Con Roger verso un grande giorno
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Con Roger verso un grande giorno

Grande incontro, riflettori puntati, match decisivo: come ci si prepara per una prestazione eccellente? Negli ultimi due decenni, l'asso del tennis Roger Federer ha affinato il suo stile, aggiudicandosi - finora - 17 tornei del Grande Slam, due medaglie olimpiche e quasi 100 milioni di dollari in premi. A colloquio con il team editoriale di Credit Suisse, distingue tre livelli di preparazione.

Preparare il fisico

Allenarsi, ma senza esagerare. Mi alleno con maggiore intensità a dicembre, quando non ci sono tornei. Nel cuore della stagione – che va da gennaio a novembre – sono meno rigoroso: meglio non esagerare. L'importante è mantenere la base costruita a dicembre. Niente ore piccole: sonno a volontà. Durante i tornei l'ideale è dormire almeno otto ore. Se mi sento stanco, cerco di riposare un po' di più. Non ho mai adottato "strategie" per migliorare il sonno, come le tende ipossiche, ma spesso oscuro le finestre per evitare che penetri la luce. Ovviamente questo non impedisce ai miei figli di svegliarmi. Di solito vengono in camera nostra di buon'ora. Mantenere una dieta costante. Seguo sempre una dieta sana: questa regola vale anche durante i tornei, solo che per darmi la carica assumo più carboidrati. Circa due ore prima della partita, mangio un piatto abbondante di pasta condita con un sugo leggero per fare il pieno di energia. Alla fine del match ne mangio un altro, per ricaricarmi in vista del match successivo. Essendo sempre in viaggio, la gestione dei pasti può risultare più complicata, ma nel corso degli anni ho individuato i ristoranti e gli hotel che fanno al caso mio. Le mie abitudini alimentari non sono cambiate negli anni: squadra che vince non si cambia. Riscaldamento alla "Riccioli d'oro": né troppo né troppo poco. Tre ore prima del match, palleggio per 30-45 minuti con uno sparring partner. Poi faccio la doccia, mangio e parlo con i miei coach. Poco prima di scendere in campo faccio un po' di stretching e qualche esercizio a corpo libero negli spogliatoi. Ma sto attento a non esagerare. L'idea è entrare nello stato d'animo giusto per dare il massimo e sciogliermi, ma senza stancarmi eccessivamente. Anche il defaticamento ha la sua importanza. Dopo il match, quando torno in hotel, faccio dello stretching e mi faccio fare un massaggio dal mio fisioterapista.

Non sono superstizioso, ma forse anche questa è una forma di superstizione.

Preparare la mente

Essere pronti, non ossessionati. Si gioca a tennis su tre tipi di campi (terra battuta, erba e superfici dure) quindi, a partire da due a tre settimane prima, mi alleno solo sulla superficie del prossimo torneo. Devo anche superare il jet lag e abituarmi al clima locale, ma per questo non ci vogliono tre settimane, ne basta una. A livello mentale, mi concentro soprattutto sul mio gioco, la strategia, la tattica, meno su quello che faranno i miei avversari. Da un torneo all'altro, a seconda della superficie e delle condizioni del campo, può cambiare leggermente il fulcro dell'attenzione. Rituali e superstizioni: qualsiasi cosa, purché funzioni. Per prepararsi al match, molti atleti hanno riti scaramantici, talismani o un repertorio musicale. Io no. Non sono superstizioso, ma forse anche questa è una forma di superstizione. Mi piace ascoltare musica, ma non prima di un match.

A differenza di molti giocatori, non mi isolo. Prima di scendere in campo, sto con il mio team negli spogliatoi, guardiamo altre partite (alla televisione), parliamo e a volte facciamo anche un paio di partite a carte. Misurare l'avversario e il pubblico. A differenza di altri sport, il tennis non lascia molto spazio al "trash talking". Negli spogliatoi, quasi sempre gli atleti si scambiano qualche battuta scherzosa. Una volta in campo gli spettatori spesso prendono le parti del loro beniamino e, nella maggior parte dei match, ho la fortuna di poter contare su un tifo eccezionale. Il calore del pubblico mi dà forza. Essere il favorito è una bella sensazione, ma è meglio non essere troppo sicuri di sé. Visto che "non ha nulla da perdere", lo sfavorito potrebbe tirare fuori il meglio e giocare senza risparmiarsi, diventando improvvisamente pericoloso. Mantenere la calma e andare avanti. Anche se sono in svantaggio, cerco di rimanere calmo. In un match, le cose cambiano molto in fretta. Cerco di non regalare punti e di portare avanti la mia tattica di gioco. Qual è lo scenario peggiore che potrebbe verificarsi? Nel corso degli anni, l'unica cosa in cui sono cambiato a livello mentale è il mio modo di affrontare le sconfitte. In passato ne ero terribilmente sconvolto, ma ora so che non è la fine del mondo. In genere mi passa in fretta.

Nel corso degli anni, l'unica cosa in cui sono cambiato a livello mentale è il mio modo di affrontare le sconfitte.

Controllo dell'attrezzatura

Non si è mai abbastanza preparati. Le racchette sono il nostro attrezzo del mestiere. Le partite possono svolgersi "al meglio dei tre set" e durare circa due ore, o "al meglio dei cinque set", con una durata di tre o più ore. Per i match più corti porto sette racchette; per i più lunghi ne porto 12. Un ristoro leggero. A seconda del caldo, durante il match bevo dell'acqua o una bevanda "sportiva". Se la partita va per le lunghe, di solito mangio una barretta energetica. Questo è tutto. Niente armi segrete. La mia borsa da tennis è molto prevedibile. Magliette di ricambio, pantaloncini, grip, racchette, scarpe, l'orologio, bande elastiche, penne e il portafoglio. Niente di speciale!

Manca un minuto a scendere in campo: qual è l'ultimo pensiero?

Giocare duro! Dare il meglio!