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PMI svizzere: la successione aziendale è una questione di cuore

Studio del Credit Suisse sui fattori di successo delle PMI svizzere con enfasi sulla successione aziendale

Il Credit Suisse ha pubblicato oggi lo studio «Fattori di successo per PMI svizzere – la successione aziendale nella prassi», che si basa su un sondaggio svolto tra oltre 2'000 PMI svizzere. Il tema della successione aziendale è molto sentito tra le PMI: il 22% degli imprenditori vorrebbe cedere la propria impresa nei prossimi cinque anni. Queste aziende vantano un organico di circa mezzo milione di collaboratori. In circa il 40% delle PMI, alla guida dell'impresa subentra generalmente un membro della cerchia familiare. Nella regolamentazione della successione all'interno delle PMI svizzere non sono i motivi finanziari a essere prioritari, la ragione dominante risiede nella realizzazione personale. Il sondaggio condotto dal Credit Suisse conferma inoltre, come già osservato lo scorso anno, che le PMI valutano positivamente la piazza svizzera, ma assegnano voti peggiori ai fattori di successo "infrastruttura" e "ambiente di ricerca" e sono pessimisti soprattutto riguardo al futuro sviluppo del quadro normativo.

Ogni singola PMI così come la piazza elvetica nel suo insieme devono conquistare giorno dopo giorno il successo e la competitività. La serie di studi «Fattori di successo per PMI svizzere» del Credit Suisse verifica ogni anno le condizioni quadro nell'ottica delle PMI sulla piazza svizzera. Insieme al Center for Family Business dell'Università di San Gallo, gli economisti del Credit Suisse hanno inoltre analizzato nell'ambito del tema prioritario di quest'anno come le PMI tramandano le loro attività alla nuova generazione d’imprenditori e quali fattori ricoprono un ruolo importante per il passaggio di consegne nella realtà pratica. «Per numerosi imprenditori svizzeri la successione aziendale è una questione di vitale importanza, giacché la loro impresa rappresenta il lavoro di una vita. Se aziende sapientemente gestite vengono trasferite con successo alla generazione successiva, il valore macroeconomico rimane acquisito nella forma di posti di lavoro, creazione di valore aggiunto e substrato fiscale», dichiara Urs Gauch, responsabile Affari PMI Svizzera del Credit Suisse.

PMI soddisfatte della piazza svizzera – segnali di allarme per infrastruttura e regolamentazione
Il giudizio espresso dalle PMI sui fattori di successo della piazza svizzera è positivo anche per il 2013. Nel complesso, la valutazione è solo lievemente peggiore rispetto all'anno scorso. Per il fattore "infrastruttura", le PMI svizzere avvertono un chiaro peggioramento. Questo giudizio non è del tutto sorprendente: per effetto della forte crescita demografica, l'infrastruttura esistente è sempre più sotto pressione. Eppure l'infrastruttura rimane il fattore con l'influsso in assoluto più positivo sull'andamento degli affari. Guardando ai prossimi tre-cinque anni, le PMI sono perlopiù ottimiste riguardo a questo fattore di successo, mentre prevedono un peggioramento soprattutto rispetto al quadro regolamentare e al contesto economico, di fatto un segnale di allarme stante la grande rilevanza di questi due fattori. Nel caso del contesto normativo è soprattutto la politica a essere chiamata all'azione: al fine di non compromettere l'attrattiva della piazza PMI svizzera, lo Stato dovrebbe alleggerire il peso degli interventi normativi.

La successione d’imprese ha una notevole valenza aziendale e macroeconomica
Il tema della successione aziendale è molto sentito dalle PMI, tant'è vero che il 22% dei titolari delle PMI svizzere, che occupano all'incirca mezzo milione di collaboratori, prevedono di cedere la propria azienda nell'arco dei prossimi cinque anni. In quasi il 16% delle PMI gli imprenditori progettano un passaggio di testimone già entro i prossimi due anni. Ne consegue che l'intera piccola e media imprenditoria cambia proprietario in media ogni 25 anni. Le microimprese (1-9 collaboratori) riferiscono di incontrare difficoltà nel realizzare la soluzione successoria desiderata più spesso delle imprese di piccole e medie dimensioni e nell'8% dei casi optano per una cessazione dell'attività o una liquidazione, certamente più spesso delle imprese di piccole e medie dimensioni (2% rispettivamente 0%).

Imprenditorialità percepita come un privilegio
Una cessione d'impresa è un affare di cuore al pari di un'acquisizione. La possibilità di una realizzazione personale è il motivo principale che spinge a rilevare un'azienda, e molto più importante dell'interesse finanziario. I cedenti sono pronti e disposti a separarsi dall'azienda soprattutto per motivi di età o di salute. Si tratta di constatazioni tipiche per un paese con un mercato del lavoro efficiente, stabilità sociopolitica e una società orientata al consumo e al tempo libero, come la Svizzera. Numerosi imprenditori trovano gratificazione nella loro azienda, prova ne è che il 90% degli intervistati raccomanda a figli e amici di seguirne le orme e diventare a loro volta imprenditori.

La successione non sempre corrisponde ai desideri
Numerosi titolari d’imprese di famiglia desiderano tramandare la loro azienda all'interno della cerchia familiare, mentre gli imprenditori non familiari puntano spesso sui collaboratori come successori. Non sempre la soluzione desiderata è realizzabile nel singolo caso. Ciò malgrado, nell'insieme la realtà si scosta solo poco dai desideri dell'imprenditore. Circa il 40% delle cessioni di PMI svizzere è realizzato all'interno della famiglia (family buyout), il 40% al di fuori della famiglia (management buy-in) e il 20% all'interno dell'azienda, ma a collaboratori (management buyout). Nella realtà pratica è soprattutto il management buy-in a essere realizzato più spesso di quanto originariamente previsto, perché molte imprese prive di una concreta pianificazione successoria alla fine preferiscono acquirenti esterni. La metà degli acquirenti esterni conosce il cedente già prima dell'acquisizione. Il management buyout, invece, è realizzato meno spesso di quanto programmato: i collaboratori, infatti, manifestano sovente interesse, ma non di rado si lasciano scoraggiare dalle responsabilità (finanziarie).

Potenziale di miglioramento nel processo di cessione
In numerose PMI la decisione strategica della cessione compete solo parzialmente al Consiglio d'amministrazione e solo per una cessione esterna su quattro si offre una rosa di più candidati a scelta. Sorprendentemente, nel 46% dei casi non è posto alcun requisito concreto al successore. Nel 60% dei casi si rinuncia anche a un piano per l'inserimento e l'acquisizione delle competenze. Meno del 60% delle PMI ha un piano con le regole di comunicazione verso l'interno e l'esterno della cessione. Circa il 60% delle PMI disciplina i rapporti del predecessore con l'impresa dopo la cessione. Pertanto, nella definizione del piano di successione aziendale le PMI presentano, per molti versi, un discreto margine di miglioramento. Le verifiche di due diligence (analisi sistematica dei punti di forza e debolezza e del valore dell'impresa) si sono invece affermate, tant'è vero che sono svolte dall'80% delle PMI che affrontano una successione.

Cessioni all'interno della cerchia familiare meno strutturate
Sotto molti aspetti, il passaggio di testimone all'interno della cerchia familiare avviene con modalità diverse rispetto alle cessioni esterne. Nelle imprese di famiglia il Consiglio di amministrazione ha di fatto poco influsso e il processo di cessione è meno strutturato. I cataloghi dei requisiti ai successori sono ancora rari e sovente non ci sono candidati alternativi per un'acquisizione. Spesse volte i rapporti con il predecessore non sono disciplinati e le verifiche di due diligence sono altrettanto rare. Le cessioni all'interno della cerchia familiare durano inoltre più a lungo. Il vecchio capo spesso continua a essere molto presente anche anni dopo la cessione: molti conservano per anni un ufficio nell'impresa ed esercitano un influsso relativamente forte sulle attività aziendali. Anche sul piano finanziario vi è spesso un legame più stretto. I successori provenienti dall'ambito familiare acquisiscono l'impresa a costi più vantaggiosi. Lo sconto medio sul prezzo di mercato ammonta al 42% a fronte del 22-30% per le imprese non a conduzione familiare. Il 20% dei successori provenienti dalla cerchia familiare rileva l'impresa persino gratuitamente e ottiene mutui dai suoi predecessori più spesso degli acquirenti esterni. La forte presenza dell'anziano titolare può essere fonte di conflitti, ma il più delle volte i successori si sentono incoraggiati e sostenuti dai loro predecessori.