Successo mondiale dal Kenya

Il sistema di pagamento elettronico via cellulare M-Pesa ha cambiato radicalmente la vita di molti kenioti, catapultando larghi strati della popolazione dall’epoca rurale al moderno mondo digitale.

Con gran stridore di pneumatici, il matatu si ferma davanti alla macelleria Mutua di Nairobi. Le sorde sonorità reggae provenienti dal taxi collettivo interrompono la giovane cliente intenta ad acquistare carne di manzo per 200 scellini kenioti (circa due franchi). Alzando la voce, ripete l’ordinazione. Il commesso consegna il pacchetto alla cassiera. La cliente infila la mano nella borsetta, ed estrae il cellulare. La cassiera imita il suo gesto. Entrambe digitano qualcosa sui loro telefoni. Poi la carne e il telefono spariscono nella borsa della cliente. Il prossimo, prego.

"M" sta per "mobile"

Dietro la cassiera, sulla parete, è appeso un cartello verde. La scritta che vi campeggia è ordinaria amministrazione per i kenioti, ma rappresenta ancora una rivoluzione per il resto del mondo: il negozio offre il sistema di pagamento senza contanti M-Pesa, un servizio di trasferimento di denaro che funziona da cellulare a cellulare ed è gestito dall'operatore di telefonia mobile keniota Safaricom. "M" sta per "mobile", "Pesa" significa "denaro" in swahili, la seconda lingua nazionale del Kenya.

Grazie a M-Pesa, oggi pagare via cellulare beni, trasporti o servizi è più facile in un villaggio dell'Africa orientale che in grandi città come New York, Rio, Hong Kong o Zurigo. M-Pesa è il sistema di pagamento elettronico senza contanti più celebre al mondo. Un successo africano di portata mondiale.

Dalla città alla campagna

Tutto ha avuto inizio otto anni fa, per via dei familiari in campagna. Come nella maggior parte dei paesi dell'Africa subsahariana, anche in Kenya la maggioranza della popolazione vive di agricoltura nelle zone rurali. I giovani, in cerca di istruzione e lavoro, sono attratti dalle città. Per lungo tempo, i figli hanno dovuto ricorrere a metodi incerti e avventurosi per inviare il denaro guadagnato in città ai genitori in campagna: consegnare il contante a un vicino o autista di autobus che fosse casualmente di passaggio. Oppure inviare il denaro con vaglia postale: cosa che poteva richiedere settimane. Spesso non andava a buon fine ed era fattibile solo se il destinatario possedeva una casella postale, un'eventualità tanto rara quanto l'accesso a un conto bancario.

All'epoca, nel 2007, milioni di kenioti disponevano di un cellulare con un numero Safaricom. Quel numero di telefono si è trasformato in un numero di conto: da marzo di quell'anno i clienti Safaricom potevano caricare il denaro sul proprio cellulare e inviarlo ad altri clienti Safaricom. Nell'arco di pochi minuti giungeva al destinatario, che veniva informato tramite SMS. A questo punto il denaro poteva essere trasferito a terzi o riscosso in contanti presso un'agenzia M-Pesa.

Due settimane dopo il lancio, Safaricom contava quasi 20'000 utenti M-Pesa attivi, dopo sette mesi erano un milione. Oggi in Kenya sono registrati 20 milioni di clienti. Più di 83'000 agenti in città e nelle zone rurali sono a disposizione per caricare il denaro, inviarlo e convertirlo in contanti.

La popolazione delle zone rurali, che non ha accesso a un conto, si è vista così catapultata da una realtà agricola alla moderna epoca digitale. Il trasferimento di denaro da un telefono cellulare all'altro era solo l'inizio. Oggi un utente può pagare le bollette della luce e dell'acqua, prelevare contante da una cassa bancaria automatica, acquistare biglietti aerei, acquistare credito telefonico, ordinare biglietti di concerti, pagare l'autista del taxi o il macellaio e accedere a un piccolo credito, per esempio per acquistare un impianto solare e portare l'elettricità in casa. 

L'interesse di risparmio per la prima volta

Non da ultimo M-Pesa agevola il processo di risparmio: per importi fino a 100 franchi, la Commercial Bank of Africa, con cui Safaricom collabora per questo servizio, paga interessi del 2 per cento, a partire da 500 franchi addirittura del 5 per cento. Molte persone ricevono così, per la prima volta in assoluto, un interesse di risparmio.

Non è esagerato affermare che l'economia keniota dipende da M-Pesa: il valore di tutte le transazioni tra giugno 2013 e giugno 2014 corrispondeva secondo la banca centrale keniota al 39 per cento del PIL del Kenya. M-Pesa muove ogni mese più di un miliardo di franchi e nell'esercizio 2014 è valso alla capogruppo entrate per 268 milioni di franchi; il 21,6 per cento in più rispetto all'anno precedente.

Questo successo è sempre più globalizzato: M-Pesa è già stato introdotto nella vicina Tanzania, in Egitto, Afghanistan e India. Seguiranno a breve Uganda, Zambia, Mozambico, Ruanda e la Repubblica Democratica del Congo. M-Pesa è sbarcato addirittura nel vecchio continente: ad aprile 2014, Vodafone ha esportato M-Pesa in Romania, come mercato di prova per l'Europa. Safaricom quantifica una quota di utenti "dell'ordine di centinaia di migliaia", senza entrare nei dettagli. Come strategia per il futuro Safaricom, che appartiene per il 40 per cento alla britannica Vodafone e per il 35 per cento al governo keniota, vede transazioni anche per la clientela commerciale.

Vincitori della rivoluzione

"Non vado più in banca", constata Billy Warero. Il trentaduenne lavora a Nairobi in un'azienda di telecomunicazioni. Bolletta della luce, televisione via cavo, affitto, acquisti sia al supermercato che online: paga tutto con M-Pesa. Il suo stipendio finisce ancora sul conto bancario, ma tramite cellulare può trasferirlo sul conto M-Pesa.

E tuttavia le banche sono tra i vincitori di questa rivoluzione. C'è voluto un po' prima che riconoscessero le nuove opportunità d'affari. All'inizio contrastavano la concorrenza. Ora si ritrovano sulla stessa barca. Perché sono loro in prima istanza ad abilitare i trasferimenti tra conti bancari e conti M-Pesa e anche le funzioni di risparmio e credito non sarebbero possibili senza le banche.