Risultati moderati per il commercio al dettaglio svizzero

Il commercio al dettaglio svizzero sta attraversando una fase di trasformazione. Il calo dei fatturati e la mancanza di forza lavoro sono solo due degli ostacoli che si trovano ad affrontare gli operatori di questo settore. Ma il percorso ad ostacoli della vendita al dettaglio cela anche numerose opportunità per il prossimo anno. Ad esempio nel commercio online. Retail Outlook 2023 fornisce informazioni sull’attività del 2022 ed esprime alcune previsioni per il anno 2023.

Fatturati parzialmente in calo nel commercio al dettaglio svizzero

Mentre alcuni segmenti del commercio al dettaglio lo scorso anno hanno potuto ancora beneficiare delle circostanze della pandemia, quest’anno le vendite complessivamente sono calate. Ciò ha riguardato in particolare il settore food/near-food, in cui i fatturati nominali sono diminuiti di oltre il 4 per cento. Nel settore non food si è registrato un calo dell’1,2 per cento.

 

Tuttavia, secondo le stime, i fatturati nominali in tutti i settori hanno subito un ribasso del 2,6 per cento rispetto al 2021. I motivi vanno ricercati soprattutto nell’attenuarsi degli effetti delle misure adottate durante la pandemia, ma anche nel peggioramento del clima di fiducia dei consumatori dovuto all’aumento dei costi energetici e all’inflazione. Rispetto ai valori prepandemici, tuttavia, il commercio al dettaglio svizzero fa registrare ottimi dati, ad esempio con un incremento del 5,7 per cento rispetto al 2019.

Credit Suisse Perspectives:
Retail Outlook 2023

La situazione del commercio al dettaglio svizzero resta tesa. Desiderate saperne di più?

Ogni anno, il Retail Outlook di Credit Suisse fornisce informazioni sul commercio al dettaglio in Svizzera. Quest’anno lo studio ha analizzato il concorso per l’assunzione di collaboratori, ma anche le conseguenze della crescente digitalizzazione. Nell’ultimo video «Credit Suisse Perspectives», la moderatrice, Carolin Roth, parla con gli autori dello studio circa i risultati e il futuro del settore.

  • Come si è sviluppato il commercio al dettaglio in Svizzera nel 2022? Carolin Roth ne ha parlato con Meret Mügeli, economista e specialista di vendita al dettaglio presso Credit Suisse, e Martin Hotz, direttore generale e proprietario di Fuhrer und Hotz. 
  • Online o in negozio: come preferiscono fare acquisti gli svizzeri? Le risposte dei consumatori direttamente sul posto.
  • Le aziende svizzere di vendita al dettaglio hanno sempre più difficoltà a conquistare i giovani per il settore delle vendite. Perché? Nel colloquio con Meret Mügeli e Martin Hotz sono state discusse le ragioni. 
  • «Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo visto più che raddoppiare le posizioni offerte». Con affermazioni come queste, Michel Ganouchi, responsabile dell’attrattiva del datore di lavoro del Gruppo Migros, evidenzia quanto sia forte la carenza di lavoratori qualificati nel settore. Guardate il video e scoprite cos’altro ha rivelato. 

 

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Nel settore del commercio al dettaglio svizzero manca personale qualificato

Anche per quanto riguarda il mercato del lavoro la situazione per il commercio al dettaglio è rimasta critica. In numerosi settori, nel 2022 si è registrata una carenza di personale qualificato. Nel 3° trimestre 2022 il numero di disoccupati registrati nel settore del commercio al dettaglio è sceso al livello più basso da dieci anni, mentre il numero di posti di lavoro vacanti ha raggiunto livelli record. Tuttavia, questo andamento non è dovuto solo all’uscita di dipendenti durante la pandemia, ma è anche legato al basso numero di nuovi ingressi e alla mancanza di giovani interessati ad entrare nel settore.

 

È probabile che la questione rimarrà di attualità anche in futuro. Uno dei motivi è l’imminente ondata di pensionamenti dovuta al raggiungimento dell’età pensionabile da parte dei baby boomer. Al fine di evitare ripercussioni a lungo termine, sarebbe opportuno adottare fin d’ora misure contro la carenza di personale. Per reclutare e fidelizzare nuovi dipendenti sono necessari nuovi approcci. Secondo un sondaggio condotto da Fuhrer e Hotz, ad esempio, uno stile gestionale che mette al centro l’apprezzamento per il dipendente, modelli di orario di lavoro flessibili e possibilità di perfezionamento professionale potrebbero avere un impatto positivo.

Il commercio online continua a segnare successi

Dall’inizio della pandemia, il commercio online in Svizzera è in forte aumento. Neanche la riapertura dei negozi ha modificato questa tendenza. Mentre le generazioni più giovani svolgono ormai da tempo gran parte dei loro acquisti online, è evidente che anche i consumatori più anziani effettuano sempre più spesso i loro acquisti in modo virtuale. Nel complesso, negli ultimi tre mesi, circa il 71 per cento degli svizzeri ha effettuato un acquisto online. Con una quota pari a circa il 45 per cento, la maggior parte degli ordini è andata al settore abbigliamento, calzature/accessori, seguito da elettronica di consumo/elettrodomestici e mobili/articoli per la casa/articoli da giardino, con circa il 26 per cento ciascuno.

 

In futuro questa tendenza dovrebbe proseguire. La parola chiave è «social commerce». L’uso sempre più intenso dei social media rende interessante per i commercianti al dettaglio offrire le merci direttamente sulle piattaforme.

Retail Outlook 2023

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Si prevede una lieve crescita nel commercio al dettaglio svizzero per il 2023

Quale sarà l’andamento del commercio al dettaglio nel 2023? La crescita economica svizzera dovrebbe rallentare nel 2023 a causa della congiuntura negativa a livello mondiale. Tuttavia, il commercio al dettaglio dovrebbe mostrare una lieve crescita del fatturato grazie all’immigrazione e al mercato del lavoro stabile. Sia nel settore food/near-food, con il 2,1 per cento, sia nel settore non food, con lo 0,8 per cento.

 

Nonostante sia probabile che nel 2023 l’inflazione si attesti attorno all’1,5 per cento e che i prezzi del petrolio non aumentino ulteriormente, neanche il prossimo anno i consumatori saranno disposti a spendere come facevano un tempo. Questa circostanza è dovuta al previsto rincaro del 6,6 per cento dei premi dell’assicurazione malattie e a costi di mantenimento più elevati per le abitazioni.

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