A causa del coronavirus, il 2020 costituisce un'eccezione per le finanze pubbliche. Il freno all'indebitamento si conferma utile e opportuno.

Il 2020 è un anno d’eccezione in tutto e per tutto – e dovrebbe esserlo anche per il freno all'indebitamento. Sebbene le misure di carattere fiscale per combattere la pandemia da coronavirus innalzino il debito pubblico della Svizzera, sotto il profilo economico dovrebbero essere sostenibili, per cui è presumibile che si eviterà una riduzione eccessivamente rapida.

Le misure fiscali svizzere sono state integrate prontamente

Nel quadro della lotta alla pandemia, tra marzo a maggio 2020 il Consiglio federale ha deciso misure fiscali per un ammontare di oltre 70 miliardi di franchi. Determinante per il successo delle misure è stata la loro tempestiva implementazione: l'infrastruttura per il versamento di crediti ponte COVID alle imprese è sorta nel breve arco di una settimana e anche il sostegno per il reddito delle economie domestiche è stato rapidamente assicurato con le strutture già presenti, come il lavoro ridotto.

La Svizzera ha adottato numerose misure fiscali

Misure fiscali in Svizzera in mio. di CHF Fonti: Consiglio federale, cantoni

Fiscal measures in Switzerland in CHF millions
Source: Federal Council, cantons

I costi aggiuntivi delle misure fiscali causano un deficit

Ciò malgrado, le spese aggiuntive effettive della Confederazione dovrebbero rivelarsi inferiori ai 70 miliardi di franchi svizzeri nominali del pacchetto di misure annunciato. Infatti, non tutte le misure fiscali comportano automaticamente delle spese. I crediti ponte ad esempio sono impegni che giungono a scadenza solo se non vengono effettivamente onorati dai rispettivi debitori.

Tuttavia, il risultato dei finanziamenti della Confederazione è ulteriormente gravato dal mancato introito sul versante dell'imposta federale diretta, dell'imposta sul valore aggiunto e dell'imposta preventiva. Secondo le stime di Credit Suisse, per il 2020 dovrebbe risultare un disavanzo di 38 miliardi di franchi svizzeri, dal canto suo il Consiglio federale mette in conto un deficit che oscilla tra i 30 e i 50 miliardi.

Per effetto del freno all'indebitamento, questo disavanzo sarà verosimilmente compensato negli anni immediatamente successivi. Il Consiglio federale ha tuttavia annunciato di classificare buona parte delle misure fiscali come spese straordinarie, che per legge possono essere ripianate più lentamente, segnatamente nell'arco di sei anni. Inoltre, con la clausola di salvaguardia al Parlamento si offre una possibilità di prorogare ulteriormente il termine di rimborso in casi particolari.

Il debito pubblico della Svizzera è inferiore a quanto suggerito dal disavanzo

Nell'insieme, il timore di un eccessivo indebitamento della Confederazione è destituito di fondamento. Pur se nel 2020 il tasso d'indebitamento della Confederazione tenderà fatalmente a lievitare, l'aumento sarà decisamente meno pronunciato di quanto suggerito da una prima considerazione del disavanzo. La Confederazione dispone di ingenti riserve di liquidità e può inoltre vendere una parte delle proprie tranche di obbligazioni non collocate.

Su questa base, a giudizio di Credit Suisse anche a fronte di un disavanzo di 50 miliardi di franchi svizzeri la Confederazione dovrebbe contrarre nuovi debiti per un massimo di 36 miliardi di franchi, sicché entro la fine del 2020 il rapporto debito pubblico/PIL, ovvero il rapporto dei debiti di Confederazione, cantoni e comuni rispetto al PIL, salirà del 6 - 8 per cento. Con questo valore, nel confronto internazionale la Svizzera manterrebbe la sua buona posizione.

In ordine al tasso d'indebitamento, nel raffronto internazionale la Svizzera ottiene buone risultanze

In ordine al tasso d'indebitamento, nel raffronto internazionale la Svizzera ottiene buone risultanze

Tasso di indebitamento secondo l'FMI nel raffronto internazionale in % del PIL

Fonte: Fondo monetario internazionale (FMI)

La «riduzione passiva» è di per sé sufficiente per ridimensionare il tasso d'indebitamento

Nell'ottica dei soli costi un debito pubblico più elevato non è un problema per la Svizzera, in quanto il potere pubblico può attualmente ottenere finanziamenti a tassi negativi, senza trascurare che a fronte di un bilancio primario equilibrato il tasso d'indebitamento scende da sé se la crescita del PIL supera il tasso medio, ed è verosimile che la situazione resterà tale anche in futuro.

In caso di tassi bassi o negativi e di un budget in pareggio dal 2022 i nuovi debiti si ridurrebbero quindi ogni anno nel quadro di questa «riduzione passiva». Peraltro, anche una simulazione con un nuovo debito una tantum di 36 miliardi di franchi svizzeri nel 2020 alle condizioni di mercato attuali rivela che il tasso d'indebitamento della Confederazione scenderebbe di nuovo al livello del 2019 già entro 17 anni.

Il tasso d'indebitamento della Svizzera diminuisce attraverso la «riduzione passiva»

Il tasso d'indebitamento della Svizzera diminuisce attraverso la «riduzione passiva»

Riduzione passiva del nuovo debito del 2020

Fonti: Amministrazione federale delle finanze, Credit Suisse

Resta irrisolto l'interrogativo se i tassi per finanziamenti futuri rimarranno contenuti anche in presenza di un grado d'indebitamento più alto. Questo dipende dallo scenario globale dei tassi, dall'affidabilità creditizia del debitore e dal rispettivo rating di credito. Stante il rischio estremamente remoto per il rating svizzero e l'assenza di avvisaglie di una svolta dei tassi, si prevedono anche in futuro tassi bassi.

Il freno all'indebitamento è ragionevole

Considerato quanto predetto, sorge l'interrogativo se il freno all'indebitamento e una certa disciplina budgetaria sono davvero necessari «nei periodi favorevoli». La risposta è Sì tanto nella prospettiva politica quanto in quella macroeconomica: il freno all'indebitamento specifica a quali condizioni sono sostenibili i disavanzi, rafforza il consenso politico a favore delle misure straordinarie in crisi future e assicura che la Svizzera conservi la sua flessibilità per il caso particolare di un rialzo dei tassi. Va pure aggiunto che, per la fiducia degli investitori nella capacità creditizia di uno Stato, una regola fiscale plausibile è più importante della sua esposizione debitoria effettiva.

Una rapida riduzione del debito secondo il principio del freno all'indebitamento sarebbe dannosa nella dimensione congiunturale

Ciò malgrado, un aspetto emerge chiaramente: qualora la Svizzera dovesse abbattere i nuovi debiti entro il 2026, le necessarie misure di austerità ritarderebbero la ripresa economica, gravando sulle famiglie e sulle aziende, oppure pregiudicherebbero l'indipendenza politico-monetaria della BNS. Ecco perché nel contesto delle finanze pubbliche il 2020 andrebbe trattato come un anno d’eccezione: è consigliabile ricorrere una tantum alle disposizioni specifiche del freno all'indebitamento e prorogare chiaramente il termine di abbattimento del deficit.