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L'aumento dei tassi d'interesse della BNS si fa attendere ancora un po'.

L'economia svizzera registra una crescita dinamica e testimonia la crescita del PIL reale. Tuttavia la Banca nazionale svizzera (BNS) resta prudente. Per quando è previsto un primo aumento dei tassi d'interesse della BNS?

Crescita solida. Il PIL reale cresce.

Il prodotto interno lordo (PIL) reale elvetico è cresciuto dello 0,7 per cento su base trimestrale nel secondo trimestre 2018. Il PIL per il trimestre precedente è stato rivisto al rialzo dallo 0,6 per cento all’1,0 per cento. Quindi, la solida dinamica di crescita dal primo trismestre è stata trasmessa anche al secondo trimestre. Ciò conferma la previsione della Credit Suisse di una robusta crescita del PIL reale elvetico per il 2018.

La Credit Suisse prevede ancora un ridimensionamento dell’attività economica nel corso del 2019. Durante l’estate, dai dati è costantemente emerso che la solida crescita dovrebbe permanere nel terzo trimestre, Intanto, l’inflazione è cresciuta.

Credit Suisse prevede un primo aumento dei tassi d'interesse della BNS a settembre 2019.

Maxime Botteron

Tasso guida invariato. La BNS si mostra prudente.

Nel contempo l’euro ha evidenziato un deprezzamento nei confronti del franco svizzero. Il cambio euro-franco è sceso a tratti al di sotto della soglia di 1,13, il minimo dal luglio 2017. I rischi politici in Italia potrebbero salire nelle prossime settimane poiché il governo sta per presentare la legge di bilancio. Ciò potrebbe accrescere la pressione di apprezzamento sul franco svizzero.

Quindi, con ogni probabilità, la BNS resterà molto prudente. Riteniamo che la sua previsione condizionata di inflazione indicherà verosimilmente un’accelerazione dell’inflazione solo entro il secondo semestre 2019. Ciò suggerisce che la BNS intende mantenere invariato il suo tasso di riferimento nel primo semestre 2019. La Credit Suisse prevede solamente un rialzo dei tassi di 0,25 punti percentuali nel 2019, con ogni probabilità a settembre.

Divise: per la BNS al momento non interessanti.

Nel contempo è probabile che la BNS eviti di acquistare valute estere, per lo meno fino a quando il franco svizzero non scenda precipitosamente al di sotto del cambio euro-franco 1,10. Innanzitutto, l’economia elvetica è in una posizione molto più forte rispetto a uno o due anni fa e può assorbire la solidità nel franco. In secondo luogo, la gran parte delle banche centrali sta inasprendo la rispettiva politica o ha indicato di voler procedere in tal senso.

nessun-segnale-di-acquisti-di-valute-estere-da-parte-della-bns-dal-luglio-2017

Nessun segnale di acquisti di valute estere da parte della BNS dal luglio 2017

Ultimo rilevamento: 31/08/2018.
Fonte: BNS, Credit Suisse

Pertanto, la BNS verosimilmente non vorrebbe essere l’unica banca centrale ad allentare la sua politica acquistando valute estere. Da ultimo, persino il recente e rapido apprezzamento del franco svizzero non ha portato ad acquisti in valuta estera, come si evince dalla stabilità dei depositi a vista delle banche presso la BNS, un buon indicatore degli interventi valutari.