Come sarà la crescita della Svizzera da qui al 2030?
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Come sarà la crescita della Svizzera da qui al 2030?

Il reddito pro capite della Svizzera è tra i più elevati del mondo. Tuttavia, la possibilità di mantenerlo anche a lungo termine dipende dal futuro ritmo di crescita dell'economia elvetica. 

Al di là dell'andamento congiunturale, il potenziale di crescita di un paese dipende essenzialmente dalla forza lavoro, dagli investimenti in beni capitali come infrastrutture o macchinari e dalla produttività, ossia dal rapporto tra il risultato economico e i fattori di produzione impiegati per conseguirlo. 

Negli ultimi anni crescita ad alta intensità di lavoro

Negli ultimi anni l'economia svizzera è cresciuta soprattutto grazie al maggior impiego di lavoro. In particolare, dall'avvento della libera circolazione delle persone nel 2002 ad oggi si è passati da una crescita ad alta intensità di capitale a una crescita ad alta intensità di manodopera, che a sua volta ha contribuito alla scarsa evoluzione della produttività lavorativa, ridotta anche dal modesto supporto fornito dal progresso tecnologico. In Svizzera, nonostante la notevole attività di ricerca, probabilmente le innovazioni tecnologiche non hanno trovato sufficiente attuazione.

In Svizzera, nonostante la notevole attività di ricerca, probabilmente le innovazioni tecnologiche non hanno trovato sufficiente attuazione.

In espansione non solo i settori improduttivi

Stando a un'analisi dei fattori di produttività nella parte dell'economia che attiene al mercato (settore pubblico escluso), dall'avvento della libera circolazione delle persone fino alla crisi finanziaria la crescita della produttività è stata dovuta soprattutto a veri e propri incrementi di produttività all'interno dei singoli settori. Al contrario, le variazioni di produttività causate da modifiche strutturali delle percentuali di occupati sono state piuttosto esigue. Il maggiore impiego di forza lavoro dovuto all'immigrazione non è andato a tutto vantaggio dei settori caratterizzati da scarsa produttività del lavoro. In altri termini, i flussi migratori non sembrano aver provocato una trasformazione verso settori improduttivi. I comparti che in questo periodo hanno fornito un notevole contributo sul fronte dell'occupazione hanno partecipato anche in maniera piuttosto significativa all'aumento della produttività. Ciò vale soprattutto per i servizi alle imprese, il settore che ha creato il maggior numero di posti di lavoro, ma che al contempo, insieme a commercio, trasporti, logistica da una parte e industria ad alto valore aggiunto dall'altra, ha trainato la produttività. Anche il settore con la seconda maggiore crescita occupazionale, ossia formazione, sanità e servizi sociali, ha concorso all'aumento della produttività, benché in misura minore.

Produttività come principale motore di crescita

Nei prossimi anni non sarà possibile un ulteriore forte aumento dell'impiego di manodopera. Da un lato, entro il 2017 la Svizzera dovrà attuare l'iniziativa contro l'immigrazione di massa. Dall'altro, a causa dell'invecchiamento demografico, la popolazione attiva crescerà a un ritmo sempre più lento per entrare, dopo il 2020, in una fase di stagnazione. La produttività del lavoro diventerà quindi sempre più un fattore di crescita essenziale. Per valutare gli sviluppi possibili abbiamo tracciato tre scenari di crescita da qui al 2030. Lo scenario di base prevede che, grazie a una maggiore attività di investimento, la produttività tornerà a registrare una crescita più robusta sull'onda della lieve accelerazione già oggi evidente. Grazie al successo delle trattative con l'UE per l'attuazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa, entro il 2020 i flussi migratori si aggireranno tra le 40'000 e le 50'000 persone all'anno. Al tempo stesso sarà possibile mobilitare maggiormente il potenziale interno di forza lavoro, in particolare attraverso una partecipazione più attiva al mondo del lavoro delle donne e dei lavoratori dipendenti più anziani. Gli scenari "negativo" e "positivo" mostrano l'intero spettro degli sviluppi possibili nel caso in cui venissero meno gli incrementi di produttività e gli impulsi economici impressi dall'immigrazione, ovvero qualora, attraverso un'attuazione più efficace delle innovazioni tecnologiche e un maggiore potenziale della forza lavoro, si riuscisse ad alimentare una crescita più solida. 

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Potenziale di crescita in Svizzera nel 2015

Stando alle nostre stime, attualmente la Svizzera presenta un potenziale di crescita del 2 per cento circa, che nel 2020 si sarà ridotto all'1,8 percento nello scenario di base e all'1,5 per cento in quello "negativo". Si prevede un nuovo indebolimento entro il 2030, quando il tasso di crescita si attesterà all'1,6 per cento nello scenario di base e a quasi l'1 per cento in quello negativo. Solo stando alle ipotesi più ottimistiche su tutti i fattori di produzione dello scenario "positivo" la Svizzera sarà in grado di mantenere ai livelli odierni il proprio potenziale di crescita.

In Svizzera si potrà conseguire una crescita forte e duratura solo attraverso un migliore sfruttamento del potenziale. La maggiore mobilitazione del potenziale interno di forza lavoro richiede una modifica del quadro normativo e fiscale. Un aumento dell'occupazione sarà possibile solo se le donne non saranno più tenute lontano dalla vita lavorativa con falsi incentivi fiscali, ma al contrario verranno incoraggiate a prendervi parte, se sarà modificato il sistema pensionistico e se una maggiore integrazione dei lavoratori più anziani nel mercato del lavoro sarà semplificata da una politica più flessibile sul piano del personale e dei salari. Un aumento della produttività del lavoro dipenderà invece soprattutto da un'ulteriore intensificazione della concorrenza sul mercato interno e da una maggiore apertura internazionale. Anche lo snellimento degli oneri amministrativi e delle regolamentazioni rappresenta una sfida di fondamentale importanza per il futuro. Infine, ma non da ultimo, il rafforzamento del mercato del capitale di rischio potrebbe generare investimenti a sostegno della produttività e non solo liberare il potenziale innovativo della Svizzera, ma anche fornire ulteriori impulsi di crescita.