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Il Credit Suisse annuncia una soluzione globale e definitiva di tutte le questioni in sospeso relative alle attività transfrontaliere con gli Stati Uniti, che include accordi con il Dipartimento di Giustizia statunitense, il New York State Department of Financial Services, il Consiglio dei Governatori dello U.S. Federal Reserve System e, come comunicato in precedenza, la U.S. Securities and Exchange Commission

Il Credit Suisse accetta di pagare USD 2815 milioni (CHF 2510 milioni); questi accordi, al netto degli accantonamenti già predisposti, si tradurranno in un onere dopo imposte di CHF 1598 milioni, da contabilizzare nel secondo trimestre 2014

Se questo onere fosse stato contabilizzato alla fine del primo trimestre 2014, il look-through CET1 ratio secondo Basilea 3 del Credit Suisse sarebbe stato del 9,3% in tale data; il Credit Suisse prevede di superare il 10% entro fine 2014

L’accordo prevede una dichiarazione di colpevolezza da parte di Credit Suisse AG, entità bancaria svizzera del Credit Suisse

La soluzione è stata raggiunta d’intesa con le principali autorità di vigilanza globali a cui la banca fa riferimento, e il Credit Suisse non prevede effetti sulle proprie licenze né un impatto di rilievo sulle capacità operative o di business

Il Credit Suisse ha annunciato oggi una soluzione globale e definitiva di tutte le questioni in sospeso relative alle passate attività transfrontaliere di private banking con clienti statunitensi.

Brady Dougan, CEO del Credit Suisse, ha dichiarato: “Siamo molto rammaricati per i passati comportamenti scorretti che hanno portato a questo accordo. La questione delle attività transfrontaliere con gli Stati Uniti rappresenta il più rilevante e più lungo caso di natura regolamentare e di controversia per il Credit Suisse. La soluzione completa della questione è un importante passo avanti per noi. Non abbiamo rilevato effetti significativi sulle nostre attività di business in seguito alla maggiore attenzione pubblica di cui queste questioni sono oggetto da diverse settimane. Ringraziamo i clienti e i collaboratori per il sostegno dimostrato nel corso del nostro impegno a risolvere questa questione, giunta ora a conclusione. Ora possiamo dedicarci al futuro e concentrarci pienamente sull’attuazione della nostra strategia”.

Riguardo all’impatto finanziario, alla posizione patrimoniale e alla politica di dividendo, ha aggiunto: “L’accordo riduce di CHF 1598 milioni l’utile netto del secondo trimestre. Se l’onere conseguente all’accordo fosse stato contabilizzato a fine primo trimestre 2014, il nostro look-through CET1 ratio secondo Basilea 3 sarebbe risultato pari al 9,3% invece che al 10,0%. È nostra intenzione ridurre le attività ponderate per il rischio a un livello uguale o inferiore a quello del 2013 e intraprendere altre operazioni sul capitale, fra cui la vendita di immobili non indispensabili e di altri asset non centrali. Queste misure dovrebbero essere di per sé sufficienti a riportare il nostro look-through CET1 ratio secondo Basilea 3 al 10% per fine 2014. Inoltre, una volta raggiunto tale CET1 ratio del 10%, e continuando ad accumulare capitale per conseguire il nostro obiettivo di lungo termine dell’11%, intendiamo restituire agli azionisti con le nostre distribuzioni annuali circa la metà degli utili”.

L’importo complessivo di USD 2815 milioni (CHF 2510 milioni) dell’accordo finale annunciato oggi include le componenti seguenti:
- USD 2000 milioni per il Dipartimento di Giustizia statunitense (importo che include USD 196 milioni per la U.S. Securities and Exchange Commission come già comunicato a febbraio 2014). Un terzo è allocato allo U.S. Internal Revenue Service
- USD 715 milioni per il New York State Department of Financial Services
- USD 100 milioni per il Consiglio dei Governatori dello U.S. Federal Reserve System

Negli scorsi trimestri il Credit Suisse aveva accantonato riserve per contenziosi per un totale di CHF 892 milioni in relazione a questa questione. L’accordo finale ha quindi nel secondo trimestre 2014 un impatto ante imposte di CHF 1618 milioni e dopo imposte di CHF 1598 milioni.

Credit Suisse AG si è dichiarato colpevole di associazione per delinquere per l’assistenza fornita a clienti statunitensi nella presentazione allo U.S. Internal Revenue Service di dichiarazioni di redditi non corrette ai fini dell’imposta sul reddito, in violazione del Title 18, U.S. Code section 371, in relazione ad attività transfrontaliere di private banking condotte in passato in Svizzera.