Hedging: consigli dell'esperta sul tema della copertura valutaria

Tutelarsi contro i rischi di cambio. Pianificare per tempo per una maggiore protezione. 

Le fluttuazioni valutarie possono influire notevolmente sul risultato d'esercizio. Per questo motivo molte aziende optano per una copertura valutaria. Anja Burford, responsabile FX Sales per PMI e banche, ci parla di operazioni a termine e derivati e spiega come i clienti si possono tutelare in modo ottimale con l'hedging. 

Signora Burford, esiste la copertura valutaria perfetta per ogni cliente?

Anja Burford: La copertura valutaria perfetta fondamentalmente non esiste, in quanto ogni azienda lavora con modalità diverse e riguardo alla copertura dei rischi nutre aspettative altrettanto dissimili. Poiché nel commercio delle divise i prodotti possono essere personalizzati sulle esigenze dei clienti, per ogni caso specifico si offre una copertura adeguata.

In proposito è cruciale sapere quali obiettivi intende perseguire il cliente. Prendiamo l'esempio di un compratore di moneta estera: il cliente desidera coprirsi solo contro un rialzo dei corsi? Nonostante la copertura, il cliente desidera partecipare a mercati ribassisti? Oppure preferisce esporsi a rischi ma acquistare la moneta a un corso vantaggioso?

Lo studio dello scorso anno sull'evoluzione dei corsi di cambio ha evidenziato che molti clienti desiderano ottimizzare, ma senza speculazioni. Come trovare un equilibrio?

Proprio questa è la sfida. Una semplice copertura, come l'operazione a termine, protegge il cliente da eventuali perdite sul cambio, ma non gli consente di partecipare a movimenti di mercato favorevoli. I prodotti di copertura che consentono una partecipazione hanno costi diretti o indiretti. Secondo la nostra esperienza molte aziende non sono tuttavia disposte a versare un premio.

Per risolvere questo problema si può ricorrere a prodotti nell'ambito dei quali il cliente ottimizza il proprio cash-flow o accetta una certa incertezza riguardo alla somma della copertura. In linea di massima raccomandiamo di scegliere diversi prodotti per ottenere un certo grado di diversificazione.

La priorità è sempre la protezione dei clienti. 

Anja Burford, responsabile del FX Desk per PMI e banche. 

Qual è la combinazione ideale di prodotti?

A mio avviso la strategia ottimale per i clienti è rappresentata dalle operazioni a termine. Nell'ambito della classica operazione a termine, acquisto ad esempio una moneta estera, diciamo euro, a un determinato corso fisso a dodici mesi. Le operazioni a termine possono essere integrate dall'utilizzo di strumenti finanziari derivati. I quali a loro volta offrono una buona opportunità di protezione oppure ottimizzazione mediante opzioni. Questo tipo di ottimizzazione serve di norma a titolo di integrazione e offre la possibilità di conseguire un extra-rendimento. La priorità è però sempre la protezione dei clienti. L'aspetto dell'ottimizzazione è per me da considerare successivamente.  

Perché predilige i derivati?

Con un'operazione a termine a ogni scadenza occorre intervenire. Non è possibile, ma è necessario. Si è quindi obbligati a regolare i contratti. Con gli strumenti derivati si ha la possibilità di ristrutturare. Attraverso una proroga della scadenza o un aumento del volume è infatti possibile ristrutturare il derivato. Questo offre al cliente un margine di manovra più ampio rispetto alla classica operazione a termine.  

Eppure molti clienti preferiscono ottimizzare. Come si spiega questa spinta verso l'ottimizzazione?

L'ottimizzazione consente al cliente di acquistare o vendere una valuta a un corso molto vantaggioso. Osserviamo in genere due comportamenti diversi: vi sono clienti che si occupano per tempo di copertura e ottimizzazione e cercano, attraverso l'ottimizzazione, di generare un valore aggiunto, e clienti che devono reagire in seguito a un movimento consistente, per recuperare il loro tasso di bilancio. L'ottimizzazione comporta tuttavia anche rischi e non offre una protezione, in quanto può scadere. Noi raccomandiamo in genere una pianificazione tempestiva e una combinazione di prodotti. L'ideale è abbinare una copertura a un'ottimizzazione.  

L'ottimizzazione non è una copertura. 

Anja Burford, responsabile del FX Desk per PMI e banche. 

Quando sono opportune le ottimizzazioni per un'azienda?

In genere le ottimizzazioni sono utili sui mercati più calmi e possono rivelarsi molto appetibili per i clienti. Tuttavia è bene non sottovalutare il rischio di un'ottimizzazione, in quanto non è una copertura. È importante che i clienti conformino l'ottimizzazione alla strategia dell'azienda. In linea generale consigliamo un'ottimizzazione solo per una parte del fabbisogno, per cui entrano in considerazione soprattutto aziende che evidenziano un fabbisogno sufficientemente cospicuo di monete estere o franchi svizzeri.

Cosa consiglia alle imprese che desiderano tutelarsi contro i rischi di cambio?

Una pianificazione tempestiva e l'analisi dei flussi di cassa sono di centrale importanza. In una prima fase, è importante individuare i rischi di cambio. Successivamente l'azienda si deve chiedere se e in quale misura debbano essere coperti i rischi. Prima di stipulare una copertura assicurativa si pone inoltre la questione del timing, vale a dire quando vengono conteggiati i cash flow e per quale periodo debbano essere coperti i rischi valutari.

Devono quindi essere assolutamente definiti fabbisogno, volume e tempistica. Infatti, se i clienti sanno con precisione di che cosa necessitano, noi come banca possiamo offrire alle imprese la soluzione più adeguata.

Una volta chiariti questi punti, come impostate la consulenza?

Dopo aver accertato il fabbisogno di copertura, è importante conoscere l'aspettativa di mercato, in base alla quale si decide quali prodotti prendere in considerazione. L'operazione a termine è tuttora il prodotto più apprezzato. Ma anche altri prodotti possono essere indicati. È fondamentale che il cliente comprenda i diversi scenari e rischi, soprattutto in caso di coperture od ottimizzazioni complesse. Molti preferiscono non pensare ai rischi. Ma sarebbe auspicabile che i clienti ne fossero consapevoli sin dalla fase di pianificazione della loro strategia di copertura.  

Come possono ridurre questi rischi i clienti?

Spesso accade purtroppo che i clienti si rivolgano alla banca quando è già troppo tardi. I clienti oggi sono molto più informati sulla situazione politica e sui cambiamenti che interessano il mercato. Sono decisamente più al passo con i mercati, anche se solo sul piano operativo e non strategico. I clienti dovrebbero invece mantenere regolarmente un dialogo strategico con la banca. I mercati possono infatti cambiare molto rapidamente.

Perciò è importante discutere periodicamente dell'evoluzione del mercato e della propria strategia. Quanto prima e più spesso i clienti conducono questi colloqui strategici con la banca, tanto maggiore sarà il successo della loro copertura valutaria.

Per alcune PMI svizzere le valute estere rappresentano solo una piccola quota del fatturato. Queste aziende possono rinunciare alla copertura valutaria?

Una copertura valutaria conviene a ogni impresa, a prescindere dalle sue dimensioni. È possibile coprire senza problemi anche piccoli importi. Le strategie di copertura più complesse o le ottimizzazioni sono tuttavia una scelta assennata solo a partire da determinate dimensioni. Oltre alle coperture valutarie esistono però altri interessanti prodotti, come ad esempio l’investimento in doppia valuta, che può essere utilizzato nell’ambito della gestione di cassa. L'approccio regionale con le nostre agenzie nelle varie regioni ci consente di essere vicini ai clienti e tematizzare le diverse possibilità.