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Copertura dei rischi: ecco come gli investitori migliorano il profilo di rischio/rendimento

La minaccia di una guerra commerciale, le turbolenze in Italia e la normalizzazione della politica monetaria hanno suscitato preoccupazione sui mercati finanziari. Scoprite qui quali sono i principali timori e cosa fanno gli investitori per tutelarsi al meglio contro questi rischi senza dover adeguare sostanzialmente la strategia d'investimento.

Copertura dei rischi

Questo è stato un anno impegnativo per gli investitori, con la normalizzazione della politica monetaria, i timori di una guerra commerciale, le tensioni geopolitiche e l’impatto sul sentiment di nuovi timori in Europa. Nonostante tutto questo, l’economia globale sta registrando una crescita al di sopra del trend e i rendimenti dei mercati azionari hanno oscillato da zero a leggermente positivi, suggerendo come i mercati godano di un solido supporto in termini di fondamentali.

Pur restando fiduciosi nel nostro approccio bilanciato ma risk-on, diverse aree di interesse rappresentano un rischio per il nostro giudizio positivo. È possibile tutelarsi contro questi rischi senza dover modificare sostanzialmente la strategia d'investimento. L’obiettivo è, nella peggiore delle ipotesi, quello di sostenere costi moderati, a fronte tuttavia di rendimenti cospicui in caso di materializzazione dell’ipotesi di rischio, con una stabilizzazione del portafoglio generale.

Idee d'investimento in considerazione delle tensioni geopolitiche

La disputa tra gli USA e i suoi principali partner commerciali ha determinato molta volatilità sul mercato e dovrebbe restare motivo di preoccupazione per gli investitori. Le posizioni come long su yen, long su titoli di Stato australiani (con copertura valutaria) o long su small cap contro large cap USA probabilmente andrebbero bene in caso di peggioramento dei timori sul piano commerciale.

Le tensioni geopolitiche si sono riacutizzate periodicamente negli ultimi mesi, con il Medio Oriente in particolare che ha calamitato l’attenzione e fatto salire il prezzo del petrolio. Mentre permane il rischio di un’escalation, sono pochi gli incentivi per un nuovo scontro. Con l’OPEC intenta a stabilizzare il prezzo del petrolio, riteniamo che i rischi siano in un certo senso bilanciati per il petrolio d’ora in avanti. Tuttavia i titoli energetici offrono una buona copertura in caso di rinnovate tensioni e presentano prezzi attraenti.

Restiamo focalizzati sulla nostra strategia orientata agli investimenti più rischiosi.

Matthew Lehmann, Head Multi Asset Strategy

Copertura del rischio Italia e Eurozona

I partiti euroscettici saliti al potere in Italia hanno determinato un netto sell-off degli asset italiani e un certo contagio ad altri mercati obbligazionari periferici europei. Tuttavia, l'Italia non dovrebbe essere realmente intenzionata a lasciare l'Eurozona e quindi non rappresenta un rischio sistemico. Tuttavia il mercato esigerà un premio al rischio superiore sugli asseti italiani rispetto a prima.

La copertura più interessante al riguardo consiste nell’acquisto di Treasury USA (UST) contro titoli di Stato italiani (BTP), senza copertura valutaria. I rendimenti degli UST sono superiori a quelli dei BTP e destinati a un forte rally se questo o qualsiasi altro rischio da noi discusso qui diventasse sistemico.

La copertura conviene soltanto se uno di questi rischi si verifica effettivamente.

Matthew Lehmann, Head Multi Asset Strategy

Idee d'investimento a causa della politica monetaria

La crescita economica globale è migliorata considerevolmente ed è diventata più sincronizzata, offrendo agli istituti centrali l’opportunità di mettere fine ai programmi di quantitative easing (QE) e avviare una normalizzazione della politica monetaria. Sebbene al QE sia spesso imputato il rialzo dei prezzi degli asset rischiosi negli ultimi anni, la fine del QE non è una ragione per preoccuparsi del ciclo economico o dei mercati azionari.

Tuttavia, per proteggersi da questo rischio, gli investitori potrebbero considerare di detenere titoli di Stato a duration lunga in economie sviluppate a rendimento elevato come l’Australia (con copertura valutaria) e gli USA (senza copertura valutaria). Se condizioni finanziarie più rigide cominceranno a danneggiare la crescita, le banche centrali probabilmente invertiranno la rotta e potrebbero addirittura iniziare a tagliare i tassi.

Miglioramento del profilo di rischio/rendimento

Restiamo fiduciosi nel giudizio positivo sulla crescita e nell’approccio risk-on, ma idee come quelle appena descritte non dovrebbero determinare particolari perdite e dovrebbero andare bene in caso si concretizzi qualsiasi rischio tra quelli menzionati. Pertanto possono migliorare il profilo rischio/rendimento dei portafogli.