Total Loss Absorbing Capacity: novità sul fronte dei requisiti patrimoniali per le banche
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Total Loss Absorbing Capacity: novità sul fronte dei requisiti patrimoniali per le banche

Il 9 novembre 2015 il Consiglio di stabilità finanziaria (Financial Stability Board – FSB), un gruppo di funzionari di alto livello istituito dal G20, ha reso noti i requisiti definitivi riguardanti la TLAC (total loss absorbing capacity, capacità di assorbimento totale delle perdite), che sono stati adottati al vertice G20 in Turchia dopo una settimana. I requisiti TLAC prevedono che le banche di rilevanza sistemica globale (le cosiddette G-SIB) sviluppino la propria capacità di far fronte a perdite significative senza pesare sui contribuenti. Queste banche devono disporre di determinati quantitativi di titoli in circolazione in grado di assorbire le perdite, che costituiscono nel complesso la TLAC delle singole banche.

Definiti i requisiti TLAC

I nuovi requisiti prevedono un livello TLAC pari al 16 per cento in termini di attività ponderate per il rischio (RWA) o al 6 per cento della leverage exposure al 1° gennaio 2019. Entro il 1° gennaio 2022 queste quote saliranno al 18 per cento delle RWA e al 6,75 per cento della leverage exposure. Ai requisiti TLAC misurati in termini di RWA si aggiungono tuttavia i normali buffer patrimoniali previsti dagli standard globali di Basilea 3, in particolare il buffer di conservazione del capitale, che è uguale per tutti gli istituti (2,5 per cento delle attività ponderate per il rischio), e le altre riserve specifiche per le singole banche (p. es. il supplemento patrimoniale per le G-SIB, il buffer anticiclico); ciò potrebbe facilmente innalzare i livelli di capitale complessivo/TLAC richiesti al 21 – 23 per cento delle RWA. I requisiti per la leverage exposure non devono essere potenziati con varie riserve patrimoniali.

Le autorità nazionali possono imporre requisiti superiori ai criteri definiti dall'FSB, come avvenuto in Svizzera e negli Stati Uniti. Inoltre, le banche devono detenere una riserva gestionale superiore alle proprie esigenze di capitale complessivo/TLAC (probabilmente pari all'1 – 2 per cento delle RWA) in quanto l'inosservanza dei limiti TLAC potrebbe avere ripercussioni sulla distribuzione del capitale (analogamente al caso di violazione del requisito combinato di riserva). Le G-SIB con sede nei mercati emergenti dovranno soddisfare i requisiti TLAC rispettivamente dal 1° gennaio 2025 e dal 1° gennaio 2028.

Caratteristiche generali dei titoli TLAC

I titoli ammessi ai fini del computo della TLAC comprendono patrimonio di qualità primaria (ossia capitale proprio, utili reinvestiti, riserve) debito subordinato, ovvero titoli tier 1 (T1) e tier 2 (T2), e determinati quantitativi di debito senior non garantito. Nello specifico, i titoli TLAC devono essere passività non garantite con una scadenza superiore a un anno e non devono essere riscattabili senza l'approvazione delle autorità competenti. L'FSB richiede inoltre che almeno il 33 per cento della TLAC sia costituita da titoli di debito (p. es. strumenti T1 o T2 contabilizzati come passività o debito senior non garantito). Pertanto, la componente azionaria ammonta al massimo al 67 per cento della TLAC, il che dovrebbe richiedere un aumento del capitale proprio solo limitato. Non sono inclusi nella TLAC depositi assicurati, poste riscattabili e a vista, poste finanziate direttamente dall'emittente, passività risultanti da derivati, debiti fiscali e altre passività privilegiate.

Creare la TLAC

Poiché le passività TLAC assorbiranno le perdite prima di altre passività, per gli investitori sarà essenziale riconoscerle e comprendere le varie modalità di creazione/emissione di tali passività. A tale riguardo sono sostanzialmente possibili tre possibilità.

  1. Subordinazione contrattuale. Le passività TLAC possono essere create attraverso la subordinazione contrattuale, ossia classificandole al di sotto di tutte le passività di una banca non ammissibili ai fini del computo della TLAC nell'ambito delle condizioni. Pertanto, il relativo prospetto sui titoli comprenderà una clausola specifica che indica la subordinazione. In questo caso, un'entità potrebbe emettere titoli conformi e non conformi alla TLAC allo stesso tempo. Le banche potrebbero scegliere di emettere una particolare classe di titoli di debito senior non garantiti, subordinati a tutte le passività escluse dalla TLAC e titoli di debito senior "normali ", ma di rango superiore agli strumenti T1 e T2, al fine di adempiere ai propri obblighi TLAC.
  2. Subordinazione legale. La normativa applicabile prevede una gerarchia di assorbimento delle perdite per le passività in caso di risoluzione o liquidazione della banca, ossia tutte le passività non espressamente escluse dalla TLAC nelle disposizioni normative sarebbero fondamentalmente ammissibili.
  3. Subordinazione strutturale. Le banche organizzate come holding, ossia a livello di holding senza attività operative e solo con partecipazioni in una o più entità operative quali attivi, possono scegliere di effettuare emissioni attraverso la holding, in modo che le passività emesse siano strutturalmente subordinate al debito di un'entità operativa e siano per definizione ammissibili ai fini della TLAC.

I titoli di debito ammessi ai fini del calcolo della TLAC devono essere quindi effettivamente ridotti o convertiti in titoli azionari nel corso della risoluzione senza interrompere lo svolgimento di funzioni essenziali della società. L'intento delle autorità di regolamentazione è quello di assicurare che l'assorbimento delle perdite degli strumenti TLAC sia possibile senza difficoltà legali. Questo è un aspetto importante soprattutto per il debito senior non garantito emesso da entità operative, come nel caso della maggior parte delle banche dell'area dell'euro, poiché tali obbligazioni normalmente hanno un rango pari a quello di alcune passività escluse. Solo garantendo l'assorbimento delle perdite in fase di risoluzione attraverso norme di legge o disposizioni specifiche per gli strumenti sarà possibile considerare queste passività per il computo della TLAC. Inoltre, il contributo massimo di queste passività sarà limitato al 2,5 per cento delle RWA (con un requisito minimo TLAC del 16 per cento) e al 3,5 per cento (con un requisito minimo TLAC del 18 per cento).

L'importanza della struttura organizzativa delle banche ai fini della TLAC

La questione della TLAC è strettamente legata alla modalità di fallimento delle banche e a come viene effettivamente eseguita la risoluzione. A tale riguardo è importante anche la struttura organizzativa della banca, ossia vi è differenza tra il caso in cui la banca opera attraverso una holding (HoldCo) o è solo una società d'esercizio (OpCo). La risoluzione di una banca può in genere avvenire in due modi. Con l'approccio "single point of entry (SPE)", l'autorità di regolamentazione si occupa del processo di risoluzione se la banca viene sottoposta ad amministrazione controllata. Tutte le azioni di risoluzione vengono applicate centralmente a livello di società controllante o holding, che assorbe le perdite. Con il metodo "multiple point of entry (MPE)", è invece previsto il coinvolgimento di diverse autorità di regolamentazione per le varie entità. Gli interventi di risoluzione vengono implementati presso le singole società affiliate, che assumono quindi le perdite a livello decentralizzato.

Ciò avrà naturalmente implicazioni per i singoli requisiti TLAC, in quanto le banche con piani di liquidazione MPE dovranno soddisfare tali requisiti a livello di singole società affiliate. A nostro avviso, le G-SIB organizzate come HoldCo che applicano una strategia di risoluzione single point of entry sono avvantaggiate per la loro capacità già esistente di conformarsi agli standard TLAC. Da tale punto di vista, sono favorite soprattutto le G-SIB svizzere, statunitensi e britanniche. HSBC costituisce un'eccezione in quanto, pur essendo strutturata come HoldCo, prevede di adottare la strategia di risoluzione MPE a causa della sua presenza internazionale nel retail e corporate banking.

Applicazione a livello nazionale – gli ultimi sviluppi

Gli standard TLAC dell'FSB definiscono i principi e le condizioni minime per gli strumenti ammissibili. Tuttavia, affinché abbiano efficacia, queste regole più generali devono essere recepite dalle legislazioni nazionali. Finora le autorità di regolamentazione svizzere e statunitensi hanno presentato proposte concrete, mentre la Germania ha già adeguato la propria legislazione.

Le G-SIB svizzere (UBS e Credit Suisse) sono gestite come HoldCo con un meccanismo di risoluzione single point of entry. Il 21 ottobre scorso sono stati annunciati i requisiti patrimoniali definitivi per le due G-SIB svizzere, che prevedono la creazione di riserve di capitale/di assorbimento delle perdite pari al 28,6 per cento delle RWA e al 10 per cento della leverage exposure entro il 2019. Si tratta di requisiti più rigidi rispetto a quelli proposti dall'FSB, sul piano sia quantitativo sia temporale. Entrambe le banche hanno già iniziato a emettere titoli di debito subordinato e senior attraverso la rispettiva holding. Sono ancora lontane dagli obiettivi di leverage previsti (circa 70 – 80 miliardi di franchi svizzeri secondo le nostre stime), ma la situazione appare molto migliore per quanto concerne la base di calcolo RWA.

Negli Stati Uniti, il 30 ottobre 2015 la Federal Reserve (Fed) ha proposto norme TLAC per le G-SIB statunitensi perlopiù in linea con gli standard globali dell'FSB. I requisiti TLAC riferiti alle RWA sono quelli proposti dall'FSB. Tuttavia, gli istituti statunitensi devono attenersi a un obiettivo di leverage più elevato, pari al 9,5 per cento dell'esposizione totale. Inoltre, la Fed impone alle banche prescrizioni di indebitamento esterno più rigorose (6 per cento più i buffer patrimoniali in rapporto alle RWA) al fine di impedire loro di soddisfare tutti i requisiti TLAC con titoli T1. Anche i criteri di idoneità per il debito senior non garantito sono più rigidi rispetto al term sheet dell'FSB: ad esempio, sono ammessi solo titoli di debito denominati in dollari USA ed emessi ai sensi della legislazione statunitense con una scadenza superiore a un anno. Rispetto ai target proposti il difetto di capitale secondo la Fed è di 120 miliardi di dollari – un livello che sembra gestibile.

Nell'Unione europea non è ancora stato adottato un approccio giuridico comune, ma alcuni paesi hanno varato soluzioni individuali adeguando la propria legislazione nazionale. La Germania, ad esempio, ha modificato la normativa in maniera tale da rendere il debito senior non garantito di fatto subordinato rispetto alle passività originariamente di pari rango (ossia depositi societari, derivati). Ciò consente di risolvere la questione TLAC per Deutsche Bank, che è al momento l'unica G-SIB tedesca. In Italia è stata varata una legge che privilegia espressamente tutti i depositi sulle passività senior non garantite, ma al momento non è ancora chiaro se questo basterà a rendere il debito senior non garantito ammissibile ai fini del computo della TLAC in modo inequivocabile sul piano giuridico. Le recenti modifiche introdotte in Spagna consentirebbero l'emissione di strumenti TLAC con una subordinazione contrattuale, il cosiddetto tier 3, ma l'avvio è alquanto stentato poiché la subordinazione contrattuale potrebbe ostacolare quanto previsto per il debito subordinato esistente. Sarà quindi importante valutare se l'UE adotterà finalmente un approccio giuridico comune, ad esempio modificando la direttiva sul risanamento e la risoluzione nel settore bancario (Bank Recovery and Resolution Directive – BRRD), o se ogni paese seguirà un proprio percorso. A tale riguardo, dovranno essere osservati soprattutto gli sviluppi in Francia.

Quali sono le previsioni?

A nostro avviso, l'entità/la modalità di emissione del debito rappresenterà un fattore importante in futuro, soprattutto per il debito senior non garantito, in quanto gli strumenti di debito senior ammissibili per il computo della TLAC avranno un rendimento maggiore rispetto ai titoli non idonei a causa del rischio connesso più elevato, mentre gli strumenti T1 e T2 sono comunque compresi nel calcolo della TLAC. Le G-SIB organizzate come holding partono secondo noi avvantaggiate poiché per loro risulta relativamente facile e conveniente creare quote TLAC a sufficienza, sostituendo gran parte del debito senior in scadenza delle società d'esercizio con strumenti emessi a livello di holding. Da inizio anno le G-SIB britanniche e svizzere sono già attive su questo fronte sui mercati primari, mentre le banche USA emettono da anni strumenti di debito senior a livello di HoldCo.

La maggior parte delle G-SIB dell'area dell'euro non è invece organizzata come holding, e istituire una tale struttura dal nulla è un'impresa costosa che richiede tempi lunghi. Inoltre, nell'Unione europea le obbligazioni senior non garantite hanno lo stesso rango di altre passività. Sarà pertanto cruciale il fatto che altri paesi (soprattutto la Francia) possano seguire l'approccio tedesco, ossia quello della subordinazione legale del debito senior non garantito rispetto a depositi societari e passività derivative nell'ambito dell'insolvenza. Una soluzione giuridica estesa a tutta l'Unione europea, in adeguamento della BRRD, costituisce un percorso alternativo per creare parità di condizioni tra i vari paesi. Un'alternativa potrebbe essere rappresentata da un aumento dell'emissione di debito T2 per soddisfare i requisiti TLAC, ma dato l'impatto negativo sui risultati, riteniamo questa opzione improbabile.