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Outlook mercati 2016, istruzioni per l’uso

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Credit Suisse consiglia a tutti gli investitori di effettuare annualmente una revisione del mix strategico di attivi in un portafoglio (uno dei principali fattori determinanti in termini di performance e di rischio),  specialmente in questi tempi di politiche monetarie estreme e dopo diversi anni di buone performance che hanno reso le valutazioni meno convenienti. Nell’articolo “Verifica dello stato di salute dell’asset allocation strategica” sono indicate, spiegandone le motivazioni, le modifiche di portafoglio suggerite. Le ponderazioni strategiche raccomandate per il 2016 sono in linea con quelle di fine 2015 e sono state solo leggermente ritoccate. Riteniamo che con l’inizio del nuovo anno i nostri clienti dovrebbero eseguire con i loro consulenti analoghe verifiche dello stato di salute dei loro portafogli e confrontare le loro allocazioni con quelle raccomandate. Nel corso dell’anno le nostre pubblicazioni periodiche «Investment Committee» e «Investment Monthly» forniranno inoltre aggiornamenti e raccomandazioni tattiche a breve termine.

In quest’ottica, è sempre bene ricordare quali siano i Themes in Portfolios che illustrano le idee d’investimento di maggiore impatto di Credit Suisse. I Top Themes spaziano in ogni classe di attivo: dalla Tecnologia USA alle Large cap USA, dalla Ripresa europea alle Società britanniche di qualità, dalle Azioni giapponesi (riforma della governance aziendale) alla Qualità svizzera, dalle Small e mid cap svizzere ai Paesi importatori di petrolio emergenti orientati alle riforme, dai Beneficiari della reflazione e delle riforme in Asia all’Impiego delle disponibilità liquide delle aziende, dal Successo delle piazze finanziarie minori rispetto a quelle maggiori (in termini di performance di medio lungo termine) alle Obbligazioni indicizzate all’inflazione, dai Titoli a tasso variabile ai Titoli difensivi high yield, dalle Obbligazioni asiatiche in valuta locale alla strategia Merger arbitrage, dalle strategie attive sulle Commodity alla Ripresa del settore immobiliare in Europa, dalle Master Limited Partnership alle Monete «forti» degli emerging markets, dalla Diversificazione valutaria in base al valore alla Diversificare il portafoglio con prestiti senior e ibridi fino alle Obbligazioni dei Mercati Emergenti quasi sovrane e in valuta forte. 

A proposito di emerging markets, nell’articolo “Mercati emergenti_ Quali fattori traineranno la performance nel 2016?”, partendo dal nostro scenario di base che prevede nel 2016 la stabilizzazione della crescita a livelli prossimi a quelli modesti registrati nel 2015, si delineano le potenziali occasioni. A nostro avviso, infatti, tale contesto consentirà agli investitori di sfruttare le basse valutazioni degli attivi dopo tre anni di sottoperformance rispetto ai mercati sviluppati, ma sarà necessario operare un’attenta selezione dato che alcuni paesi saranno probabilmente sottoposti a ulteriori difficoltà economiche, finanziarie e/o politiche.

Infine, ma non certo per importanza, nel 2016 crescerà l’importanza della liquidità delle singole asset class. Nell’articolo “La liquidità conta” si approfondisce questo aspetto studiando proprio le implicazioni sulle strategie d’investimento di un contesto di diminuzione della liquidità di mercato. Esaminando le valutazioni aggiornate del proprio portafoglio un investitore tende a supporre che sia possibile vendere o acquistare attivi sul mercato aperto a prezzi approssimativamente in linea con quelli indicati, ad eccezione di alcuni particolari strumenti illiquidi, come i prodotti di private equity e alcuni investimenti associati al settore immobiliare. Ma i tempi cambiano e negli ultimi anni (e più in particolare nel corso del 2015) si è avuta la conferma di come sia sempre più difficile vendere anche azioni blue chips e titoli governativi di paesi sviluppati.

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