Gli stimoli per il rilancio dell'economia cinese alimentano la febbre delle acquisizioni
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Gli stimoli per il rilancio dell'economia cinese alimentano la febbre delle acquisizioni

Con la strategia "Go Global" la Cina sta lasciando la propria impronta in tutti i settori di attività a livello globale. Quest'anno le società cinesi hanno proposto acquisizioni per 128,3 miliardi di dollari, segnando un +185 per cento sull'analogo periodo del 2014.

I cinesi ne sono convinti da sempre: ogni crisi è un'opportunità. Oggi come oggi la saggezza di questo antico proverbio assume un significato completamente nuovo per molte aziende cinesi che stanno attuando un'aggressiva politica espansionistica acquisendo asset occidentali con l'intento di ridurre gli effetti di un'economia stagnante, approfittando dei nuovi incentivi governativi per diventare, per l'appunto, globali.

Strategia "Go Global"

Nel solo 2015, le aziende cinesi hanno acquisito attività negli Stati Uniti e in Europa a passo di record. Secondo dati elaborati da Bloomberg, quest'anno le società cinesi hanno proposto acquisizioni per 128,3 miliardi di dollari, registrando un +185 per cento rispetto allo stesso periodo del 2014. L'andamento globale delle attività di fusione e acquisizione analizzato da Dealogic mostra che su un totale di 4'200 miliardi di dollari di operazioni, quest'anno le società asiatiche hanno strappato la quota record del 30 per cento, rispetto al 10-15 per cento del passato. La nuova strategia "Go Global" sta interessando praticamente tutti i principali settori di attività – dal chimico all'aviazione, dalle assicurazioni alla tecnologia e agli immobili.

Secondo gli analisti, molte aziende cinesi si sentono obbligate a espandersi all'estero a causa della riduzione dei margini di profitto sul mercato interno, dovuta in primis al rallentamento dell'economia cinese. Allo stesso tempo, la Cina si sta trasformando in un'economia trainata dai consumi e molte società cinesi sono desiderose di intraprendere acquisizioni che consentano loro di accedere e sfruttare nuove tecnologie, processi produttivi e marchi molto noti.

Da parte sua anche il governo contribuisce a fomentare il fenomeno istituendo incentivi all'espansione. All'inizio di quest'anno, il Consiglio di Stato Cinese ha presentato "Made in China 2025", un programma che mira al rafforzamento dell'industria cinese nel suo complesso, principalmente attraverso la tecnologia. Si tratta tuttavia al contempo di una politica che impone delle forti priorità strategiche ai produttori cinesi, ovvero sviluppare propri marchi globali e risalire la catena globale del valore nel settore manifatturiero.

Quasi in casa nostra

Il turbinio di operazioni che si è susseguito da allora è stato ingente e di ampio respiro, e, in alcuni casi, è arrivato fin quasi alle porte di casa nostra. Ne è un esempio la recente offerta da 41,6 miliardi di dollari presentata da China National Chemical Corporation per Syngenta AG, società svizzera produttrice di pesticidi. Un'operazione con Syngenta conferirebbe alla Cina una posizione di assoluto rilievo a livello globale nel settore agricolo, la cui importanza cresce di pari passo con l'aumento delle importazioni di generi alimentari da parte della nazione. Se l'affare andasse in porto, l'operazione sarebbe la più grande acquisizione mai effettuata da una società cinese.

A novembre, l'Unione europea ha approvato l'acquisizione da 2,7 miliardi di dollari presentata da HNA Group, la quarta compagnia aerea cinese, per Swissport International, uno dei più importanti operatori aeroportuali europei ed esteri per la movimentazione bagagli e merci. Swissport ha sede a Opfikon.

Gli assicuratori asiatici ampliano i loro orizzonti

All'inizio di quest'anno, Fosun International Ltd., di proprietà del miliardario cinese Guo Guangchang, ha annunciato un accordo per l'acquisizione di Ironshore Inc., compagnia assicurativa con sede a Bermuda, per 1,84 miliardi di dollari.

"Le compagnie assicurative asiatiche stanno ampliando sempre più i loro orizzonti. La maggior parte è tuttavia ancora concentrata a livello nazionale, considerato che le prospettive di crescita sono più che buone nella maggioranza dei mercati", ha affermato Arjan van Veen, responsabile di Asian Insurance Equities Research. "Ci aspettiamo che una manciata di compagnie guiderà questo processo per piccoli passi, ma probabilmente ci sarà molto più fermento rispetto al passato."

Dall'espansione cinese benefici per il settore immobiliare

Anche il settore degli immobili residenziali e commerciali beneficerà dell'espansione cinese, in particolare negli Stati Uniti dove la presenza di immigrati cinesi è particolarmente folta. Il broker immobiliare cinese JLL stima che quest'anno le società cinesi investiranno una cifra superiore ai 5 miliardi di dollari nell'industria alberghiera estera, un deciso incremento rispetto ai 920 milioni di dollari investiti lo scorso anno e ai 130 del 2012.

Secondo i broker e gli analisti immobiliari le società cinesi guardano agli hotel di lusso, e in particolare a quelli siti nelle principali capitali del mondo, come a investimenti a lungo termine in grado di generare ricavi stabili in un contesto di tassi d'interesse bassi.

Inoltre c'è chi ritiene che le proprietà conferiscano prestigio ai rispettivi proprietari. China Vanke Co. Ltd., la più grande società per lo sviluppo di immobili residenziali della Cina continentale, ha già elaborato otto progetti immobiliari negli Stati Uniti, tra cui un grattacielo residenziale di 61 piani a Manhattan. Greenland Group, una società di Shanghai, sta investendo 5 miliardi di dollari in una joint venture creata per realizzare un progetto residenziale che sorgerà nei pressi del Barclays Center, la nuova arena sportiva di Brooklyn, uno dei distretti di New York. Negli ultimi anni molte compagnie assicurative cinesi hanno iniziato a intraprendere acquisizioni in campo alberghiero in tutto il mondo, aggiudicandosi anche alcuni hotel di lusso molto ricercati di New York.

Lo scorso ottobre, per esempio, Anbang ha acquisito il Waldorf Astoria, storico hotel newyorkese, per 1,95 miliardi di dollari, mentre a febbraio China Sunshine Insurance Group ha acquisito il Baccarat Hotel & Residences di Midtown Manhattan per 230 milioni di dollari – l'equivalente di 2 milioni di dollari a stanza.

Stando a molti analisti le spese folli non si fermeranno qui. La recente liberalizzazione delle norme che limitavano gli investimenti aziendali all'estero decisa dal governo cinese non farà altro che incentivare questa "febbre degli acquisti". Le aziende cinesi possono ora operare investimenti fino a 1 miliardo di dollari senza dover richiedere l'approvazione governativa. L'anno scorso, prima dei recenti cambiamenti, la soglia era stabilita a 100 milioni di dollari.