Che cosa preoccupa gli elettori svizzeri?
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Che cosa preoccupa gli elettori svizzeri?

Quali sono le preoccupazioni dei cittadini? L'immigrazione appare sempre più minacciosa, si teme la perdita del posto di lavoro e la pensione è considerata a rischio.

La Svizzera è uno tra i paesi europei con una percentuale di stranieri particolarmente elevata, che negli ultimi 30 anni ha fatto registrare una forte crescita: all'inizio degli anni Ottanta la percentuale della popolazione straniera residente era inferiore al 15 per cento, oggi questa cifra ha quasi raggiunto il 25 per cento. Secondo il sondaggio condotto nell'ambito del barometro delle apprensioni Credit Suisse di quest'anno, gli attuali sviluppi sono sempre più percepiti come preoccupanti. Nel 2003 solo il 18 per cento riteneva gli "stranieri" uno dei principali problemi della Svizzera, oggi il 43 per cento. L'accettazione dell'iniziativa popolare "contro l'immigrazione di massa" nel febbraio 2014 non ha cambiato questa percezione – al contrario, da allora in due sondaggi il tema "stranieri" ha guadagnato altri 6 punti percentuali (pp) nella classifica delle preoccupazioni, raggiungendo un livello record.

The Top Worries of the Swiss 2015

Inoltre l'inasprimento della questione dei rifugiati in tutto il mondo è avvertito anche in Svizzera. Il 35 per cento dei cittadini considera un problema i rifugiati; ma questa quota, superata per l'ultima volta nel 2006 (39 per cento), ha fatto registrare punte nettamente superiori negli anni dal 1999 al 2004 (fino al 56 per cento). L'elevata percentuale di immigranti crea un clima di incertezza tra la popolazione, ma non mancano le buone notizie: né il razzismo o la xenofobia (10 per cento), né la convivenza (7 per cento) o il fondamentalismo religioso (6 per cento) sono ritenuti problemi degni di nota.

"Röstigraben" e forza del franco

Dal 2003 la disoccupazione rappresenta costantemente la principale preoccupazione degli svizzeri. Per maggiore chiarezza, dall'anno scorso nel barometro delle apprensioni si distingue tra disoccupazione (41 per cento, +5 pp) e disoccupazione giovanile (26 per cento, +4 pp).

Mentre la disoccupazione giovanile, come prevedibile, rappresenta una preoccupazione ampiamente diffusa (47 per cento) tra i giovani fino ai 25 anni, ovvero i potenziali diretti interessati, sul fronte della disoccupazione generale, non legata all'età, si riscontra un netto divario tra la Svizzera romanda (48 per cento) e la Svizzera tedesca (38 per cento), ma anche tra intervistati politicamente schierati al centro o a sinistra (43 per cento) e i simpatizzanti della destra (31 per cento).

Nella media degli ultimi 20 anni, il 60 per cento degli intervistati ha indicato nella disoccupazione una delle principali preoccupazioni. E anche i risultati più recenti si avvicinano a questo valore. Tuttavia siamo lontani dal picco del 1993 (89 per cento), come anche dal valore record del recente passato (2010: 76 per cento). In sintonia con questo quadro, il tasso di disoccupazione si attesta stabilmente da due anni al 3,2 per cento.

Il recente aumento delle preoccupazioni legate alla disoccupazione (+12 pp negli ultimi due anni) potrebbe dipendere dal costante apprezzamento del franco, un problema che si è ulteriormente accentuato a gennaio con la soppressione del cambio minimo euro-franco. È dunque comprensibile che insorgano preoccupazioni per l'evoluzione della congiuntura. Ad ogni modo non si temono una crisi economica (7 per cento) o problemi legati a tematiche di respiro finanziario come le imposte (9 per cento), i salari (10 per cento) o il rincaro (11 per cento). Nella classifica delle apprensioni, anche il fenomeno della "nuova povertà" (15 per cento) si colloca nettamente sotto il picco del 2005 (29 per cento).

L'AVS preoccupa più della salute

Da anni, altri tre fenomeni occupano i vertici della "hit parade" delle apprensioni. Nella media degli ultimi 20 anni, alla disoccupazione (60 per cento) fanno seguito il sistema sanitario (44 per cento) e l'AVS (42 per cento), che precedono con netto distacco i rifugiati (33 per cento) e gli stranieri (28 per cento) nonché il rapporto con l'Unione europea (25 per cento).

Main concerns: trend since 2013

Anche nel 2015 la garanzia della previdenza per la vecchiaia rientra tra le principali preoccupazioni degli svizzeri. L'AVS è stata menzionata dal 38 per cento (+1 pp) degli intervistati; l'ultimo record precedente risale al 2010 (45 per cento). Per quanto riguarda il sistema sanitario, dal 2003 si osserva invece un forte calo, pressoché lineare, dal 64 per cento all'attuale 22 per cento. Le misure contro l'esplosione delle spese nel sistema sanitario sembrano aver rafforzato la fiducia della popolazione negli operatori del settore. Le preoccupazioni legate all'Unione europea aumentano, raggiungendo quota 24 per cento (+10 pp dal 2011). Ciò potrebbe avere a che fare con l'attuazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa e le incertezze per gli accordi bilaterali. Eppure il livello attuale è ben lontano da quello rilevato negli anni immediatamente successivi al rifiuto dell'ingresso nello SEE e durante la negoziazione dei primi accordi bilaterali (1999): mediamente il 40,5 per cento degli intervistati tra il 1995 e il 2000 si preoccupava del rapporto con l'Unione europea.

E quali problemi affliggeranno gli svizzeri tra dieci anni? Stando alle previsioni attuali, la classifica è la seguente: disoccupazione (55 per cento), previdenza per la vecchiaia (46 per cento), stranieri (39 per cento), rifugiati (32 per cento), nuova povertà (24 per cento), sistema sanitario (22 per cento), sicurezza sociale (19 per cento) nonché sicurezza personale e Unione europea (entrambe al 18 per cento). In una Svizzera attraversata da profondi cambiamenti, qualcosa dunque resta invariato: le preoccupazioni principali della popolazione.