Sistema sanitario: mercato in crescita sotto la pressione dei costi
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Sistema sanitario: mercato in crescita sotto la pressione dei costi

Il sistema sanitario svizzero contribuisce in misura significativa all'occupazione e al benessere del paese. Il massiccio aumento dei costi pone di fronte a importanti sfide il sistema sanitario svizzero. Gli economisti di Credit Suisse presentano un'analisi approfondita di questo settore e delle questioni più impellenti che lo riguardano.

Il sistema sanitario contribuisce in misura significativa all'occupazione e al benessere in Svizzera. Circa 70 miliardi di franchi, più del 10 per cento del rendimento economico, vengono spesi ogni anno nel nostro paese per la salute, e già un lavoratore su dieci è impiegato nella sanità. L'ulteriore sviluppo del settore inciderà quindi in misura determinante anche sul futuro economico della Svizzera. Proprio l'aumento dei costi osservato negli ultimi anni pone tuttavia il sistema sanitario di fronte a importanti sfide: la spesa per la salute in Svizzera è infatti aumentata di almeno un terzo nel giro di dieci anni. Contrariamente a quanto generalmente si crede, tale incremento non è dovuto principalmente all'invecchiamento demografico, bensì a fattori quali il progresso della medicina, il maggiore consumo individuale e un sistema di incentivi errati, scrivono gli economisti di Credit Suisse nel l'attuale edizione di «Monitor Svizzera».

I premi della cassa malati raddoppiarono entro il 2040, mentre si acuirà il problema della carenza di manodopera specializzata

Secondo gli economisti di Credit Suisse i costi sanitari aumenteranno di oltre il 3 per cento l'anno entro il 2040. La Svizzera dovrebbe quindi destinare alla salute poco meno del 15 per cento del proprio rendimento economico, rispetto all'11 per cento attuale. «In questo scenario, i premi della cassa malati pro capite dovrebbero in media quasi raddoppiare», rivela Andreas Christen, autore principale dello studio. Il premio mensile dell'assicurazione sanitaria obbligatoria potrebbe passare da CHF 274 nel 2015 a CHF 517 nel 2040. Al netto dell'inflazione generale, ciò equivale a un incremento del 44 per cento.

Parallelamente all'aumento dei costi, cresce anche il fabbisogno di forza lavoro qualificata. Gli economisti di Credit Suisse ritengono che entro il 2040 nel sistema sanitario verranno creati ulteriori 185 000 posti di lavoro a tempo pieno - un aumento di circa il 50 per cento rispetto agli attuali 360 000 occupati. Le cifre cambiano nel caso in cui si riesca invece a realizzare un maggior grado di automazione: stando ai calcoli degli autori dello studio, il lavoro nel settore sanitario è costituito per circa il 23 per cento da attività di routine che, almeno teoricamente, possono essere automatizzate, ad esempio nell'ambito della diffusione della digitalizzazione. Con un'automazione completa di queste attività, il fabbisogno di personale specializzato entro il 2040 aumenterebbe di sole 67 000 unità. Gli autori non ritengono tuttavia realistico uno sfruttamento dell'intero potenziale teorico di automazione.

Previsione dell'occupazione nel settore sanitario

Previsione dell'occupazione nel settore sanitario

Fonte: Ufficio federale di statistica, Credit Suisse

Senza ulteriori risorse statali non potranno essere finanziati determinati investimenti destinati agli ospedali

Secondo fonti accessibili al pubblico, attualmente in Svizzera sono previste costruzioni ospedaliere per un valore di circa CHF 16 mia. Molti degli edifici ospedalieri esistenti risalgono agli Sessanta, Settanta o Ottanta e necessitano di ristrutturazione; vi è quindi la necessità di recuperare terreno sul piano degli investimenti. Ciononostante, dal dibattito pubblico emerge il timore che il boom edilizio possa portare a una sovracapacità e a lacune di finanziamento. Gli economisti di Credit Suisse evidenziano come entro il 2030 il numero dei pazienti ricoverati dovrebbe aumentare del 25 per cento a livello nazionale, con un conseguente maggiore fabbisogno di infrastrutture. Ricoveri più brevi, trasferimento nel comparto ambulatoriale e migliore sfruttamento della capacità ricettiva dovrebbero invece favorire un fabbisogno più contenuto di letti aggiuntivi negli ospedali.

Una quota significativa dell'importo d'investimento previsto per le costruzioni ospedaliere in Svizzera oggi non è ancora garantita. «Al momento solo circa un quarto degli ospedali realizza utili tali da assicurare un finanziamento sostenibile della propria infrastruttura», spiega Andreas Christen, il quale non ritiene comunque che per tale situazione un gran numero di ospedali a lungo termine sia costretto a chiudere. Alcuni cantoni dovrebbero piuttosto intervenire ulteriormente a sostegno del mercato – in contrasto con gli obiettivi della nuova Legge sul finanziamento ospedaliero del 2012. Per questo motivo, ma anche alla luce dei crescenti costi nel sistema sanitario, è importante poter accedere maggiormente a nuove fonti di finanziamento. «Per gli ospedali pubblici, ad esempio, è interessante il finanziamento attraverso i mercati finanziari a causa dei tassi bassi», spiega Didier Denat, Head Corporate & Investment Banking di Credit Suisse in Svizzera. «Questo tipo di finanziamento potrebbe contribuire a migliorare la trasparenza finanziaria e quindi anche l'efficienza nel settore sanitario».

Centri medici: più redditività attraverso le sinergie

Secondo gli economisti di Credit Suisse, uno dei comparti in più rapida crescita nel settore sanitario è rappresentato dai centri medici, che costituiscono sia per i pazienti sia per molti medici un'interessante alternativa ai classici studi singoli. I pazienti possono ad esempio beneficiare di orari di apertura più lunghi, i medici di orari di lavoro più flessibili e di un migliore grado di sfruttamento delle apparecchiature mediche.

Il numero di centri medici tra il 2011 e il 2014 è aumentato del 19 per cento, passando a 1300 unità. In termini assoluti la crescita è stata più accentuata nei centri urbani, ma in relazione alla disponibilità attuale è risultata più dinamica nelle aree suburbane e periferiche. Secondo gli autori, ciò potrebbe dipendere dal fatto che nei centri urbani vi è già una presenza relativamente elevata di centri medici e il consolidamento degli studi è più avanzato. Nel complesso il numero di centri medici è destinato ad aumentare ulteriormente, in quanto molti medici anziani nei prossimi anni andranno in pensione e i medici più giovani mostrano una chiara preferenza per gli studi associati.