Un colloquio dedicato all'eredità e alla previdenza per la vecchiaia con Désirée von Michaelis, responsabile Wealth Planning Credit Suisse
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«Le donne prendono l'iniziativa preferibilmente nelle questioni ereditarie, gli uomini nella previdenza per la vecchiaia.»

Le domande che ruotano attorno all'eredità e alla previdenza per la vecchiaia sono parte integrante del lavoro quotidiano di Désirée von Michaelis – temi che molte persone preferiscono non affrontare, ma che sono sempre più incombenti a fronte della pandemia di COVID-19. Nell'intervista racconta perché è avvantaggiato chi decide di occuparsene con il giusto anticipo.

Lei si dedica a titolo professionale tra l'altro a temi che attengono alla previdenza per la vecchiaia e alla successione ereditaria. Quando cominciano le persone a confrontarsi con la terza stagione della vita e la propria caducità?

Es Esistono i cosiddetti «magic moments», ovvero eventi cruciali della vita come il matrimonio, la nascita dei figli, l'acquisto di una casa. Talora non sono affatto «magici», basti pensare a un divorzio o al decesso di un coetaneo. Ma sono sempre momenti di cambiamento in cui ci si comincia a interrogare su come si vorrebbe modulare il proprio futuro e tutelare i propri cari.

Qual è a suo giudizio il momento ideale per affrontare il tema della previdenza per la vecchiaia?

In ordine alle questioni di pensionamento consigliamo di interrogarsi al più tardi a 50 anni su come pianificare la propria vecchiaia, valutare cosa sta a cuore e se il denaro per realizzare questo disegno è sufficiente. Tuttavia, io stessa devo subito relativizzare questa risposta: si dovrebbe iniziare a versare contributi nel pilastro 3a non appena si comincia a svolgere un lavoro regolare. Chi effettua versamenti regolari sul conto pilastro 3a soltanto a partire dai 50 anni non si lascia solo sfuggire la possibilità di accantonare una preziosa riserva finanziaria, bensì spreca anche l'opportunità di risparmiare ogni anno sulle imposte. È un vero peccato per ogni anno trascorso in cui non si coglie questa opportunità. Che poi, oltre al terzo pilastro, anche il risparmio privato non vincolato stia acquistando una crescente importanza in prospettiva di una terza stagione della vita confortevole è confermato anche dal nostro attuale studio sulle casse pensioni – tutti noi dobbiamo mettere in conto una flessione delle rendite.

E a partire da quando dovrei pensare alla copertura dei miei cari?

Il momento in cui le questioni ereditarie diventano rilevanti varia molto da individuo a individuo. Un momento tipico coincide con l'acquisto di un'abitazione propria. Ad esempio affinché in caso di decesso di un genitore di figli minorenni le facoltà decisionali siano chiaramente disciplinate. Raccomandiamo ai nostri clienti di verificare ogni cinque-dieci anni se le loro disposizioni successorie sono ancora in linea con la situazione personale. In presenza di cambiamenti significativi della propria situazione sarebbe bene compiere ogni volta senza indugio questa verifica.

Désirée von Michaelis, responsabile Wealth Planning Credit Suisse, esperta di successioni e previdenza per la vecchiaia

Désirée von Michaelis (45) è responsabile Wealth Planning presso Credit Suisse. Lavora nel settore finanziario da 18 anni. Si è occupata per la prima volta della propria regolamentazione della successione alcuni anni fa, quando lei e il marito hanno acquistato una casa.

La pianificazione successoria è qualcosa che riguarda più facilmente le persone abbienti? Oppure vi sono buoni motivi perché me ne occupi anch'io, anche se i miei beni sono piuttosto modesti?

I beni non devono essere affatto cospicui, semmai è la complessità, la divisibilità, ad essere determinante. Il valore di una piccola casa o di un'azienda è facilmente motivo di discussioni e dispute, per cui una volta che sono coinvolti vari eredi è opportuno adottare una regolamentazione. Osserviamo inoltre che sempre più persone desiderano favorire qualcuno estraneo alla successione legale, ad esempio un concubino o una concubina. Molti desiderano anche dare una dimensione filantropica al loro patrimonio e lasciare la loro eredità, o parte della medesima, a un'organizzazione di pubblica utilità.

Lasciare in eredità dovrebbe presto diventare un'opzione più flessibile, quando il Consiglio federale avrà riveduto il diritto successorio…

Sì, le prossime modifiche legislative saranno per l'appunto intese a calibrare il diritto successorio sulle nuove realtà della vita. Il diritto successorio attualmente in vigore non tiene sufficientemente conto delle strutture familiari diffuse come le famiglie patchwork o i concubinati. A un testatore va lasciato uno spazio di manovra più ampio, di modo che possa lasciare qualcosa a una persona o un'organizzazione che gli sta a cuore.

Poniamo che qualcuno decida di tutelare i propri cari e regolamentare la successione. Da dove è meglio cominciare?

Innanzitutto raccomandiamo di disciplinare le competenze nell'eventualità di essere colpiti da incapacità di discernimento o in caso di decesso, e precisamente con un mandato precauzionale e le direttive del paziente. Con il mandato precauzionale stabilisco chi, in caso di mia incapacità di discernimento, decide in merito alla mia previdenza e al mio alloggiamento e mi rappresenta in tutti gli altri ambiti, ad esempio in tema di gestione patrimoniale. Nelle direttive del paziente definisco quali cure mediche approvo e quali invece rifiuto. L'esempio di Michael Schuhmacher insegna che queste tematiche non sono legate all'età. Possono colpire chiunque. Se vi sono figli minorenni, è opportuna anche una disposizione sull'affidamento, nella quale viene annotato chi deve rappresentare i genitori, qualora non potessero più provvedere ai loro figli.

Se ho redatto una direttiva del paziente e un mandato precauzionale, come procedo in ordine alle regolamentazioni successorie?

La situazione personale può cambiare in qualsiasi momento. Ecco perché ci si dovrebbe interrogare ogni due anni: Che cosa ho? Chi desidero tenere presente? Chi ha bisogno di una copertura? E cosa mi sta a cuore? Qualora giungessi alla conclusione che la regolamentazione di legge non mi basta, redigo un testamento. Nella nostra pagina web sono riportate molte informazioni utili, tra l'altro anche una guida alla redazione di un testamento.

Pur tuttavia, la tematica è molto complessa e può capitare di sentirsi sopraffatti.

A volte si presentano situazioni davvero complicate. Soprattutto anche quando si tratta di un acconto della quota ereditaria e di donazioni oppure della ripartizione di immobili . Credit Suisse dispone di un team formato da 30 esperti in diritto successorio distribuiti in otto diverse sedi in Svizzera e pronti ad affiancare con competenza e dedizione i clienti nella pianificazione e nell'attuazione. L'approccio migliore è rivolgersi al proprio consulente clientela. 

Spesso si sente dire che le donne sarebbero meno interessate degli uomini ai temi previdenziali e successori. Coincide con la sua esperienza?

Solo in parte. Quando si tratta di questioni successorie sono piuttosto le donne a prendere l'iniziativa e a volersi organizzare, redigendo ad esempio un mandato precauzionale e le direttive del paziente. Gli uomini incontrano tendenzialmente più difficoltà ad affrontare questi aspetti emotivi. In contropartita segnano il ritmo nella previdenza per la vecchiaia. In particolare le donne coniugate lasciano volentieri che siano i mariti a occuparsi di queste tematiche. Spesso non hanno bene in chiaro quali implicazioni possa avere un congedo familiare o il lavoro a tempo parziale per la previdenza per la vecchiaia. In uno studio abbiamo recentemente constatato che numerose donne non sfruttano il potenziale del 3° pilastro, anche se ne avrebbero le possibilità finanziarie.

Come si può cambiare questa situazione?

Parlandone più e più volte. Il fatto che proprio oggi si discuta davvero molto della revisione dell'AVS e della LPP è senz'altro positivo. In linea generale il tema «donne e banking» si propone ancora troppo come un fenomeno di nicchia. Vorrei invitare e incoraggiare le donne a occuparsi delle finanze e della previdenza per la vecchiaia. All'inizio questi temi possono sembrare un poco aridi, ma una volta che si comprende che influenzano la futura qualità della vita, diventano interessanti. 

Un'ultima domanda: possiamo chiedere un consiglio su come affrontare realmente questi compiti comunque difficili?

Posso solo dire cosa funziona per me: annoto nell'agenda cose che mi riescono difficili. Al tempo stesso ne parlo a chi sta intorno a me e racconto cosa ho in mente di fare, il che accresce la pressione su me stessa e apporta al tempo stesso il vantaggio che queste persone a me care forse affrontano poi subito i rispettivi compiti. L'aspetto positivo quando ci si riesce: ci si sente sollevati e si prova a buon diritto un pizzico di orgoglio personale – colmi di questa celebre «peace of mind», come si suol dire in inglese.

Avete domande in tema di eredità e copertura o previdenza per la vecchiaia? 

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