Il futuro della previdenza per la vecchiaia
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Il futuro della previdenza per la vecchiaia

Il sistema della previdenza per la vecchiaia in Svizzera rappresenterà una sfida nei prossimi anni. Nel video Jan Schüpbach spiega quali nuove soluzioni nell'ambito del risparmio 3a potrebbero incontrare la maggior parte dei consensi.

Il futuro della previdenza per la vecchiaia

Jan Schüpbach, coautore dello studio di Credit Suisse sulla previdenza «Mind the Gap: tempo parziale, congedo, lacuna previdenziale», spiega nel video quali sono le possibilità in grado di ottenere la maggioranza dei consensi nell'ambito di un ampliamento del pilastro 3a.

Nei prossimi anni la previdenza per la vecchiaia in Svizzera si troverà a dover affrontare alcune sfide. Tra le motivazioni vi sono l'innalzamento dell'aspettativa di vita, i cambiamenti demografici e il contesto dei tassi d'interesse sempre più bassi.

Rendite in calo, lacune previdenziali in aumento

Oggi già molte casse pensioni hanno adottato provvedimenti come l’abbassamento delle aliquote di conversione nella quota sovraobbligatoria della previdenza. I futuri beneficiari di rendita dovranno fare i conti con prestazioni del 2° pilastro nettamente più contenute.

Il nuovo studio sulla previdenza di Credit Suisse «Mind the Gap: tempo parziale, congedo, lacuna previdenziale» dimostra che sono soprattutto le pause dall'attività lavorativa o il lavoro a tempo parziale a determinare le lacune previdenziali. Una possibilità per compensarle, almeno in parte, è il risparmio volontario privato, ad esempio nel pilastro 3a privilegiato sul piano fiscale. Pertanto, non sorprende che sia all’ordine del giorno un ampliamento del 3° pilastro.

Possibili interventi di ampliamento del pilastro 3a

Si discute, ad esempio, di un aumento degli importi massimi del pilastro 3a. La proposta di consentire versamenti di contributi retroattivi nel pilastro 3° nel caso in cui non sia stato sfruttato l’importo massimo in determinati anni potrebbe avere un notevole impatto. Consentirebbe, ad esempio, di compensare i versamenti non effettuati durante un congedo per maternità o corso di studi. Peraltro, ne trarrebbero vantaggio anche tutti coloro che versano poco o nulla, come nel caso di molti giovani.