maggio 2016 dal 1° al 31 agosto e dal 23 dicembre al 6 gennaio di ogni
    anno).

RICORSI E CONCILIAZIONE

Qualora il Cliente, a seguito della presentazione del reclamo, riceva una risposta insoddisfacente, oppure non riceva risposta entro i termini previsti, prima di ricorrere al giudice, può:

In caso di controversie inerenti ad operazioni e servizi bancari e finanziari: 

  • rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF): 

    a) se l'operazione o il comportamento contestato è successivo alla data del 1.1.2009;
    b) nel limite di 100.000 Euro se il reclamo comporta la richiesta di una somma di denaro;
    c) senza limiti di importo quando si chiede soltanto di accertare diritti, obblighi e facoltà;
    d) qualora non sia trascorso più di un anno dalla presentazione del reclamo previo
    ripresentazione dello stesso alla Banca.

Per maggiori informazioni si può consultare la guida dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF)disponibile sul sito www.arbitrobancariofinanziario.it oppure richiedere informazioni presso le Filiali della Banca d'Italia o direttamente presso la Banca.

  • attivare singolarmente o congiuntamente alla Banca, anche in assenza di preventivo reclamo,
    una procedura di mediazione finalizzata al tentativo di trovare un accordo rivolgendosi:

    a) Conciliatore Bancario Finanziario – Associazione per la soluzione delle controversie bancarie, finanziarie e societarie – ADR. Per maggiori informazioni si può consultare il regolamento del Conciliatore Bancario Finanziario disponibile sul sito www.conciliatorebancario.it;
    b) ad un altro organismo iscritto nell’apposito registro tenuto dal Ministero della Giustizia e specializzato in materia bancaria e finanziaria (l’elenco è disponibile sul sito www.giustizia.it).

Resta ferma la possibilità di ricorrere all’autorità giudiziaria ordinaria qualora la decisione dell’ABF non sia soddisfacente o il procedimento di mediazione si dovesse concludere senza il raggiungimento di un accordo.
E’ necessario, prima di fare ricorso all’autorità giudiziaria ordinaria, esperire uno dei procedimenti soprariportati per ottemperare alla condizione di procedibilità prevista dal D.lgs. n.28/2010.

In caso di controversie inerenti a servizi e attività di investimento:

  • rivolgersi all'Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF):
    a) per controversie tra intermediari e investitori in merito all’osservanza da parte della Bancadegli obblighi di diligenza, informazione, correttezza e trasparenza previsti nei confronti degli investitori;
    b) nei limiti di 500.000 euro se il reclamo comporta la richiesta di una somma di denaro;
    c) qualora non sia trascorso più di un anno dalla presentazione del reclamo all’intermediario ovvero, se il reclamo è stato presentato anteriormente alla data di avvio dell’operatività dell’ACF, entro un anno da tale data. 

Per maggiori informazioni si può consultare il sito www.acf.consob.it

  • attivare singolarmente o congiuntamente alla Banca, anche in assenza di preventivo reclamo,
    una procedura di mediazione finalizzata al tentativo di trovare un accordo rivolgendosi:

    a) al Conciliatore Bancario Finanziario – Associazione per la soluzione delle controversiebancarie, finanziarie e societarie – ADR. Per maggiori informazioni si può consultare il regolamento del Conciliatore Bancario Finanziario disponibile sul sito www.conciliatorebancario.it;
    b) ad un altro organismo iscritto nell’apposito registro tenuto dal Ministero della Giustizia e specializzato in materia bancaria e finanziaria (l’elenco è disponibile sul sito www.giustizia.it).

Resta ferma la possibilità di ricorrere all’autorità giudiziaria ordinaria qualora la decisione dell’Ombudsman - Giurì Bancario o dell’ ACF non sia soddisfacente o il procedimento di mediazione si dovesse concludere senza il raggiungimento di un accordo.

E’ necessario, prima di fare ricorso all’autorità giudiziaria ordinaria, esperire il procedimento presso l’ACF o la procedura di mediazione per ottemperare alla condizione di procedibilità prevista dal D.lgs. n.28/2010.

In caso di controversie inerenti l’attività di intermediazione assicurativa:

  • rivolgersi all’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS):

    a. per l’accertamento dell’ osservanza delle disposizioni del Codice delle Assicurazioni, dellerelative norme di attuazione nonché delle norme sulla commercializzazione a distanza dei prodotti assicurativi;
    b. per la risoluzione di liti transfontaliere 

I reclami indirizzati all’IVASS dovranno contenere:

  1. nome, cognome e domicilio del reclamante, con eventuale recapito telefonico;
  2. individuazione del soggetto o dei soggetti di cui si lamenta l’operato;
  3. breve descrizione del motivo di lamentela;
  4. copia del reclamo presentato all’intermediario;
  5. ogni documento utile per descrivere più compiutamente le relative circostanze.

Per maggiori informazioni si può consultare il sito dell’IVASS ( www.ivass.it).

  • attivare una procedura di mediazione finalizzata al tentativo di trovare un accordo rivolgendosi ad un organismo iscritto nell’apposito registro tenuto dal Ministero della Giustizia e specializzato in materia di intermediazione assicurativa (l’elenco è disponibile sul sito www.giustizia.it).

Resta ferma la possibilità di ricorrere all’autorità giudiziaria ordinaria qualora la decisionedell’IVASS non sia soddisfacente o il procedimento di mediazione si dovesse concludere senza il raggiungimento di un accordo.

E’ necessario, prima di fare ricorso all’autorità giudiziaria ordinaria, esperire il procedimento presso l’IVASS o la procedura di mediazione per ottemperare alla condizione di procedibilità prevista dal D.lgs. n.28/2010.

Di seguito è messo a disposizione del Cliente:

Rendiconto sull’attività di gestione dei reclami relativi ai servizi bancari e finanziari: 

Rendiconto 2016

Pagamento dell’imposta speciale di bollo sui capitali scudati

Informiamo la gentile clientela che, ai sensi dell’art. 19 commi da 6 a 11 del DL 6 dicembre 2011 n. 201, è previsto che l’imposta di bollo sui capitali scudati sia pari allo 0,40% calcolato sulle attività finanziarie detenute in regime di segretazione alla data del 31 dicembre di ogni anno.

La data ultima per il versamento dell’imposta di bollo speciale è fissata al 16 luglio di ogni anno.

Invitiamo la gentile clientela a contattare i propri Client Advisor per conoscere l’importo esatto (ricordiamo che l’imposta è dovuta pro rata temporis sia su eventuali prelievi sia nei casi di perdita di segretazione avvenuti in corso d’anno) e per concordare le modalità di creazione della provvista entro i termini stabiliti dalla normativa.

La Banca, per ragioni di natura contabile, ha facoltà di prelevare l’importo necessario dai rapporti di pertinenza del cliente debitore, anche in data antecedente al 16 luglio.

Rinuncia alla segretazione

Ricordiamo che è sempre possibile rinunciare al regime di segretazione (o riservatezza) adoperando una delle seguenti modalità:

  • richiesta scritta di rinuncia al regime di segretazione inviata all’intermediario con raccomandata a/r.
  • accreditamento sul conto segretato di somme non soggette a regime di segretazione.
  • trasferimento delle somme in regime di segretazione su conti non segretati.
  • esibizione della Dichiarazione Riservata all’amministrazione finanziaria in sede di accertamento fiscale.

I Client Advisor di Credit Suisse (Italy) restano a vostra disposizione per qualunque ulteriore informazione.

DISCLAIMER

Il presente sito internet contiene informazioni relative agli strumenti finanziari che potranno essere offerti da Credit Suisse (Italy) S.p.A.. Il presente sito internet ha scopo puramente informativo e il suo contenuto non può essere inteso, in alcun modo, quale un'offerta di vendita o una sollecitazione all'acquisto di Strumenti Finanziari emessi da Credit Suisse (Italy) S.p.A. Credit Suisse (italy) S.p.A. non intende offrire o vendere Strumenti Finanziari negli Stati Uniti d’America, in Australia, Canada o Giappone nonché in qualsiasi altro paese in cui tale offerta o sollecitazione sarebbe soggetta all’autorizzazione da parte di autorità locali o comunque vietate ai sensi di legge.

Archivio collocamenti

OPS obbligazioni "Autostrade per l’Italia S.p.A."

OPS obbligazioni "Cassa Depositi e Prestiti S.p.A."

Introduzione

La normativa statunitense Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA)  è entrata in vigore negli Stati Uniti il 1° luglio 2014 ed è attuata in Italia in forza dell’Accordo Intergovernativo (IGA) siglato con gli Stati Uniti in data 10 gennaio 2014.

Tale normativa è volta a contrastare l'evasione fiscale da parte dei cittadini USA attraverso l'introduzione di maggiori obblighi, in capo alle Foreign Financial Institutions (FFI), in materia di: comunicazione delle informazioni, documentazione, ritenute e segnalazioni annuali all’Internal Revenue Service (IRS) tramite l’Agenzia delle Entrate.

Al cliente è richiesto di autocertificare il proprio status e di impegnarsi a comunicare tempestivamente, sotto la propria esclusiva responsabilità, ogni variazione dei dati rilevanti ai fini FATCA.

Per ulteriori informazioni in lingua italiana è possibile consultare il presente link. Inoltre, ulteriore materiale (disponibile solo in lingua inglese) è reso disponibile rispettivamente sul sito dell’Internal Revenue Service (IRS) e del Gruppo Credit Suisse.

Istruzioni per la compilazione dei moduli FATCA

Modulistica

Per scambio automatico di informazioni (AEI) si intende uno standard nel settore tributario, che definisce in che modo i paesi partecipanti si scambiano reciprocamente informazioni sui conti bancari e i depositi esteri dei contribuenti. Lo standard AEI è stato sviluppato e rilasciato dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).

Lo standard AEI viene introdotto a livello globale; circa 100 paesi si sono già impegnati per la sua attuazione. In seguito all'introduzione dello standard, i paesi partecipanti sottoscriveranno convenzioni e vareranno leggi nazionali. I paesi della "prima fase", noti anche come "Early Adopters", hanno previsto l’introduzione dell’AEI a partire dal 1° gennaio 2016 e si scambieranno le prime informazioni nel 2017. I paesi della "seconda fase" (per esempio la Svizzera), invece, introdurranno lo standard il 1° gennaio 2017 con previsione dei primi scambi di dati a partire dal 2018.

A livello nazionale, la normativa concernente lo scambio automatico delle informazioni è stata ratificata con la Legge 18 giugno 2015 n. 95 (G.U. n. 155 del 7.7.2015); la quale, oltre a ratificare l’Accordo Intergovernativo fra Italia e Stati Uniti d’America finalizzato all’applicazione della normativa F.A.T.C.A. (Foreign Account Tax Compliance Act), ha emanato anche disposizioni concernenti gli adempimenti a carico delle istituzioni finanziarie italiane derivanti da accordi tra Italia ed altri Stati esteri al fine di dare attuazione tra gli stessi al sopracitato scambio automatico di informazioni finanziarie a fini fiscali.

L’impostazione data al Automatic Exchange of Information presuppone che gli istituti finanziari (p. es. le banche) dei paesi partecipanti identifichino tutti i clienti (incl. i soggetti controllanti di determinate società) non residenti ai fini fiscali in Italia. Contestualmente, per la sola clientela che risulta essere fiscalmente in una giurisdizione aderente allo scambio automatico delle informazioni, l'istituto finanziario sarà tenuto a notificare annualmente le informazioni rilevanti alle autorità fiscali locali, le quali a loro volta trasmetteranno questi dati alle autorità fiscali nel paese di residenza della persona soggetta a obbligo di notifica.

Di seguito riportiamo alcune delle informazioni che dovranno essere comunicate alle autorità fiscali di competenza da parte degli istituti finanziari e che verranno, quindi, inoltrate alle autorità fiscali nel paese in cui il cliente è residente:

  • Informazioni d'identificazione (p. es. nome della persona fisica o soggetto di diritto, indirizzo, paese di residenza, numero di identificazione fiscale o data di nascita)
  • Informazioni sul conto (p. es. nome dell'istituto finanziario e numero di conto)
  • Informazioni finanziarie (p. es. saldo del conto, dividendi, interessi, altri redditi e proventi delle cessioni)

Quali effetti avrà l’AEI sui clienti della banca?

Lo standard AEI presuppone che le banche amplino le procedure esistenti per l'identificazione e la documentazione dei clienti in portafoglio e dei nuovi clienti. Ciò riguarda sia persone fisiche che soggetti di diritto (p. es. società, trust, ecc.). Sulla base degli obblighi di adeguata verifica, i clienti devono presentare alla loro banca determinate informazioni e documenti che definiscano il loro status nel quadro della sopracitata normativa.

Da tempo Credit Suisse persegue una strategia focalizzata sulla conformità fiscale e supporta tutte le misure atte a garantire che i mezzi in entrata dei clienti vengano regolarmente dichiarati al fisco. Pertanto Credit Suisse promuove lo scambio automatico delle informazioni come standard globale. La Banca prenderà immediatamente contatto con i clienti, laddove la loro relazione d'affari con Credit Suisse rientri nello scope del sopracitato quadro normativo.

Ulteriori informazioni

Credit Suisse e i suoi collaboratori non possono offrire ai clienti alcuna consulenza di tipo giuridico o fiscale; tuttavia per ottenere maggiori informazioni potrete rivolgervi al vostro consulente fiscale o visitare il sito web OECD.