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Barometro della gioventù Credit Suisse 2018: i giovani temono per il loro futuro professionale a causa della digitalizzazione e in Svizzera si preoccupano sempre più della previdenza per la vecchiaia

Credit Suisse pubblica il barometro della gioventù 2018 – un sondaggio rappresentativo in Svizzera, USA, Singapore e Brasile

Come dimostra la nuova edizione del barometro della gioventù Credit Suisse, gli effetti della digitalizzazione sulla vita professionale provocano incertezza anche tra i giovani. Si tratta di una circostanza particolarmente marcata all'estero, probabilmente perché in Svizzera il sistema di formazione duale offre una certa sicurezza in genere assente in altri paesi. Inoltre il barometro della gioventù evidenzia che la previdenza per la vecchiaia è la principale preoccupazione dei giovani svizzeri, mentre le questioni riguardanti stranieri, immigrazione e rifugiati hanno nettamente perso importanza rispetto all'ultimo sondaggio. Per questo la convivenza tra giovani svizzeri e giovani stranieri sul territorio elvetico viene giudicata sempre più armoniosa.

Negli ultimi anni i risultati del barometro della gioventù Credit Suisse hanno delineato il quadro di una generazione «digitale», che in linea di massima ha reagito alle tendenze e ai cambiamenti tecnologici in modo molto aperto e flessibile. Dal sondaggio di quest’anno emerge invece che i giovani percepiscono i cambiamenti del mercato del lavoro – determinati dalla digitalizzazione – anche come una sfida, e in parte addirittura come una minaccia. Soprattutto negli Stati Uniti, in Brasile e a Singapore, i giovani intervistati temono che in futuro perderanno il loro lavoro o non ne troveranno uno a causa del progresso tecnologico. La Svizzera rimane però un caso a sé. Infatti, sebbene anche qui i giovani tra i 16 e i 25 anni si confrontino con domande simili, soltanto il 34% di loro (USA: 79%) teme la scomparsa della propria professione.

A dispetto di questa incertezza, però, secondo i risultati del barometro della gioventù Credit Suisse 2018 i giovani sono tutt'altro che disorientati: desiderano perfezionarsi costantemente e sono pronti ad assumersi rischi. Per questa ragione anche l'imprenditoria, ossia la fondazione di una propria azienda, è considerata molto interessante. I giovani svizzeri rivelano tuttavia uno spirito meno imprenditoriale rispetto ai loro pari negli Stati Uniti, in Brasile e a Singapore. Mentre il settore IT/tecnologico, con la sua cultura delle start-up, è quello più apprezzato negli Stati Uniti, in Brasile e a Singapore, le preferenze dei giovani svizzeri si discostano anche su questo fronte: i settori di lavoro preferiti sono istruzione (56%), media (53%), turismo (50%) o amministrazione (47%).

Lukas Golder, codirettore di gfs.bern, che dal 2010 realizza il barometro della gioventù Credit Suisse, dichiara: «In Svizzera siamo assolutamente pronti al cambiamento tecnologico sul piano sociale, economico e politico. La permeabilità del sistema educativo svizzero consente di continuare a perfezionarsi per tutta la vita e di adattarsi all'evoluzione delle esigenze; di conseguenza per i giovani è più semplice affrontare in modo più disteso i rapidi cambiamenti. Le buone prospettive professionali, tuttavia, riducono l'attrattiva dell'attività autonoma».

La previdenza per la vecchiaia crea preoccupazioni ai giovani, ma solo in Svizzera In Svizzera la nuova più grande apprensione dei giovani è l'AVS. La tendenza rilevata nell’edizione dello scorso anno del barometro delle apprensioni Credit Suisse si estende chiaramente anche ai giovani. Manuel Rybach, responsabile Public Affairs and Policy presso Credit Suisse, afferma: “Considerando che i giovani intervistati non andranno in pensione per altri 40-50 anni, la nuova preoccupazione principale indica una notevole lungimiranza delle giovani generazioni. La votazione sulla previdenza per la vecchiaia e il dibattito che ne è seguito sembrano aver sensibilizzato i giovani al problema. La nuova preoccupazione principale è quindi probabilmente anche un'espressione del fatto che i giovani ora si aspettano urgentemente soluzioni dalla politica”.

Tra le principali apprensioni dei giovani negli altri paesi figurano la disoccupazione (Stati Uniti e a Singapore) e la corruzione (Brasile). La previdenza per la vecchiaia non compare nella top 10 di nessuno dei paesi presi in esame a eccezione della Svizzera.

Rispetto all'ultimo sondaggio, per i giovani svizzeri l'immigrazione e le richieste di asilo sono un problema decisamente meno importante. Dal 2010 i giovani svizzeri descrivono come sempre più armonioso il rapporto con i giovani stranieri; se otto anni fa lo definiva tale soltanto l'11% di loro, oggi la percentuale ha raggiunto il 33%. Negli Stati Uniti si riscontra una leggera tendenza nella stessa direzione. I Millennials si distinguono sempre più anche per il loro atteggiamento solidale. Le pari opportunità tra i sessi, per esempio, sembrano interessare i giovani di tutti i paesi.

Ascrivere i cambiamenti sociali all'interno del gruppo dei Millennials unicamente alla digitalizzazione è errato. Si sta profilando anche un nuovo quadro di valori che a sua volta favorisce nuove forme organizzative ed economiche. All'insegna dello slogan «Condividere invece di possedere», negli ultimi anni la Sharing Economy si è diffusa rapidamente e anche i giovani apprezzano servizi e piattaforme come Airbnb e offerte di car sharing. Circa la metà degli intervistati ne ha già fatto uso. In tempi di crisi economica, la condivisione permette anzitutto di risparmiare soldi e consente ai giovani di acquistare cose che altrimenti non potrebbero permettersi. Anche l'aumento del benessere non è più dato per scontato: una qualità della vita come quella dei genitori sarebbe già soddisfacente per il 73% dei giovani svizzeri. D'altra parte il barometro della gioventù Credit Suisse mostra che ai Millennials sta a cuore una gestione sostenibile delle risorse disponibili. Per esempio, per i giovani svizzeri il riscaldamento globale rappresenta un problema importante. Inoltre, secondo i giovani intervistati nei quattro paesi, la Sharing Economy dovrebbe essere regolamentata come gli altri settori economici. Nonostante la popolarità delle piattaforme di sharing, è comunque chiaro che i giovani desiderano il possesso esclusivo di oggetti di valore.

Panoramica: i 10 principali risultati del barometro della gioventù Credit Suisse 2018

  1. I giovani sono fiduciosi, ma la digitalizzazione provoca incertezza: tre giovani su quattro negli Stati Uniti, in Brasile e a Singapore temono che in futuro il loro lavoro non sarà più necessario a causa dei mutamenti del mercato del lavoro e si sentono sopraffatti dai cambiamenti generati dalla digitalizzazione. In Svizzera solo il 34% teme la scomparsa della propria professione. Tuttavia, rispetto al 2016, i giovani guardano al futuro con un po’ più di ottimismo. Meno del 15% degli intervistati a Singapore e in Brasile e meno del 10% negli Stati Uniti e in Svizzera è pessimista riguardo alle proprie prospettive future.
  2. La previdenza per la vecchiaia è la principale preoccupazione: in Svizzera la nuova più grande apprensione dei giovani è rappresentata dalla previdenza per la vecchiaia e da questioni riguardanti l’AVS. Al contempo il tema degli stranieri e dei rifugiati ha perso importanza e la convivenza tra giovani svizzeri e giovani stranieri sul territorio elvetico viene valutata come sempre più armoniosa (2010: 11%, 2018: 33%).
  3. Gli impieghi nel settore amministrativo sono più ambiti di quelli nel settore IT: il settore IT/tecnologico è di gran lunga il settore lavorativo più apprezzato in tutti i paesi presi in esame a eccezione della Svizzera (43%) (USA: 75%; Brasile: 72%; Singapore: 75%). I giovani svizzeri preferiscono lavorare nell'istruzione (56%), nei media (53%), nel turismo (50%) o nell’amministrazione (47%). 
  4. La forbice nell’informazione si allarga: la digitalizzazione non si ripercuote soltanto sulle modalità o sulla frequenza con cui i giovani si informano, ma crea tematiche completamente nuove. Alte percentuali di giovani in tutti i quattro paesi presi in esame considerano la diffusione digitale di fake news come uno dei cinque principali problemi del loro paese. Sorprende che la forbice nell'informazione sembri allargarsi sempre di più. Se da un lato aumentano i giovani che si informano più volte al giorno sugli eventi di attualità, negli ultimi anni in Svizzera e Brasile è significativamente cresciuto anche il numero di coloro che si informano di rado oppure mai. Questi «deprivati di notizie» creano un vuoto che né i canali mediatici tradizionali né quelli nuovi riescono a colmare.
  5. Sharing Economy e sostenibilità: la Sharing Economy è molto amata dai giovani, tanto che circa la metà degli intervistati ha già avuto modo di utilizzarne le piattaforme almeno una volta. Le motivazioni sono di natura economica, come il risparmio di denaro, ma anche ideologica, poiché per i Millennials è importante utilizzare le risorse disponibili in modo sostenibile. Nonostante un’apertura di fondo, i Millennials vedono anche determinate limitazioni. Da un lato le piattaforme di sharing dovrebbero essere regolamentate come gli altri settori economici, mentre dall’altro la maggioranza dei Millennials desidera ancora il possesso esclusivo di oggetti cari e di valore.
  6. Risparmiare continua a essere di moda: circa un quarto dei giovani intervistati depositerebbe una grossa somma di denaro ricevuta in dono sul conto di risparmio (soprattutto in Svizzera), e metterebbe da parte un ulteriore 10% circa per tempi difficili. La grande maggioranza dei giovani desidera un'abitazione propria. Circa la metà dei giovani (Stati Uniti 59%, Brasile 46%, Singapore 48%) titolari di impegni finanziari come le ipoteche li percepiscono come onerosi. In Svizzera la percentuale si attesta al 39%. 
  7. L’individualizzazione aumenta: dal 2015 il senso di appartenenza dei Millennials a singoli gruppi sociali in Svizzera continua a diminuire, con poche eccezioni. Al primo posto i giovani sentono di appartenere alle cerchie di amici o alla famiglia, all'ultimo a comunità religiose e community online. Nel corso degli anni questo calo del senso di appartenenza a singoli gruppi sociali è stato riscontrato anche in Brasile e sporadicamente negli USA.
  8. Prime differenze tra generazioni Y e Z: in Svizzera i giovani utilizzano sempre di più tecnologie di comunicazione come WhatsApp, YouTube, servizi di streaming, Instagram e Snapchat (un quadro analogo si delinea anche negli altri paesi). Il consumo di Facebook e televisione in Svizzera è in calo, ma entrambi sono utilizzati sempre di più negli Stati Uniti, a Singapore e in Brasile. Emerge anche chiaramente che la generazione Y (nati tra il 1980 e il 2000) e la generazione Z (nati a partire dal 2000) preferiscono piattaforme diverse: Twitter, Facebook e Internet in generale contro Instagram, Snapchat, WhatsApp, YouTube.
  9. L’impegno politico internazionale è sempre più «in»: sebbene l'interesse verso la partecipazione alla politica istituzionale, per esempio nell'ambito di un partito, rimanga basso, l’impegno politico in sé a livello internazionale è sempre più di moda. Per esempio, negli Stati Uniti i giovani disposti a partecipare a una manifestazione sono più del doppio rispetto al 2016. La parità tra uomo e donna sembra essere un tema importante negli Stati Uniti, in Brasile e a Singapore, e acquista sempre più rilievo anche in Svizzera.
  10.  In & out: l’elenco di ciò che è considerato «in» è evidentemente condizionato dalla digitalizzazione. Nella top 10 in Svizzera compaiono, tra l’altro, lo smartphone, WhatsApp, YouTube, Spotify, ma anche i mezzi di trasporto pubblici. In Svizzera e negli Stati Uniti Facebook non è più tra i primi dieci classificati. Negli Stati Uniti la preferenza va alla televisione, seguita da smartphone e YouTube, mentre in Brasile e a Singapore le più amate sono le piattaforme di messaggistica come WhatsApp o WeChat.

Il barometro della gioventù Credit Suisse 2018 – un sondaggio rappresentativo a livello internazionale
Per Credit Suisse è essenziale domandarsi quali siano le preoccupazioni della generazione che nei prossimi anni plasmerà la società e l'economia. Con il barometro della gioventù, Credit Suisse intende offrire un contributo alla discussione pubblica riguardo a temi rilevanti dal punto di vista socio-politico e instaurare un dialogo in particolare con la generazione dei giovani. Il barometro della gioventù, rilevato dal 2010, offre uno spaccato dello stile di vita, dei problemi e dell'atteggiamento dei giovani. Ai fini di questo studio rappresentativo, nel 2018 sono stati intervistati circa 1000 giovani di età compresa tra 16 e 25 anni in Svizzera, in Brasile, negli Stati Uniti e a Singapore. Il sondaggio è stato condotto online dall'istituto di ricerca gfs.bern tra aprile e maggio 2018.

Poiché Credit Suisse attribuisce grande importanza al sostegno dei giovani, offre loro formazione, mentoring e consulenza professionale allo scopo di supportarli nel passaggio a un'occupazione a tempo pieno. Nel mercato domestico svizzero, nel quale Credit Suisse è uno dei principali datori di lavoro, vengono offerte a un elevato numero di giovani diverse possibilità di accedere al settore bancario. Nel 2017, 1138 giovani che hanno terminato la formazione a vari livelli d’istruzione hanno potuto approfittare di un programma di formazione sistematico in Svizzera presso Credit Suisse. Un altro esempio è il programma «Steps to Success», giunto alla quinta edizione, che offre borse di studio universitarie a studenti britannici e americani appartenenti a gruppi svantaggiati e sottorappresentati.

Inoltre Credit Suisse sostiene la promozione dei giovani anche attraverso progetti di pubblica utilità. Per esempio, nel 2015 Credit Suisse ha fondato, insieme alla Fondazione SVC per l'imprenditoria e a sei organizzazioni senza scopo di lucro in Svizzera, l’associazione Check Your Chance per portare avanti i buoni risultati dell’iniziativa contro la disoccupazione giovanile in collaborazione con altri partner. Nel 2017 l’associazione, sostenuta dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO), ha affiancato circa 1100 giovani che dopo aver terminato l'apprendistato o gli studi non erano riusciti a trovare un lavoro, o che non avevano ancora concluso una prima formazione.

L’analisi dettagliata dello studio, comprese le infografiche, è disponibile in tedesco, francese, italiano e inglese all'indirizzo:
www.credit-suisse.com/youthbarometer

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Il dibattito sul barometro della gioventù 2018 si svolge su Twitter con l'hashtag #youthbarometer.