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La prossima recessione è ancora lontana - 5 motivi

Quando termina l’espansione? La prossima recessione non dovrebbe già essere alle porte? Se lo chiedono in molti in un clima di crescente preoccupazione. Però ignorano un particolare: le espansioni non si concludono a causa di una debolezza associata alla loro durata, bensì per surriscaldamento. L’espansione finora più lunga nella storia si è protratta per ben 26 anni. E sembra che quella attuale, su base storica, è stabile.

Il ciclo congiunturale può perdurare

Molti investitori si domandano a che punto ci troviamo attualmente nel ciclo congiunturale. Per alcuni, l’espansione corrente appare troppo duratura, e ci si inizia a porre delle domande. Ciò è comprensibile. Ma colpisce anche il fatto che gli investitori, decisamente più spesso, chiedono non tanto se questa espansione sarà possibilmente una delle più lunghe della storia, ma quando seguirà la prossima recessione. Per gli investimenti, a volta a predominare è il timore rispetto a un sano realismo?

Facciamo il punto della situazione:

  • Una recessione ci appare estremamente improbabile nei prossimi due anni.
  • La longevità dell’attuale espansione non è inconsueta. L’economia australiana ha registrato un’espansione per 26 anni senza recessioni.
  • Il surriscaldamento, non la debolezza dovuta al fatto di perdurare a lungo, è il più frequente indice anticipatore per le recessioni.
  • Nonostante le impasse, non individuiamo un surriscaldamento sistemico per interessi, inflazione, servizio del debito o investimenti.
  • In fasi congiunturali equiparabili, le azioni, di norma, evidenziano la migliore performance.
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Maratona della crescita: resistenza batte velocità

Indicatore puntuale composito sulla congiuntura: riprese ed espansioni
Fonte: Yardeni Research, Conference Board, Haver Analytics

I 5 motivi per cui il ciclo congiunturale si protrarrà

Nell’ambito dei cicli congiunturali, gli andamenti sono quelli tipici della natura: chi risparmia le proprie forze rafforza la sua condizione. Effettivamente ciò descrive il semplice segreto dell’espansione economica mondiale, che perdura dal 2009. Si tratta di una maratoneta, non di una sprinter. Ciononostante, a fronte della rinnovata volatilità sui mercati finanziari, vale la pena di tenere conto degli «indici anticipatori» importanti per le recessioni:

1. Curve della struttura dei tassi positive

Per quasi tutte le recessioni degli ultimi cinquant’anni si è osservata, mediamente undici mesi prima, un’inversione delle curve della struttura dei tassi. Ciò significa: quando gli interessi sul lungo termine erano scesi al di sotto del livello dei tassi nel breve termine, nella maggior parte dei casi aveva fatto seguito, un anno dopo, una recessione. Poiché una curva della struttura dei tassi riflette, da una parte, una situazione tesa sul mercato dei capitali, mentre, dall’altra, rispecchia un ridimensionamento delle occasioni d’investimento. In entrambi i casi ciò indica difficoltà economiche.

Attualmente le curve della struttura dei tassi sono ancora positive, anche se sono più piatte rispetto al passato. Così il «modello di previsione sulle recessioni» della New York Federal Reserve Bank, che ha previsto tutte le recessioni negli Stati Uniti dal 1962 , indica per i prossimi 12 mesi una probabilità di recessione dello 0 per cento negli USA. Comunque, i nostri economisti non si attendono un’inversione della curva della struttura dei tassi in USD prima del terzo trimestre 2019. In altre parole: ciò suggerirebbe una conclusione recessiva dell’attuale espansione non prima di due anni, quindi attorno alla fine del 2020.

probabilità-di-recessione-sulla-base-delle-obbligazioni

I mercati obbligazionari stimano la probabilità di una recessione da qui a un anno a zero

Probabilità di una recessione nei prossimi 12 mesi (periodi di recessione su sfondo blu)
Fonte: Credit Suisse Research, Thomson Reuters

2. Assenza quasi totale di segnali di surriscaldamento

Se un’economia si surriscalda, possono insorgere delle ripercussioni negative da inflazione, politica monetaria, indebitamento, investimenti e, non da ultimo, paura collettiva. Tali ripercussioni negative sono difficili da controllare. Hanno generato delle recessioni negli USA negli anni 2007, 2001, 1990, 1980 e 1973.

Panoramica di tre indici anticipatori

Indice anticipatore surriscaldamento Lasso di tempo medio rispetto alle recessioni precedenti Valutazione attuale
Scomparsa delle riserve di capacità 27 mesi Solo parzialmente, ma non situazione di precarietà
Piena occupazione 33 mesi In parecchi luoghi
Crescita salariale media > 3,5% 9 mesi No

Fonte: Credit Suisse

A titolo illustrativo: in base alle nostre stime, in Svizzera i salari nominali sono aumentati lo scorso anno, nonostante la piena occupazione, dello 0,7%. Le impasse dove prevale la precarietà sono rare. I sindacati hanno perso potere. Anche i quadri dirigenti e il management sono oggetto di una razionalizzazione. Insomma, il rischio di un surriscaldamento e di ripercussioni negative appare basso.

3. Zenit dei margini di utile non ancora raggiunto

Su base storica, le recessioni sono seguite all’incirca 30 mesi dopo che i margini di utile avevano superato il rispettivo culmine. I nostri strateghi attendono uno zenit dei margini di utile solo il prossimo anno. Ciononostante, anche nel caso in cui i margini di utile avessero già superato il massimo, a livello statistico ciò suggerirebbe una recessione solo a fine 2020.

4. Servizio del debito a livelli bassi

Quando i debitori iniziano a risanare i rispettivi bilanci, la recessione segue mediamente 24 mesi dopo. Ciononostante, sebbene i debiti siano cresciuti negli ultimi anni, il servizio del debito si attesta, grazie ai bassi tassi d’interesse, a livelli altrettanto bassi. Anche i cash-flow liberamente fruibili si attestano in tutto il mondo nettamente al di sopra della somma composta da servizio del debito, pagamenti di dividendi e riacquisti di capitale.

5. Investimenti eccessivi non riscontrabili

Spesso un cambiamento paradigmatico precede una recessione. Ciononostante, attualmente sono difficilmente riscontrabili degli investimenti eccessivi delle aziende, i cosiddetti «ponti che non portano da nessuna parte». Per sintetizzare: nel caso in cui gli sviluppi nel passato fossero effettivamente un indicatore, la prossima recessione emergerà non prima della fine del 2020.

Quando avrà luogo la prossima recessione?

Indice anticipatore Data di subentro Numero di mesi fino alla recessione Data di recessione implicita
Curva inversa della struttura dei tassi Q2 2019 (E) 12 Q2 2020
Impasse di capacità generali Q1 2019 (E) 27 Q2 2020
Mercato del lavoro surriscaldato Q3 2017 33 Q1 2020
Crescita salariale > 3,5% (USA) Q4 2019 (E) 9 Q3 2020
Boom irrazionale degli investimenti Q2 2020 (E) 3 Q3 2020
Deficit dei finanziamenti presso le aziende Q1 2019 (E) 24 Q1 2021
Zenit dei margini di utile Q1 2019 (E) 30 Q3 2021

Fonte: Credit Suisse

Risultato: le azioni restano la classe di investimento più attraente

Se l’espansione, come da noi atteso, proseguirà ancora per due anni, le azioni ne trarranno giovamento. Poiché, su base storica, le azioni registrano una correzione solo otto mesi prima del subentro di una recessione.

Nei 12–18 mesi prima del subentro di una recessione, le azioni sono mediamente cresciute del 9,2%. Nei 6–12 mesi antecedenti una recessione, i corsi hanno evidenziato un incremento medio dell’8% – con l’unica eccezione della crisi petrolifera del 1973. In due terzi di tutti i casi le azioni sono calate solo nei sei mesi precedenti una recessione.

Performance S&P 500 prima dell’inizio di una recessione

18–12 mesi prima del subentro di una recessione le azioni evidenziano spesso dei rialzi

Inizio recessione 6 mesi precedenti 12–6 mesi precedenti 18–12 mesi precedenti
Nov 1973 –0,7% –3,8% +18%
Gen 1980 +5,8% +6,1% +0,6%
Lug 1981 –4,1% +17,7% +6,5%
Lug 1990 +2,1% +9,7% +15,4%
Marzo 2001 –17,4% +8,9% +4,5%
Dic 2007  –3,2% +9,3% +10,3%
Media –2,9% +8,0% +9,2%

Fonte: Thomson Reuters, Credit Suisse Research
I dati storici sulla performance e gli scenari dei mercati finanziari non sono indicatori affidabili per i rendimenti futuri.