Chi guiderà l'industria automobilistica di domani?

I veicoli a guida autonoma potrebbero rivoluzionare il mondo dei motori. Questo tipo di automobili sembra poter modificare il nostro modo di acquistare, guidare e viaggiare nonché ridefinire i rapporti di potere nell'industria automobilistica.

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Ossia, se siete al volante. È noto che molti amano inviare messaggi SMS mentre stanno guidando e questo rende la prospettiva delle automobili a guida autonoma ancora più interessante. Non sarebbe bello poter leggere, mangiare o persino dormire quando si è in macchina, affidando i comandi a un robot? Quello che finora era solo un sogno sta diventando realtà, una realtà che potrebbe cambiare completamente il trasporto su strada: l'uso che ne facciamo e chi lo controlla.

La guida autonoma o qualcosa di molto simile è già una realtà

Cruise control, sistemi antislittamento, navigazione satellitare, trasmissione automatica: oggi nelle automobili i computer fanno molte cose che prima erano compito dell'uomo. Secondo i consulenti di strategia di Roland Berger infatti le automobili di oggi sono a metà strada su una scala di sviluppo a cinque gradini, che parte dalla totale mancanza di automazione e termina con la guida completamente autonoma. Se aspirapolveri e tagliaerba possono funzionare con il "pilota automatico" (si pensi a Roomba o Robomow), potranno farlo sicuramente anche le auto. Pensate a RoboRide, di cui abbiamo trattato in precedentemente questa pubblicazione, che non esiste ancora ma per il quale probabilmente non dovremo attendere a lungo. Google sostiene che già quest'anno farà circolare sulle strade della Silicon Valley il "primo veicolo interamente autopilotato" del mondo. Con la cosiddetta Google-x, la vita imita l'arte o per lo meno la cultura pop. Questo due posti simile a un insetto ricorda stranamente una famosa automobile automatica di un film: non la poderosa KITT della serie televisiva degli anni ottanta "Knight Rider", ma la simpatica piccola Herbie, protagonista del film "Un maggiolino tutto matto" e dei suoi numerosi sequel.

Gli ideatori delle auto robot

Google non è l'unica azienda non automobilistica a entrare in gioco. Da quel che si dice, nella vicina California settentrionale Apple sta testando le strade. La società di gestione dei taxi Uber sta sperimentando dei prototipi a Pittsburgh negli Stati Uniti, in stretta collaborazione con il suo partner in know-how di guida automatica, il Robotics Center dell'Università Carnegie Mellon. Anche i fornitori non tradizionali stanno rivolgendosi in massa verso questo settore. NVidia, società che si dedica alla progettazione di circuiti, sta cercando di passare dalle automobili pilotate dei videogame a quelle della vita reale. Mobileye, come suggerisce il nome stesso, crea componenti elettronici che "riconoscono" gli ostacoli e i potenziali incidenti. Fornitori di questo tipo stanno creando partnership anche con le case automobilistiche tradizionali. Daimler, General Motors, Toyota e gli altri giganti dei motori si stanno buttando nella mischia della guida autonoma.

Il cambiamento arriva pian piano

Per la maggior parte di noi, afferma l'analista di Credit Suisse Uwe Neumann, il passaggio dalla guida umana a quella androide sarà graduale. Un passo verso questa direzione è già in atto con il sistema di parcheggio automatico. Dopo aver fatto il suo debutto cica dieci anni fa nelle automobili di lusso, si è avvicinato alla massa, trovando ora il suo posto anche nella fascia economica come la Ford Focus, l'automobile più venduta al mondo. Fra 3-5 anni potremmo assistere all'ingresso della guida autonoma. Probabilmente all'inizio sarà disponibile solo in aree selezionate, come zone ben note con traffico a senso unico e pochi ostacoli. A detta di Neumann e Roland Berger Strategy, intorno al 2030-35 la trasformazione dovrebbe essere completa e la guida interamente automatizzata di "livello 4" sarà realtà. Roland Berger sostiene che il conducente sarà un semplice passeggero e dovrà solo inserire la destinazione.

Il nirvana delle automobili automatizzate?

Potrebbe essere una realtà fantastica. La guida autonoma evoca un futuro simile a quello del cartone animato "I pronipoti", un futuro che General Motors aveva immaginato già 60 anni fa in un video ("GM Motorama Exhibit 1956") presentato per la fiera Motorama. Una storia vecchia, forse sì, ma perché non dovrebbe piacere? Le automobili automatizzate promettono molti vantaggi. Le innumerevoli ore trascorse al volante (Roland Berger ne stima una media di 300-600 all'anno) potrebbero essere impiegate in un modo più piacevole. Gli incidenti dovrebbero diminuire. Dopo più di un milione di chilometri, le automobili di Google avevano solo qualche ammaccatura al parafango, ma un ordine di grandezza inferiore alla media statunitense e tutte erano state causate da uomini e non da robot. Davvero un risparmio notevole, se tutti questi veicoli robotizzati venissero integrati in un "Internet delle auto". Secondo uno studio condotto nel 2013 dall'Earth Instituite della Columbia University, se le automobili a guida autonoma fossero condivise per il trasporto locale, i costi complessivi per la distanza percorsa potrebbero diminuire di 5/10 volte. I miglioramenti a livello di efficienza che ne deriverebbero potrebbero portare a tagli simili nelle emissioni di sostanze inquinanti e nel traffico stradale.

La sfida più grande del re-egineering: il comportamento umano

Allora che cosa ci frena? Beh, innanzitutto la guida autonoma non è legale. Secondo gli addetti ai lavori, una delle difficoltà maggiori da superare è la responsabilità. "Se il vostro iPhone funziona male è una cosa", osserva l'analista di Credit Suisse Reto Hess. "Basta comprarne un altro, ma se si ha un malfunzionamento in un auto a guida autonoma, potrebbero essere uccise persone". Non saranno solo i legislatori a insistere su misure restrittive e di sicurezza molo severe, anche i venditori lo faranno. "Un brutto incidente", afferma Hess, "potrebbe riportare questa industria indietro di anni". Un'altra difficoltà è la questione dei costi a breve termine. Fino a quando verranno integrati e condivisi, secondo Roland Berger, i prezzi di listino di queste auto saranno circa da 3000 a 6000 dollari superiori rispetto a quelli delle automobili non robotizzate. Ci sono poi problematiche più sottili. Per calcolare costi e risparmi della guida autonoma a livello di inquinamento e traffico saranno necessarie grandi operazioni di condivisione e coordinamento. Le persone dovrebbero scambiarsi le automobili. Con il tempo potrebbero acquistare "servizi automobilistici" invece di automobili. Se ciò accadesse realmente, il numero delle automobili necessarie potrebbe diminuire sensibilmente, a vantaggio dei consumatori ma non certamente dei produttori. Una barriera ancora meno tangibile, ma tuttavia reale di questo tipo di tecnologia è la perdita potenziale dell'"identità delle automobili". Per molte persone percorrere il lungomare alla guida di una Chevriolet è un'espressione di libertà personale, che non può essere appagata dalla guida di una Google-x, indipendentemente dalla destinazione. 

La tecnologia prende il sopravvento sull'industria automobilistica, o viceversa

Proprio a causa di queste barriere comportamentali, alcuni analisti prevedono una potenziale conquista dell'industria automobilistica da parte della tecnologia. Le auto intelligenti potrebbero sembrare irrealizzabili, ma non molto tempo fa lo erano anche gli smartphone. Chi poteva pensare che Apple avrebbe cominciato a fornire musica? Il settore automobilistico potrebbe aggiungersi all'elenco delle industrie "smembrate", come le definisce il professore della Harvard Business School Clayton Christensen, seguendo a ruota agli annunci classificati (eBay o Craigslist), alle chiamate a lunga distanza (Skype), ai negozi di musica (iTunes), alle agenzie viaggi (Orbitz) o alle librerie (Amazon). Secondo Neumann, per la tecnologia "le automobili sono solo un altro dispositivo mobile da conquistare". Al tempo stesso, sottolinea come il collega Hess che le case automobilistiche tradizionali hanno ancora molto potere. Dominano infatti gli ambiti chiave della produzione e distribuzione di massa, regolano la catena di approvvigionamento e alcune si stanno avvicinando molto velocemente alla guida autonoma. Volkswagen ha impiegato in queste ricerche 1200 collaboratori della sede principale di Wolfsburg. A gennaio, VW ha presentato la sua Golf R Touch, che gli entusiasti delle automobili hanno paragonato a uno "smartphone su ruote". Chissà! Forse questa volta la rivoluzione tecnologica potrebbe funzionare al contrario, con le case automobilistiche a guidare il cambiamento. Qualsiasi cosa accada, sembra che ci si prospetti un futuro di auto automatizzate.