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Blockchain

La blockchain consente di determinare al di là di ogni dubbio il possesso di una proprietà virtuale e di commerciare liberamente i diritti di proprietà. Grazie a questa tecnologia non è più necessario disporre di un database centrale. Il Centro per la Finanza Innovativa (CFI) dell’Università di Basilea sta studiando come queste tecnologie stanno influenzando le imprese e la società. Questa unità di ricerca è supportata da Credit Suisse Asset Management che ha finanziato una cattedra in Distributed Ledger Technology (Blockchain)/Fintech.

Sicurezza, efficienza e affidabilità sono sempre stati i criteri in base ai quali sono stati valutati i sistemi di pagamento e di transazione. Per potersi affermare, un nuovo sistema deve offrire un miglioramento almeno in uno di questi campi. Il denaro ha avuto la meglio sul baratto perché non era più necessario che le due parti coinvolte nella transazione avessero esattamente ciò di cui la controparte aveva bisogno. Le carte di credito o di debito sono spesso più efficienti dei contanti perché i pagamenti vengono processati per via elettronica, e quindi vengono meno le restrizioni geografiche alla consegna del pagamento. Inoltre, se la carta di credito/ debito viene smarrita, il saldo non va automaticamente perso, e questo rappresenta un importante vantaggio rispetto ai contanti. Lo stesso vale per i bonifici bancari, diventati ormai la norma, soprattutto quando si ha a che fare con grandi importi.

Questi sistemi elettronici di pagamento, per quanto possano essere efficaci, presentano però tutti lo stesso inconveniente: ogni transazione deve essere elaborata a livello centrale per evitare una doppia spesa, ovvero quelle situazioni in cui una persona cerca di spendere lo stesso denaro elettronico più di una volta. Questo problema non si pone con un mezzo fisico di pagamento come il denaro contante perché ogni moneta e ogni biglietto possono essere spesi una sola volta e l’unità di valore viene trasferita al suo nuovo padrone assieme alla valuta fisica.

A questo punto dovrei sottolineare che i database centralizzati sono estremamente efficienti. Allo stato attuale, non esiste un sistema veramente decentralizzato che possa vantare una velocità o un’efficienza comparabile. Tuttavia, l’efficienza di questi sistemi centralizzati dipende da un enorme livello di fiducia. Se qualcuno ha il controllo esclusivo del database e il potere di prendere delle decisioni che incidono sul suo status attuale, deve essere affidabile. In caso contrario possono insorgere dei problemi. Se qualcuno controlla il database, questa persona – in teoria – potrebbe prelevare somme a credito, cancellare le transazioni oppure escludere completamente determinate persone. Fortunatamente, in Svizzera scenari del genere non rappresentano un problema e appaiono piuttosto improbabili. Dovremmo essere tuttavia consapevoli che in alcuni luoghi incidenti del genere non sono privi di precedenti storici. Inoltre, possono essere perpetrati degli attacchi da parte di terzi, e i database centralizzati creano un punto vulnerabile in un intero sistema, noto altrimenti come single point of failure. Se chi compie l’attacco riesce a disabilitare un nodo centrale nel sistema, la sua azione può avere conseguenze di vasta portata.

Ed è proprio qui che entra in gioco la blockchain. La tecnologia consente di condividere la gestione di un database. Nelle reti pubbliche, qualsiasi partecipante può detenere una copia di questo registro e verificare in modo indipendente la precisione di tutte le scritture in esso contenute. Un sistema sofisticato di incentivi fa sì che sia nell’interesse di tutti i partecipanti gestire il database conformemente alle norme condivise. Ciò contribuisce a mantenere una coerenza tra i diversi registri, creando un consenso in merito a quali transazioni sono valide. Se una persona fa delle modifiche alla propria copia del database
violando le regole, questa versione può essere immediatamente identificata come non valida dagli altri partecipanti della rete e quindi ignorata. Visto che nessuno dei partecipanti ha un ruolo privilegiato e che i dati possono essere memorizzati ovunque, non esiste il rischio di cluster tipico dei sistemi centralizzati. Tutti i partecipanti sono sostituibili e le connessioni della rete possono adattarsi in modo dinamico nel caso in cui singoli partecipanti abbandonino la rete stessa.

La cosa curiosa è che i componenti della tecnologia blockchain esistono da molti anni. Le reti decentralizzate peer-to-peer non sono affatto una novità. Ciò vale anche per la crittografia a chiave pubblica e per le funzioni hash che vengono utilizzate per verificare le transazioni e ottenere il consenso. La novità consiste tuttavia nel modo in cui queste componenti tecnologiche sono state collegate e combinate in modo da formare un sistema complessivo. Queste connessioni sono ciò che hanno consentito ai beni virtuali di essere detenuti in modo indipendente, con tutti i vantaggi e gli svantaggi che ciò comporta.

Un grande potere comporta una grande responsabilità

Esiste una linea di demarcazione sottile tra i vantaggi e gli svantaggi di questa nuova tecnologia. Se le persone hanno la custodia delle loro unità di valore, hanno un’autonomia completa riguardo a come disporre dei loro beni. I beni possono essere trasferiti direttamente da “A” a “B” 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e generalmente nel giro di pochi minuti senza bisogno di una catena che coinvolga molteplici intermediari. Questa sua caratteristica rappresenta un vantaggio rispetto ai sistemi che funzionano solamente in orario di ufficio e che, in molti casi, non mettono a disposizione i fondi prima di due giorni.

Eppure questa autonomia comporta anche una grande responsabilità. Se la chiave privata di qualcuno va persa o cade nelle mani di terzi, i cryptoasset andranno irrevocabilmente persi. Di conseguenza, molte persone decidono di depositare i loro cryptoasset presso i fornitori di servizi di custodia, contraddicendo in generale lo spirito delle blockchain pubbliche.

È indubbiamente positivo che la blockchain dia una scelta ai detentori di cryptoasset che sono liberi di scegliere se avvalersi di questi servizi di custodia oppure se detenere loro stessi i cryptoasset. Queste unità di valore virtuali hanno pertanto aperto nuove prospettive. Di conseguenza, questa tecnologia può essere utile nel contesto specifico di un dibattito sull’importanza sistemica delle singole società.

Blockchain: la prospettiva degli investitori

Le blockchain possono essere utilizzate anche per altri scopi. Ad esempio, le società possono emettere token, unità di cryptoasset che rappresentano i titoli. Immaginatevi di tenerli nel vostro crypto wallet personale. I pagamenti dei dividendi e degli interessi vengono distribuiti automaticamente. Per quanto riguarda il trading, si può scegliere tra un vasto numero di piattaforme di scambio, alcune delle quali sono completamente decentralizzate e basate su smart contract autonomi. Eventuali diritti di voto sono legati
al token e possono essere esercitati – ovviamente in modo rapido e sicuro – utilizzando una firma elettronica.

A differenza delle criptovalute, questi token sono soggetti al rischio dell’emittente. Ciò nonostante, questi cryptoasset possono anche beneficiare in larga misura della decentralizzazione quando si è alle prese con bonifici e custodia. Da una prospettiva economica, l’opzione di una gestione decentralizzata e autonoma piace molto e rende i sistemi più robusti.

Inoltre, la tokenizzazione copre molto di più dei titoli tradizionali. Ad esempio, immaginatevi che un museo crei un milione di token che rappresentano la proprietà parziale di un quadro. In questo modo gli investitori avrebbero la possibilità di acquisire minuscole quote in un’ampia varietà di beni, consentendo loro di diversificare i portafogli fino a un livello precedentemente inimmaginabile. Il museo potrebbe utilizzare i fondi raccolti per acquistare altre opere d’arte. Un simile approccio è concepibile per gli impianti a energia solare, per un club di calcio, e più o meno per qualsiasi altro bene. Sebbene molte di queste ipotesi richiederebbero un emendamento della legislazione, potrei spingermi a dire che non siamo più così lontani da un futuro in cui verranno creati e tokenizzati nuovi strumenti finanziari. E’ tuttavia utile a questo punto un richiamo alla prudenza.

La blockchain viene spesso presentata come una specie di panacea universale, e la tecnologia viene utilizzata per ogni sorta di obiettivi, anche quelli per cui è del tutto inadatta. Questo approccio è deplorevole e, qualche volta, genera frustrazione nei confronti della tecnologia quando la gente si rende finalmente conto che non avrebbe dovuto utilizzare la blockchain in quel particolare contesto. Eppure questi progetti non dovrebbero oscurare il fatto che esistono indubbiamente applicazioni utili della blockchain. La tecnologia ha un enorme potenziale laddove viene impiegata correttamente. Per riepilogare, possiamo dire che la gamma delle possibilità applicative della blockchain è stata sostanzialmente sovrastimata. Al contempo, l’effetto che la blockchain può avere sulle aree in cui può essere impiegata con successo è stata significativamente sottostimata.

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