Boom per turismo e intrattenimento in Cina
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Boom per turismo e intrattenimento in Cina

La politica cinese del figlio unico ha prodotto una generazione di giovani adulti relativamente benestanti con un forte desiderio di spesa, in particolare nei settori intrattenimento e viaggi.

I "piccoli principi" nati in Cina tra il 1985 e il 1995 nel regime del figlio unico introdotto nel 1979 hanno ora un'età compresa tra venti e trent'anni e rappresentano circa il 16 per cento della popolazione complessiva del paese. Rispetto ad altri gruppi d'età, sono più istruiti, hanno più potere reddituale e sono più disposti a spendere per una qualità migliore", spiega Kevin Yin, responsabile regionale di Consumer Research presso Credit Suisse a Hong Kong. Oltre la metà di questi giovani ha almeno un titolo universitario, il che dovrebbe garantire loro un potere reddituale sostenibile in futuro. Il loro contributo ai consumi complessivi del paese dovrebbe essere superiore a un terzo nei prossimi cinque anni, mentre nel 2014 era pari a un settimo. "Riteniamo che questo gruppo di giovani relativamente facoltosi stia rinnovando la classe media cinese e rimpiazzando gradualmente la generazione precedente con reddito più basso", aggiunge Yin. Negli ultimi 15 anni, il numero di adulti che fanno parte del ceto medio è salito a 109 milioni – un livello già superiore a quello degli USA (92 milioni) e destinato ad aumentare costantemente. In Cina la quota di adulti con un patrimonio superiore a 10'000 dollari dovrebbe superare il 50 per cento entro il 2020.

La distribuzione della ricchezza in Cina

La distribuzione della ricchezza in Cina

Fonte: Credit Suisse

Una generazione viziata alla scoperta del divertimento

I giovani adulti cinesi sono stati particolarmente coccolati da genitori e nonni. Molti di loro aspirano a uno stile di vita confortevole e sono propensi a spendere. Oltre a trascorrere ore in Internet – quasi due terzi navigano nel web dal proprio smartphone per più di tre ore al giorno – effettuano acquisti online. Questi giovani cinesi apprezzano tutto ciò che è intrattenimento e svago come cinema, viaggi, gioco d'azzardo e ristoranti. Risparmiano in misura molto limitata e spendono gran parte del proprio reddito in attività di svago.

Chiari benefici per i botteghini cinesi

L'industria cinematografica cinese ha sicuramente tratto beneficio dalla strategia del governo per lo sviluppo culturale, ma è stata ancora più favorita dalla forte domanda di servizi di intrattenimento tra i giovani adulti. Secondo i dati forniti da Artisan Gateway, società di consulenza dell'industria cinematografica di Shanghai, nel 2014 i botteghini cinesi hanno incassato un totale di 4,8 miliardi di dollari. Alla fine dello scorso anno, il paese contava circa 5400 sale cinematografiche con 24'000 schermi, con una media di 15 schermi aggiunti ogni giorno in tutto il paese. "Il trend è destinato a durare. Nel giro di due anni si supereranno i livelli statunitensi", sostiene David Hao, analista presso Credit Suisse. Oltre la metà del pubblico è rappresentata da persone sotto i 30 anni: due terzi di questo gruppo d'età vanno al cinema una o due volte e quasi un terzo tre-sei volte al mese. Il cinema si colloca infatti al primo posto tra gli svaghi preferiti dai giovani adulti, precedendo di misura altre attività quali ascoltare musica, restare in casa ("zhai"), leggere, praticare sport, viaggiare, partecipare a feste e fare shopping.

Classifica delle attività di svago preferite dai giovani adulti cinesi

Classifica delle attività di svago preferite dai giovani adulti cinesi

Fonte: studio Entgroup

Avidi turisti che prediligono viaggi indipendenti

Lo stereotipo del turista cinese non più giovane sceso da un pullman per seguire in gruppo una guida che sventola una bandierina è del tutto superato. Lo scorso anno oltre due terzi dei cinesi che si sono recati all'estero avevano meno di 31 anni. La maggior parte preferisce viaggiare in modo indipendente ed effettuare prenotazioni online anziché attraverso le agenzie di viaggio. Questi giovani turisti sono anche più dediti allo shopping rispetto a chi ha più di 35 anni, e oltre il 90 per cento condivide le proprie immagini o esperienze di viaggio sui social media. Aumento del reddito, più assenze retribuite, allentamento delle politiche di rilascio dei visti, grado d'istruzione superiore e dimensioni ridotte dei nuclei familiari sono solo alcuni dei fattori che favoriscono il boom continuo del turismo. "Dieci anni fa in Cina la quota di reddito disponibile spesa in viaggi era pari al 5 per cento, rispetto all'attuale 10-15 per cento. Prevediamo che nei prossimi dieci anni raggiungerà il 15-20 per cento: un livello paragonabile a quello di paesi vicini più sviluppati quali Corea e Giappone", spiega Sophie Chiu, analista presso Credit Suisse. "I giovani viaggiatori sono più spontanei, unici e sociali, e sono desiderosi di scoprire nuove destinazioni anziché optare per le mete classiche; inoltre, sono aperti a nuove formule di pernottamento come Airbnb", aggiunge Chiu. Le mete attualmente più gettonate dai giovani turisti cinesi sono Hong Kong, Corea del Sud, Singapore, Tailandia, ma anche Sri Lanka, Saipan, Maldive e Stati africani o mediorientali. Entro il 2020 la spesa totale cinese per viaggi potrebbe pertanto passare dagli attuali 150 a 280 miliardi di dollari.

I turisti cinesi diretti all'estero sono perlopiù giovani

I turisti cinesi diretti all'estero sono perlopiù giovani

Fonte: Qy.com, hotels.com, Credit Suisse

Acquistano capi e abbigliamento sportivo solo in base ai propri gusti

In fatto di shopping, tre quarti dei giovani cinesi sostengono di acquistare un articolo semplicemente perché piace, mentre motivazioni quali prezzo, consigli di amici e qualità sono di gran lunga meno menzionate. L'importanza del marchio è indicata solo dal 19 per cento degli intervistati, secondo uno studio del Marketing & Media Research Center dell'università di Pechino condotto nel 2015 tra i residenti cinesi nati negli anni Novanta. "Pensiamo che la scarsa considerazione del marchio in questo gruppo d'età sia giustificata in parte dall'accessibilità, poiché si tratta perlopiù di studenti universitari e neolaureati", spiega Yin. "Con l'età e l'aumento del reddito saranno più propensi a spendere in prodotti di qualità superiore e marchi premium", aggiunge Yin. Secondo le intenzioni di acquisto dei cinesi tra i 18 e i 29 anni, i prodotti di marca occupano comunque un posto di rilievo: stando all'Emerging Market Consumer Survey annuale di Credit Suisse, l'81 per cento dei giovani cinesi è intenzionato ad acquistare capi firmati e il 95 per cento si dice propenso ad acquistare abbigliamento sportivo di marca anziché prodotti analoghi sconosciuti l'anno successivo. Questa preferenza per il marchio è più elevata rispetto agli altri mercati emergenti oggetto dello studio – Brasile, India, Indonesia, Messico, Russia, Arabia Saudita, Turchia e Sudafrica.

Abitudini di consumo in rapida evoluzione

Le abitudini dei consumatori cinesi sono radicalmente cambiate negli ultimi decenni e sono ancora in fase di trasformazione. I nati tra il 1985 e 1995 rappresenteranno molto probabilmente il motore della crescita del settore cinese dei consumi negli anni a venire. A lungo termine, ne trarranno vantaggio i settori più disparati quali commercio elettronico, abbigliamento sportivo, viaggi, cibi particolari, noleggio auto, catering, igiene personale e bevande...

l'evoluzione delle abitudini di consumo incide sull'attrattiva di vari settori

L'évolution des habitudes de consommation influe sur l'attrait des différents secteurs

Fonte: stime Credit Suisse