Settore tecnologico USA: entusiasmo immutato

Le società che gestiscono piattaforme Internet come Amazon, Facebook e Google sono all'altezza della loro reputazione? La risposta è sì.

Dopo sei trimestri deludenti consecutivi per Google e dubbi persistenti su quando e se Amazon genererà utili costanti, molti investitori hanno iniziato a chiedersi per quanto potrà continuare la crescita dei ricavi a due cifre, e se la crescita dell'utile netto sarà mai così impressionante come quella del fatturato, spiega Uwe Neumann, analista senior del settore tecnologico presso la divisione Private Banking & Wealth Management di Credit Suisse. In altre parole, le società che gestiscono piattaforme Internet come Amazon, Facebook e Google sono all'altezza della loro reputazione? Risposta breve: sì. Risposta dettagliata: vedere di seguito.

Il meglio deve ancora arrivare

Amazon, Facebook e Google hanno annunciato utili migliori del previsto nel secondo trimestre, allontanando, per il momento, alcuni dei timori più diffusi. Ma Neumann crede che l'investment case per le società che gestiscono piattaforme andrà ben oltre un unico trimestre positivo. In realtà, ritiene che il meglio debba ancora venire, che i loro balzi più elevati di crescita sono quelli che vedremo in futuro, e non quelli registrati in passato.

Uno degli argomenti a sostegno di questa tesi è noto. Il cellulare sta diventato rapidamente il principale dispositivo per accedere a Internet, e la rivoluzione degli smartphone non è che all'inizio nei mercati emergenti. Con sempre più persone incollate ai telefonini, l'attività sui siti come Facebook e Google dovrebbe aumentare, insieme ai prezzi addebitati agli inserzionisti.

Guadagnarsi una fetta della torta pubblicitaria

Altrettanto importante, afferma Neumann, è il fatto che le società che gestiscono piattaforme hanno ancora la possibilità di guadagnare una fetta di mercato nei settori come pubblicità e vendita al dettaglio. La pubblicità online comprende solo il 27 per cento della torta pubblicitaria globale di 550 miliardi di dollari, ma investendo in modo pesante nei video, le società come Google e Facebook stanno assumendo una posizione tale da poter competere con la televisione per i dollari spesi per gli annunci pubblicitari aziendali.

Tra gennaio e aprile di quest'anno, il numero di video che gli utenti di Facebook guardano ogni giorno è passato da 3 a 4 miliardi. Il 65 per cento degli utenti mensili di Facebook visita il sito ogni giorno. Con questo tipo di attività e di crescita, per non menzionare la capacità di esaminare i dati demografici ultraspecifici a un costo relativamente basso, le società si apprestano a trasferire una quota crescente dei loro budget ai video di annunci pubblicitari di 15 secondi che vengono riprodotti automaticamente senza audio quando gli utenti fanno scorrere i loro feed di Facebook, spiega Neumann. Le piccole aziende che non potrebbero mai permettersi gli annunci pubblicitari in televisione sono quindi i candidati principali per l'investimento in video di annunci pubblicitari a pagamento su Facebook.

Più tempo trascorso a guardare i video su YouTube

Anche Google ha davanti a sè un futuro brillante nel settore dei video. In aprile, la società ha reso noto che 30 marchi di primaria importanza che non avevano mai pubblicato annunci pubblicitari su YouTube si erano recentemente registrati a Google Preferred, che permette che gli annunci vengano riprodotti accanto ai video più popolari in una categoria selezionata, e tutti questi marchi hanno scelto di confermare il servizio. Anche le vendite di annunci pubblicitari di TrueView, che vengono riprodotti prima che i video inizino o vengono visualizzati come video di annunci pubblicitari accanto ad essi, sono aumentate del 45 per cento nell'anno precedente. Anche la quantità totale del tempo trascorso a guardare i video su YouTube per ogni sessione è cresciuta del 60 per cento lo scorso anno.

Per altri versi, le società stanno alzando la posta per gli inserzionisti. Google ha recentemente consentito ai marchi di inserire tag per gli acquisti negli annunci pubblicitari di TrueView in modo tale che gli utenti possano cliccarvi per acquistare i prodotti reclamizzati. La società ha iniziato anche a testare gli annunci pubblicitari a pagamento basati sulle ricerche che consentono ai clienti di cercare un articolo particolare per effettuare un acquisto con un solo clic direttamente dalla pagina dei risultati. Instagram, la società di proprietà di Facebook, in giugno ha annunciato che avrebbe consentito ai marchi di aggiungere pulsanti "Acquista ora" ai suoi annunci pubblicitari.

Le agenzie di viaggi avvertono la minaccia digitale

Quello pubblicitario non è l'unico settore vulnerabile a un "accaparramento" di quote nel panorama digitale. Le prenotazioni dei viaggi online rappresentano solo il 45 per cento del mercato totale, e Neumann crede che Priceline.com, in particolare, abbia un posizionamento favorevole per conquistare un'ulteriore quota di mercato dalle agenzie di viaggio tradizionali. E sebbene Amazon sia già un colosso della vendita elettronica al dettaglio, gli acquisti online rappresentano ancora solo il 5 per cento delle vendite al dettaglio nel mondo. Questo numero non può che aumentare.

Neumann osserva che anche se le società che gestiscono piattaforme possono vantare vendite relativamente basse per ciascun utente, i servizi introdotti di recente come Amazon Prime, che addebita 99 dollari all'anno per spedizioni più veloci e servizi di musica e video in streaming, sono precursori del cambiamento su questo fronte. Apple Music, il nuovo servizio su abbonamento della società, ne è un altro esempio.

Infine, dopo anni di investimenti pesanti, alcune società Internet potrebbero essere riuscite alla fine a tagliare i costi. Neumann prevede che dopo 3 anni di investimenti pesanti nell'infrastruttura, Amazon potrebbe passare a un miglior rapporto tra vendite e costi. Quando il nuovo Chief Financial Officer di Google di recente ha discusso della possibilità di tenere sotto più stretto controllo le spese, i mercati hanno reagito positivamente. Con una quota di mercato in espansione, nuove fonti di ricavo e un focus sul taglio delle spese, una risposta affermativa alla domanda più pressante sulle società basate su Internet, vale a dire se gli utili potranno mai impressionare tanto quanto i ricavi, sembra ancora più probabile.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su The Financialist