Le potenzialità dei funghi

Dai primi esperimenti in cantina a una start-up che si propone di rivoluzionare l’industria degli imballaggi: Mycrobez offre al mercato di massa una promettente alternativa al materiale espanso basata su funghi compostabili.

14/02/2022
Evelyn Reusser

Li troviamo nella scatola di cartone del nuovo televisore o come materiale di riempimento nelle confezioni di articoli per la casa: gli imballaggi in materiale espanso sono leggeri e proteggono la merce. Il materiale derivato dal petrolio è riciclabile, ma non biodegradabile. Mycrobez propone un’alternativa sostenibile. La start-up fondata nel 2019 da Mosas Pilscheur, Jonas Staub e Moritz Schiller mescola rifiuti organici con funghi per produrre un materiale di imballaggio che si decompone completamente nel compostaggio entro 30–90 giorni.

 

Il miracolo del micelio

A differenza di quanto accade in cucina, per produrre il CompoPack Mycrobez non utilizza il corpo fruttifero del fungo, ma la radice, il cosiddetto micelio. Per la realizzazione di un imballaggio il micelio deve moltiplicarsi. A tale scopo la start-up mescola rifiuti organici con spore di funghi. Nel giro di circa tre giorni le spore crescono attraverso la materia prima: ne risulta una massa – il composto di micelio. In uno stampo negativo il composto continua quindi a crescere a piacere fino a riempirlo completamente. In questa fase di sviluppo è pos-sibile determinare le caratteristiche che dovrà avere il prodotto finito, quali peso, spessore, isolamento e resistenza agli urti. In seguito la massa viene staccata dallo stampo e viene disidratata, provocando la morte del fungo e l’alleggerimento del materiale di imballaggio. Il composto prodotto ha una durata simile a quella del legno. La decom-posizione inizia solo a contatto con acqua e batteri, come ad esempio nel compostaggio domestico o in natura.

 

Più di una semplice idea sostenibile

Affinché questo materiale di imballaggio possa imporsi sul mercato, occorre produrlo in grandi quantitativi. Come svela lo stesso CEO Mosas Pilscheur, esistono già alcune aziende fornitrici di imballaggi a base di composti di micelio. Queste aziende hanno tuttavia una produzione manuale. I prodotti risultano così relativamente costosi poiché sono disponibili in quantitativi limitati. «Per poter offrire una vera alternativa agli imballaggi in materiale espanso, la nostra soluzione non solo deve presentare le stesse caratteristiche di prodotto, ma deve anche essere più conveniente», spiega Mosas Pilscheur. «Solo così potremo ridurre l’uso del polistirolo. Altrimenti CompoPack sarebbe solo un prodotto ecologico che non si distingue dalle altre soluzioni d’imballaggio sostenibili». Insieme agli altri co-fondatori, vuole riuscire a integrare il processo biologico in una produzione di massa industriale. E proprio questa è la sfida principale per i tre giovani imprenditori. I quali hanno già sviluppato la fase centrale del processo nella produzione automatizzata - il prototipo funziona e fa sperare in una positiva prosecuzione del progetto.

«Vero spirito da start-up»

La passione per il fungo come materia prima è nata con il lavoro di maturità di Jonas Staub. «Per i primi esperimenti abbiamo utilizzato i miceli dei funghi da cucina, che avevamo ordinato su Amazon», racconta Mosas Pilscheur. Basta poco ai tre amici per convincersi della validità dell’idea, così costruiscono un laboratorio di circa 60 metri quadrati nella cantina in cui il padre di Mosas Pilscheur conserva il vino. «Un vero spirito da start-up», commenta Pilscheur. «L’espansione con un impianto produttivo costruito appositamente per noi sarà una delle prime tappe fondamentali del 2022».

05/09/2022

Grande impegno per una visione

Attualmente Mycrobez si sta dedicando a diversi progetti pilota. La sua idea ha suscitato un vivo interesse nelle industrie di destinazione. Insieme al successo dei cicli di finanziamento e alle sfide che la start-up è riuscita a superare, questa conferma dal settore è per la giovane impresa un importante segnale, in quanto indica che la strada imboccata è quella giusta. Nei prossimi mesi c’è ancora molto da fare: innanzitutto gli sforzi si concentrano nella realizzazione del processo di produzione industriale, che dovrà essere operativo entro il 2024. Per prepararsi a questo potenziamento delle capacità, i fondatori sono impegnati in colloqui con possibili partner strategici. Al momento la start-up si trova in fase di finanziamento seed.

 

Mycrobez presenta un grande potenziale: la visione degli ex studenti è quella di creare una piattaforma intersettoriale per l’upcycling dei rifiuti. Il processo di produzione permette di riciclare e riutilizzare rifiuti e funghi per realizzare diversi prodotti: dai materiali isolanti per l’edilizia alle applicazioni di design. Attualmente l’attenzione della start-up è rivolta tuttavia principalmente alla commercializzazione della sua soluzione per imballaggi - anche per la possibilità di trasformare i prodotti utilizzati in concimi per il risanamento dei terreni. Mycrobez intende così dare vita a un’economia circolare redditizia. I fondatori della start-up stanno lavorando assiduamente per realizzare le loro visioni, avvalendosi anche di un’ampia e competente rete di contatti.

Azienda

Numero di collaboratori: 7
Anno di fondazione: 2019
Sede sociale: Basilea
Campo di attività: Produzione di materiali di imballaggio sostenibili
Segni particolari: Se l’automatizzazione della produzione industriale di massa andrà a buon fine, la start-up diventerà uno dei più importanti produttori mondiali di materiali di imballaggio sostenibili.