Copertura valutaria: come i clienti commerciali si tutelano dal rischio di cambio

«Le strategie valutarie sono molteplici»

Cosa fanno le imprese per coprire i rischi di cambio? Quasi nessuno lo sa meglio dei responsabili di comparto aziendale, che affiancano attivamente i clienti commerciali nella copertura dei rischi di cambio. In brevi interviste aprono lo sguardo sul loro lavoro.

Il rischio di cambio riguarda numerose aziende svizzere

Le imprese svizzere intrattengono strette relazioni con l'estero. Le stesse PMI vantano una forte vocazione alle esportazioni, come evidenziato dallo Studio sui corsi del cambio e sulla copertura valutaria di Credit Suisse. Invero, come paese di piccole dimensioni la Svizzera deve fare affidamento come nessun altro su mercati di sbocco esterni al proprio mercato interno, per cui le imprese sono fatalmente esposte ai rischi di cambio. 

Come gestirli e quali sfide pongono le oscillazioni dei tassi di cambio alle aziende dipende tuttavia dalla rispettiva situazione specifica. I comparti aziendali di Credit Suisse sono confrontati con esigenze e richieste di varia natura. In brevi interviste Andreas Gerber, responsabile PMI Svizzera, Herbert Plank, responsabile Trade Finance, e Albert Angehrn, responsabile Large Swiss Corporates Svizzera, rivelano cosa preoccupa e assorbe l'attenzione dei loro clienti e – in una seconda parte – cosa offre Credit Suisse nei rispettivi comparti.

Andreas Gerber, responsabile PMI Svizzera

Andreas Gerber è entrato in Credit Suisse nel 1989 e da aprile 2015 è alla guida di Affari PMI Svizzera. Dal 2017 riveste inoltre la carica di presidente dello Swiss Venture Club (SVC), il network di imprenditori leader della Svizzera.

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Quali sono gli approcci seguiti di norma dalle PMI per la copertura dei rischi di cambio?

Andreas Gerber: Dipende soprattutto dalla composizione valutaria di bilancio e conto economico. Se una PMI ha pagamenti in entrata e in uscita nella stessa valuta, si pongono esigenze diverse rispetto ai casi in cui questo rapporto non è equilibrato. Le strategie valutarie sono quindi molteplici, e spaziano dai movimenti «spot only» (operazioni di cassa) fino alle strategie molto personalizzate con operazioni a termine, su opzioni o swap. È necessario effettuare una netta distinzione tra una copertura valutaria e una speculazione sul mercato dei cambi. Le PMI operano spiccatamente nel senso della prima accezione, avvalendosi di hedging valutari intelligenti per tutelare il successo del loro core business.

Herbert Plank, responsabile Trade Finance

Herbert Plank (classe 1966) è entrato alle dipendenze di Credit Suisse nel 1984 e da settembre 2015 dirige il comparto Trade Finance con team a Zurigo, Ginevra, Lugano e Breslavia. Nel 2016 è stato inoltre nominato responsabile Corporate Solutions.

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Quale importanza riveste la copertura valutaria per le aziende dedite al commercio di materie prime?

Le monete sono di cruciale importanza nel settore del Trade Finance. La maggior parte delle negoziazioni di materie prime è ancora svolta in dollari USA. Non possiamo tuttavia dimenticare che la vendita delle commodity o dei prodotti con esse fabbricati avviene in monete locali. Può quindi accadere che, soprattutto nelle attività di distribuzione, la copertura valutaria rivesta un ruolo essenziale – non necessariamente per ogni singola operazione su commodity, quanto piuttosto per il modello operativo sottostante.

Albert Angehrn, responsabile Large Swiss Corporates Svizzera

Albert Angehrn è entrato in Credit Suisse nell'ottobre 1984 come Commercial Banking trainee. Nel 2003 ha assunto la direzione del comparto aziendale Large Swiss Corporates Svizzera.

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Le operazioni strategiche come fusioni e acquisizioni societarie rappresentano un’opzione davvero interessante per le grandi aziende soprattutto in periodi di bassi tassi d’interesse. In che modo Credit Suisse assiste i suoi clienti in questo ambito relativamente al rischio di cambio?

Albert Angehrn: Nella prospettiva del finanziamento, i periodi caratterizzati da tassi d’interesse ai minimi storici e, contestualmente, da una spiccata forza della moneta nazionale sono ottimali per le attività M&A. L’acquisto della valuta estera e la copertura di un determinato tasso di cambio per il futuro costituiscono prodotti standard nel nostro bouquet di soluzioni. Ma ai nostri clienti siamo anche in grado di proporre un «deal contingent hedge», in cui ci facciamo carico del rischio valutario in caso di mancato perfezionamento di una transazione a seguito di una decisione delle autorità normative. Anche in presenza di una bassa volatilità di mercato, in men che non si dica un simile rischio può ammontare a decine di milioni, come evidenziano numerosi esempi concreti.

Come si differenzia Credit Suisse dalla concorrenza in tema di copertura del rischio di cambio?

Albert Angehrn: Ritengo che l’orientamento al cliente e la qualità del servizio siano un chiaro vantaggio concorrenziale. Oltre a prodotti standard vantiamo anche prodotti esclusivi come il «deal contingent hedge», sicché non abbiamo solo una marcia in più, ma proponiamo anche il prodotto aggiuntivo. E in questo modo ci ritagliamo un chiaro vantaggio competitivo.

Andreas Gerber: L’economia svizzera presenta un rapporto fortemente simbiotico con le dinamiche delle PMI. Da parte nostra, in veste di partner bancario forte e strategico in tutti i settori, sosteniamo questa evoluzione nonché la capacità competitiva e di innovazione delle aziende elvetiche. Operiamo a livello locale fianco a fianco delle imprese, ma al contempo possiamo attingere alle risorse di un’organizzazione globale – un netto vantaggio di differenziazione. Con il posizionamento come «banca per gli imprenditori» siamo in grado di fornire ai clienti una consulenza a 360 gradi e quindi ottimale. Sappiamo inoltre comprendere a fondo e soddisfare le esigenze dei clienti sul versante sia aziendale che privato. Disponiamo altresì di una rete capillare di partner come lo SVC, in grado di fornire dei chiari valori aggiunti ai nostri clienti.

Ci posizioniamo con decisione come «banca per gli imprenditori» e siamo in grado di soddisfare anche le molteplici esigenze del management.

Herbert Plank, responsabile Trade Finance

Herbert Plank: Credit Suisse sostiene le case di negoziazione delle materie prime da oltre 30 anni e conosce quindi molto bene le esigenze dei clienti. L’istituto offre dunque ai propri clienti un ampio ventaglio di prodotti, ad es. soluzioni di corporate banking quali forex, crediti e crediti documentari, ma anche prodotti di investment banking. In questo modo ci posizioniamo con decisione come «banca per gli imprenditori» e siamo in grado di soddisfare anche le molteplici esigenze del management. Siamo al fianco dei nostri clienti in molti ambiti e i nostri sforzi sono costantemente concentrati sul miglioramento della qualità dei servizi offerti.