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La successione aziendale nell'esperienza pratica: la sfida del ricambio generazionale

La successione aziendale è uno dei compiti strategici più cruciali di ogni imprenditore. Prima o poi, tocca a quasi tutti i titolari di PMI. L'importanza assunta da questo tema per gli imprenditori è evidenziata in modo chiaro dal nostro sondaggio, che ha coinvolto oltre 1300 PMI svizzere: oltre tre quarti degli amministratori intervistati ha già riflettuto sul tema, almeno a grandi linee.

In concreto, una PMI su cinque prevede di realizzare la successione entro i prossimi cinque anni. Sul piano dell'economia complessiva, significa che entro il 2021 circa 70 000-80 000 PMI dovranno affrontare il passaggio generazionale. Queste imprese sono responsabili di oltre 400 000 posti di lavoro, che rappresentano circa il 10% dell'occupazione complessiva in Svizzera. La buona riuscita dei processi di successione, pertanto, riveste indiscutibilmente un'elevata importanza sul piano macroeconomico. Una successione aziendale fallita o insoddisfacente penalizza non solo l'azienda interessata e il suo personale, ma anche i suoi partner d'affari. Secondo il nostro sondaggio, infatti, almeno un quarto delle PMI ha vissuto spesso esperienze negative in occasione di successioni aziendali di partner d'affari (clienti o fornitori).

in tedesco

Più successioni nei prossimi anni per ragioni demografiche

La quota di PMI che prevede di realizzare il passaggio generazionale entro i prossimi cinque anni è scesa leggermente rispetto al 2013, passando dal 22% al 20%. A nostro giudizio, si tratta probabilmente solo di un fenomeno passeggero. Oltre la metà degli amministratori di PMI oggi ha un'età compresa tra 50 e 65 anni e appartiene quindi alla generazione dei babyboomer. Attualmente in tutta la Svizzera vi sono circa 560 000 persone di età compresa tra 60 e 65 anni, quindi vicine al pensionamento. Nel 2030 saranno 750 000, quasi il 50% in più. Nei prossimi 15 anni il ritiro dal lavoro di questa numerosa generazione molto probabilmente si tradurrà in un netto aumento delle successioni aziendali.

Dato che contemporaneamente la classe di età della generazione successiva cresce a ritmo decisamente più lento, nei prossimi 15 anni si potrebbe riscontrare una crescente carenza di potenziali successori. Una possibile strategia per colmare la lacuna che si sta profilando è rappresentata da un maggior coinvolgimento delle donne ai vertici delle aziende. Infatti, malgrado l'aumento della presenza femminile nelle posizioni dirigenziali negli ultimi decenni, oggi solo circa il 10% delle PMI è gestita da donne. Nei consigli di amministrazione e nella direzione la quota femminile ammonta al 20% circa. Una maggior presenza femminile ai vertici aziendali potrebbe forse mitigare il futuro squilibrio tra cedenti (uomini) e successori (uomini) dovuto a fattori demografici.

Diminuisce la percentuale di imprese familiari

La successione aziendale indubbiamente non interessa solo le imprese familiari, ma queste sentono di più il problema, perché nel loro caso il legame finanziario e personale dell'imprenditore con l'impresa è particolarmente forte. Secondo il nostro sondaggio, attualmente il 75% delle PMI è costituito da imprese familiari. In base a stime di massima la Svizzera annovera quindi 375 000 imprese familiari, che danno lavoro a 1,6 milioni di addetti. Rispetto ai rilevamenti del 2004 e 2013, la percentuale di imprese familiari è leggermente diminuita. I motivi possono essere sia di natura economica, sia di natura sociologica. Da un lato, negli ultimi anni la Svizzera ha visto l'espansione soprattutto di settori con minor presenza di imprese familiari, come la sanità e i fornitori di servizi informatici e alle imprese. Dall'altro lato, grazie ai cambiamenti sociali intervenuti negli ultimi decenni, un numero sempre maggiore di discendenti di famiglie di imprenditori aspira a una carriera al di fuori dell'impresa di famiglia. O, in altre parole: oggi i figli sono meno propensi di prima a rilevare l'azienda dei genitori.

In questo contesto, il sostanziale equilibrio tra i piani di successione all'interno e all'esterno della cerchia familiare è poco sorprendente. Benché una maggioranza relativa pari al 41% delle PMI continui a nutrire il desiderio di una successione interna, circa un quinto di esse prende in considerazione anche soluzioni esterne alla famiglia. Nel complesso oggi le PMI orientate verso una soluzione esclusivamente esterna (34%) superano di poco quelle orientate verso una soluzione esclusivamente interna alla famiglia (33%). Nel sondaggio del 2013 il rapporto era invertito. Tra i piani di successione esterna alla cerchia familiare, la soluzione preferita è quella della vendita a precedenti collaboratori (con funzioni dirigenziali), ossia il management buyout (25%), davanti alla vendita a un'altra impresa o a una società di private equity (21%) nonché alla vendita a persone esterne all'azienda (management buy-in, 17%). Nella realtà, soprattutto il management buy-in si verifica più spesso di quanto previsto da molte PMI. Il 46% degli attuali amministratori ha rilevato l'azienda da un membro della famiglia, il 25% nell'ambito di un management buyout e il 30% nell'ambito di un management buy-in.

I membri della famiglia e gli amici rilevano l'azienda a condizioni più favorevoli

Quando si regolamenta la successione, occorre fissare un prezzo per la cessione dell'azienda. Questo prezzo dipende fortemente dal rapporto personale tra il cedente e il successore. Il nostro sondaggio evidenzia che i membri della famiglia e gli amici possono rilevare l'azienda a condizioni particolarmente favorevoli. Entrambe le categorie ricevono in media uno sconto del 41% sul prezzo di mercato. Il 18% dei successori interni alla famiglia ha ottenuto l'azienda addirittura «gratis». Solo circa un terzo dei successori paga l'intero prezzo di mercato o più. Lo sconto minore è ottenuto dai partner d'affari (22%). In caso di acquisto da parte di persone prima sconosciute o di collaboratori dell'azienda, lo sconto ammonta al 27%.

Fattori di successo e ostacoli nella successione d'impresa

Fattori di successo:
  • Gestite la regolamentazione della vostra successione come un progetto: definite le parti coinvolte, i loro ruoli e gli obiettivi, fissate dei paletti e allestite uno scadenzario.
  • Chiarite per tempo i diritti e il potere d'impostazione degli stakeholder.
  • Preparate la vostra impresa alla successione: analizzate la struttura di capitale e stabilite per iscritto delle regole di natura organizzativa.
  • Analizzate accuratamente il vostro fabbisogno di consulenza, in seguito scegliete un partner che corrisponda interamente alle vostre esigenze.
  • Valutate sempre diverse opzioni di successione e i relativi vantaggi e svantaggi.
  • Considerate tutti gli aspetti legali come per esempio le disposizioni del diritto successorio.
  • Create trasparenza a livello finanziario, in modo da disporre di basi decisionali oggettive durante la fase transitoria con il successore.
  • Pianificate per tempo il vostro futuro personale al di fuori dell'impresa.
I principali ostacoli:
  • Valutazione errata del valore dell'impresa.
  • Orientamento su una sola opzione di successione.
  • Azienda non «al top della forma» (impresa in parte trascurata prima della vendita).
  • Bilanci «pesanti» con quantità elevate di mezzi non necessari alle attività operative («problematica delle riserve latenti»).
  • Pianificazione tardiva = possibilità di ottimizzazione non sfruttate.
  • Libertà di manovra limitata dalla forma giuridica.
  • Grande legame emotivo all'azienda.