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Petrolio: prezzi di nuovo in rialzo dopo le turbolenze

I prezzi del petrolio hanno subito alcune turbolenze alla fine del 2018, registrando un forte calo a livello globale. Responsabili di tale crollo sono stati il peggioramento degli aspetti fondamentali e l'elevata volatilità. Ma come si evolveranno i prezzi del greggio nel nuovo anno? 

Scarse ricadute sui distributori di carburante nonostante il calo dei prezzi del greggio

Negli ultimi mesi del 2018 i prezzi del greggio sono diminuiti di circa il 30 per cento. Ciò malgrado, alla pompa di benzina o quando c’è da riempire la cisterna di olio combustibile si nota che il prezzo non varia o quantomeno non nella stessa misura. Secondo l’Unione petrolifera svizzera, in particolare sarebbero stati i costi di trasporto insolitamente elevati a impedire una flessione dei prezzi. A causa dei bassi livelli dell’acqua il trasporto sul Reno è rincarato con prezzi in parte decuplicati. In Svizzera arriva per via fluviale il 15 per cento dell’olio combustibile, il 25 per cento della benzina e oltre il 60 per cento del diesel. 

I mercati e i prezzi del petrolio sono condizionati da un'elevata volatilità

I mercati petroliferi hanno vissuto alcune settimane alla fine del 2018 burrascose nelle quali sia il petrolio della varietà West Texas Intermediate (WTI), sia il Brent hanno ceduto dall’inizio di ottobre 2018 oltre 20 dollari USA, slittando nella fascia tra poco più di 50 e 60 dollari USA. Un fattore determinante è stato l'elevata volatilità, che in questo periodo è aumentata a livello esponenziale. 

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La volatilità dei prezzi del greggio è fortemente aumentata a ottobre 2018

Ultimo aggiornamento: 07.12.2018

Fonti: Bloomberg, Credit Suisse/IDC

È probabile un aumento dei prezzi del greggio

Questo tracollo dei mercati petroliferi è stato accompagnato da un peggioramento di alcuni aspetti fondamentali, come ad esempio la concessione di deroghe alle sanzioni contro l’Iran, una energica revisione al ribasso delle stime di domanda e offerta da parte delle agenzie per l’energia e deboli fattori stagionali. Ma questi fattori sono negativi in un’ottica duratura o si tratta piuttosto di una reazione eccessiva del mercato? I principali fattori che indicano un possibile aumento dei prezzi sono elencati di seguito.

  • OPEC
    In previsione di una rigida applicazione delle sanzioni statunitensi, in ottobre 2018 l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC) ha incrementato eccessivamente la sua produzione. L’OPEC ha generato di riflesso un’eccedenza di offerta sul mercato, mentre in prospettiva delle sanzioni contro l’Iran gli Stati Uniti hanno compiuto all’ultimo momento un cambiamento di rotta. In effetti, in occasione della loro riunione del 6 dicembre l’OPEC ha avuto modo di constatare che ulteriori tagli alla produzione di circa 1,2 milioni di barili al giorno sono necessari per precludere un nuovo aumento delle scorte nel anno 2019. 
  • Iran
    Inizialmente il mercato ha scontato una drastica diminuzione delle esportazioni petrolifere iraniane (di oltre 1,25 milioni di barili al giorno), ma nel frattempo ha sensibilmente ridimensionato le relative aspettative a circa 0,5 milioni di barili al giorno. Nei mesi a venire, l’offerta di greggio iraniano sul mercato diminuirà in ampia misura, pur se in forma più graduale. Inoltre, è ipotizzabile che nell’applicazione delle sanzioni il governo statunitense torni a mostrare i muscoli adottando una linea più rigida.
  • Stime di domanda e offerta
    Le stime ridotte dei consumi potrebbero rivelarsi più durature, tanto più che l’incertezza che aleggia sul futuro andamento dell’economia globale è aumentata. È tuttavia verosimile che le stime dell’offerta riviste al rialzo saranno di nuovo ridimensionate, in quanto le attività di perforazione sono tuttora sensibili alle variazioni di prezzo. Poiché le revisioni al rialzo sono avvenute quando le quotazioni WTI si attestavano nella fascia di 75 dollari USA, nuove revisioni al ribasso dovrebbero essere il prossimo intervento in programma.
  • Stagionalità
    Verso la fine dell’anno 2018 alcuni fattori stagionali hanno aperto la realistica prospettiva di un nuovo aumento dei prezzi del greggio. Dopo i lavori di manutenzione delle raffinerie americane nei mesi di ottobre e novembre, l’attività di raffinazione e quindi i consumi di greggio dovrebbero aumentare nuovamente. Ciò dovrebbe portare a una diminuzione delle scorte e a una stabilizzazione dei prezzi.
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I prezzi dei future sul greggio WTI hanno subito un forte calo nel 2018

Ultimo aggiornamento: 07.12.2018

Fonti: Bloomberg, Credit Suisse/IDC

Prospettive per il 2019 - le previsioni per il petrolio sono positive

Secondo gli esperti della Credit Suisse, la domanda di materie prime dovrebbe rimanere robusta, mentre le scorte continueranno verosimilmente a diminuire. Ciò lascia presagire un rialzo dei prezzi delle materie prime, in particolare del greggio. Nell’ottica degli investitori, per trarre profitto dall’attuale contesto di volatilità elevata si offrono, prodotti strutturati sul greggio. Un’altra possibilità per costruire un’esposizione è data dagli investimenti in azioni energetiche. I risultati del terzo trimestre hanno confermato che gli utili nel settore energetico continuano ad evidenziare una ripresa sostenuta e la grande maggioranza dei top-pick della Credit Suisse di questo settore ha mostrato una crescita a due cifre degli utili.