Una PMI ticinese sviluppa l'apprendimento del futuro. Con la digitalizzazione e l'IA.

Le simulazioni interattive di Lifelike SA, abbinate all'intelligenza artificiale, danno vita a nuove forme di apprendimento digitale, che appare come una immediata, se non l’unica, via per garantire continuità al business nel settore della formazione, severamente colpito dalle conseguenze del lockdown per tutte le attività didattiche in presenza. Ciononostante, l'azienda non è stata risparmiata dalle conseguenze dell'emergenza coronavirus. Nell'attuale studio di Credit Suisse dedicato alle PMI, il CEO della PMI svizzera Andrea Laus illustra le sfide che ha dovuto affrontare la sua azienda l'anno scorso.

L'apprendimento digitale con le simulazioni di Lifelike SA

Grazie all'impiego di video interattivi e dell'intelligenza artificiale, Lifelike SA, con sede a Chiasso, è un'azienda pionieristica a livello mondiale nel settore dell'apprendimento digitale e della formazione comportamentale. Le simulazioni messe a punto a catalogo e su misura dalla PMI ticinese aprono nuovi orizzonti nell'ambito dello sviluppo delle competenze relazionali per i dipendenti in azienda e vengono impiegate nello specifico sia in ambito corporate sia, sorprendentemente, in ambito sanitario.

 

«Le nuove tecnologie sono essenziali in questo settore», afferma il CEO Andrea Laus durante l'intervista concessa nell'ambito dell'attuale studio sulle PMI. «La pandemia ci ha mostrato due cose: da una parte l’importanza di avere medici e infermieri preparati sempre meglio anche nell’arte di dare supporto emotivo, tramite le conversazioni, ai loro pazienti e, dall’altro che, per dirlo senza mezzi termini, i metodi di formazione tradizionali che richiedono la presenza in aula vivono tempi davvero difficili.»

Andrea Laus ha fondato Lifelike SA nel 2012 ed è il CEO della PMI. È l’ideatore di SkillGym, un nuovo metodo di formazione che migliora il comportamento conversazionale e di conseguenza potenzia le prestazioni delle singole persone così come dell'azienda.

29/09/2022

In seguito al COVID-19 una PMI svizzera ha dovuto rivedere completamente i propri piani

Pur essendo incentrata su prodotti digitali, l'azienda è stata comunque colpita dalle conseguenze dell'emergenza coronavirus e del lockdown. Da una parte, a causa delle restrizioni di viaggio, sono venuti a mancare i regolari contatti personali con i clienti all'estero che rappresentano la gran parte del portafoglio clienti della PMI. Inoltre, per diversi mesi del 2020 c’è stato un blocco delle riprese video, indispensabili per la creazione del prodotto, con un conseguente ritardo nella consegna di molti progetti già pianificati. «Anche l'incertezza dei clienti ha inciso sulla nostra azienda», afferma il CEO. «Dall'oggi al domani molti clienti hanno sospeso la loro attività in attesa di notizie certe che potessero contenere il panico generale». Molti progetti, anche quelli già pianificati da molto tempo, sono stati quindi sospesi e ripianificati.

 

Ciò ovviamente ha comportato una ripianificazione del budget. «Operando nel settore online, sapevamo che comunque le nostre soluzioni sarebbero state le prime a venire nuovamente implementate e quindi siamo riusciti a non farci prendere dal panico», spiega il CEO. «E in effetti, già nell’ultimo trimestre 2020 abbiamo a poco a poco constatato una ripresa della domanda. Naturalmente questa situazione ha comportato non pochi disagi ma è incoraggiante vedere che non ci sbagliavamo». Un segnale che dimostra che a medio termine l'azienda può beneficiare dei cambiamenti comportati dalla pandemia. Perché, come afferma Andrea Laus: «Stiamo entrando in un’epoca in cui gli incontri da remoto saranno sempre più la normalità e imparare ad avere migliori conversazioni sarà ancora più indispensabile diminuendo la prossimità fisica. Questo è il nostro mestiere: aiutare le persone a comunicare meglio. Quindi con il senno di poi forse il nostro prodotto sarà ancora più utile di prima».

Apprendimento più efficiente grazie alla digitalizzazione

Il CEO guarda al futuro con ottimismo. I corsi di formazione digitali non sostituiranno completamente quelli in presenza, ma li completeranno, afferma Andrea Laus. Tuttavia le tecnologie digitali, come le simulazioni di apprendimento basate sull'intelligenza artificiale di Lifelike SA, rendono l'apprendimento più efficiente, sia nelle scuole e università sia, soprattutto, nell'ambito della formazione continua aziendale e sanitaria.

 

L'azienda ha definito due punti chiave su cui vuole concentrarsi in futuro per il mercato di riferimento principale, gli USA. «Il primo punto consta di corsi di formazione relativi all'inclusione sociale», spiega il CEO. «Si tratta di insegnare alle persone a fare conversazioni migliori, superando i propri "pregiudizi inconsci", ossia le supposizioni errate inconsapevoli nei confronti di altre persone». Il secondo punto riguarda l’area del «Managing without authority»: in altre parole, assumere compiti di coordinamento all'interno di team pur essendo allo stesso livello gerarchico degli altri componenti. «Questa situazione richiede un'ottima capacità di comunicazione», sottolinea Andrea Laus.

Studio sulle PMI 2020 di Credit Suisse

Quali sono le conseguenze dell'emergenza coronavirus per le PMI svizzere? E quali possibilità vedono le imprese per il futuro? Leggete le stime di esperti e imprenditori nello studio sulle PMI 2020 di Credit Suisse. 

29/09/2022

Gli insegnamenti che la PMI svizzera ha tratto dalla crisi

Per gestire con successo una crisi, un imprenditore deve essere un po' paranoico, afferma il CEO, e pensare sempre al peggio mentre lavora per ottenere il meglio. «Inoltre non deve mai arrendersi e deve essere in grado di prevedere le difficoltà e di trasmettere sicurezza ai propri collaboratori».

 

L'emergenza coronavirus non ha soltanto messo in difficoltà Andrea Laus, ma gli ha anche permesso di trarre insegnamenti. «In primo luogo, si può lavorare bene anche senza il rito quotidiano di recarsi in ufficio. E in secondo luogo, tutto sommato non serviva una pandemia per capirlo». La crisi gli ha dato la possibilità di mettere in discussione convinzioni radicate e di provare a seguire nuove strade. La storia ci insegna che da un periodo buio si esce sempre più forti, afferma Andrea Laus. «Ma per riuscirci bisogna avere la forza, il coraggio e la volontà di accettare il cambiamento».

3 domande e risposte, con David Diotto

David Diotto lavora presso Credit Suisse da 11 anni, riveste il ruolo di consulente aziendale per l’area di mercato Chiasso e segue Lifelike SA sin dal 2015.

29/09/2022

Signor Diotto, nella primavera 2020 molti clienti di Lifelike SA hanno sospeso i progetti, anche quelli che erano già pianificati da molto tempo. Con quali misure ha reagito la PMI di fronte a questo calo di fatturato?

Quando si è manifestato l’imprevisto congelamento di molti dei progetti in corso d’opera per il 2020, l’attenzione del cliente si è ben presto focalizzata sul controllo e il contenimento dei costi. Nel frattempo, per far fronte alle necessità finanziarie, Lifelike SA ha avuto accesso ad un prestito a lungo termine garantito dalla Confederazione e, per una minima parte, alle misure di lavoro ridotto. Fortunatamente il rapporto a lungo termine con alcuni importanti clienti ha permesso di accelerare l’incasso di pagamenti per altri progetti. Il mix di queste strategie ha permesso alla società di far fronte alla temporanea e inaspettata crisi finanziaria.

 

Come ha supportato personalmente l'azienda in questo periodo?

Una parte importante del nostro supporto si è manifestata nella ri-pianificazione degli ammortamenti sulla linea di credito previsti per il 2020, che sono stati posticipati. Inoltre, siamo riusciti a gestire in maniera rapida ed efficiente la richiesta di credito COVID-19. La già ottima collaborazione si è intensificata nei momenti più difficili e di maggiore incertezza. In particolare, i contatti con il CFO, la Signora Arianna Laus, sono avvenuti su base quasi giornaliera.

 

L'emergenza COVID-19 ha portato in primo piano le soluzioni digitali in quasi tutti gli aspetti della vita. Quali consigli darebbe a una PMI che vuole beneficiare di questo sviluppo?

Un primo consiglio che posso dare è di cavalcare l’onda della digitalizzazione e affrontare con spirito positivo questo epocale cambiamento in atto. Inoltre, mi sentirei di consigliare alle PMI di provvedere ad un’adeguata e continua formazione dei propri collaboratori, permettendo loro di vivere nel miglior modo possibile la digitalizzazione. Infine, a seconda del settore di attività potrebbe anche essere opportuno valutare se le nuove soluzioni digitali possano essere integrate nella struttura aziendale a beneficio dell’efficienza, della qualità dei servizi e prodotti offerti, oppure dell’ottimizzazione dei costi.

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