La dipendenza ci ha reso vulnerabili. – Simonetta Sommaruga
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La dipendenza ci ha reso vulnerabili. – Simonetta Sommaruga

La sicurezza dell'approvvigionamento di energia elettrica è la sua massima priorità. La Consigliera federale Simonetta Sommaruga, capo del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni, esprime il suo parere sulle principali apprensioni della Svizzera.

Intervista: Manuel Rybach

Manuel Rybach: Signora Consigliera federale, quest'anno, dopo una lunga assenza che risale al 1990, la principale apprensione della popolazione svizzera torna ad essere la protezione ambientale, insieme al cambiamento climatico. Si aspettava che questa apprensione fosse in cima alla classifica? Dopo tutto, quest'anno c'erano altri «concorrenti» candidati a questo primato.

Simonetta Sommaruga: Stiamo sperimentando in prima persona le conseguenze del cambiamento climatico: all'inizio dell'estate abbiamo raggiunto temperature estremamente elevate, seguite da diverse ondate di calore. A ciò si aggiunge la siccità. I ghiacciai si sciolgono molto rapidamente. Non si tratta di fenomeni isolati, ma di una tendenza di lunga data che dimostra che dobbiamo intensificare le attività per la protezione del clima. Con la nuova legge sulle emissioni di CO2 presentata dal Consiglio federale a settembre possiamo dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030.

Adozione della riforma AVS: da oltre dieci anni, il tema AVS/previdenza per la vecchiaia è sempre stato tra le 3 maggiori apprensioni degli svizzeri. Nel mese di settembre, l'elettorato svizzero ha approvato di stretta misura la riforma per la stabilizzazione dell'AVS. Come possiamo continuare a ottenere una maggioranza per riformare il patto generazionale?

L'AVS è il pilastro principale della previdenza per la vecchiaia. Il 25 settembre la popolazione si è pronunciata a favore della proposta del Consiglio federale e del Parlamento. Tuttavia, adesso è fondamentale migliorare finalmente la posizione delle donne nel 2° pilastro. Sono loro, infatti, insieme a tutti i lavoratori a basso reddito, i soggetti più svantaggiati dalla normativa attuale.

La guerra in Ucraina è solo all'ottavo posto. La sorprende che questa apprensione non si attesti su una posizione più alta?

L'attacco della Russia colpisce l'Ucraina e i Paesi vicini, come la Polonia, in modo più diretto rispetto alla Svizzera. Ma la guerra ha anche provocato una crisi energetica le cui conseguenze si avvertono fino in Svizzera. Oltre a condurre una guerra militare, la Russia utilizza le sue materie prime in modo mirato come arma. Quindi è importante ridurre rapidamente la nostra dipendenza dal petrolio e dal gas provenienti dall'estero. La dipendenza ci ha reso vulnerabili. Per questa ragione dobbiamo procedere rapidamente con lo sviluppo delle nostre energie rinnovabili indigene.

Come ha già ricordato, la crisi energetica mondiale colpisce anche la Svizzera. Ciò è confermato dal fatto che la questione energetica si colloca al terzo posto tra le apprensioni degli svizzeri. In qualità di capo del DATEC, quali misure intende adottare per garantire l'approvvigionamento energetico? E qual è la relazione con la principale apprensione relativa a protezione ambientale/cambiamento climatico?

Da quando la Russia ha chiuso il rubinetto del gas, l'approvvigionamento è diventato incerto. Inoltre, il fatto che da quasi un anno oltre metà delle centrali nucleari in Francia siano ferme aumenta ulteriormente l'incertezza. Pertanto il Consiglio federale ha rapidamente adottato misure per rafforzare l'approvvigionamento energetico che comprendono, ad esempio, la riserva di energia idroelettrica, le turbine mobili a Birr (AG) e la campagna di risparmio. Inoltre, il Consiglio federale ha obbligato l'industria del gas a garantire ulteriore disponibilità di gas e di capacità di stoccaggio. Queste riserve e garanzie produrranno effetti già nel prossimo inverno, non in un futuro imprecisato. Il Consiglio federale si è impegnato molto per fare in modo che il nostro Paese sia preparato al meglio per l'inverno.

La sicurezza dell'approvvigionamento di energia elettrica per me ha la massima priorità da quando ho assunto la direzione del dipartimento. Per questo ho presentato in Parlamento, dove è attualmente in discussione, la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con energie rinnovabili. Occorre produrre e immagazzinare più elettricità e sprecare meno energia, soprattutto in inverno. Sono felice che ora anche il Parlamento voglia procedere in questa direzione. In questo modo possiamo rafforzare la nostra sicurezza di approvvigionamento.

Pandemia di COVID-19, guerra in Ucraina e rischio di carenza energetica: la Svizzera è da oltre due anni in modalità di crisi. Quali sono le lezioni apprese finora dal Consiglio federale e dal suo dipartimento in merito agli strumenti di cui la Svizzera deve dotarsi per fronteggiare le sfide future?

Gli ultimi anni hanno lasciato il segno. All'inizio della pandemia c'erano grandi incertezze, si sapeva poco del virus e bisognava decidere rapidamente. Anche l'attuale situazione della guerra in Europa è associata a incertezze. Nessuno è in grado di dire come si evolverà. Tuttavia, appare chiaro che il Consiglio federale ha lavorato intensamente negli ultimi mesi per potenziare il più possibile l'approvvigionamento energetico del nostro Paese. L'esperienza acquisita in veste di presidente della Confederazione con la crisi dei rifugiati del 2015 e con la pandemia di coronavirus nel 2020 mi aiuta a mantenere la calma e, al tempo stesso, ad affrontare la situazione. La Svizzera è forte se lavoriamo insieme.

Abbiamo parlato di alcune grandi apprensioni della popolazione. Le condivide e ritiene che vi siano altre importanti problematiche di cui non abbiamo ancora parlato?

In una situazione di crisi si perdono molte certezze. Salute, sicurezza, disponibilità energetica – cose che sono sempre state scontate potrebbero essere disponibili in misura limitata o persino divenire rare. Questo può causare angoscia. Il fatto che, a causa dell'aumento dei prezzi, si sia ridotta la disponibilità di denaro per il bilancio familiare e che il potere d'acquisto della popolazione sia sotto pressione attualmente preoccupa molte persone. Prendo molto sul serio queste apprensioni e un gruppo di lavoro federale sta valutando possibili misure. A mio avviso è chiaro che per i casi più critici occorre trovare soluzioni.

Facciamo un salto temporale nel futuro: quale tema spera che sarà del tutto scomparso dal Barometro delle apprensioni tra cinque anni?

Spero che la guerra in Ucraina termini presto. In Occidente, la maggior parte riteneva che una cosa del genere non fosse più possibile in Europa. Ma è andata diversamente. Quindi dobbiamo rimanere vigili e sostenere con determinazione i nostri valori – diritti umani, democrazia, stato di diritto e solidarietà. La guerra, inoltre, ha dimostrato l'importanza di potenziare le fonti di energia interne. Sono fiduciosa che ci sarà un'accelerazione in tal senso, necessaria anche per frenare il cambiamento climatico. Per quanto lo desideri, tuttavia, dubito che questa questione si risolverà così rapidamente.

Infine, mi consenta di porle una domanda personale: lei come affronta le apprensioni e come consiglia alle persone di affrontare i problemi attuali e futuri?

Nel nostro Paese possiamo guardare al futuro con fiducia. Abbiamo tante persone impegnate, soprattutto giovani, che desiderano garantire un proprio contributo. In Svizzera disponiamo di un servizio pubblico in ambito dei trasporti, postale e delle telecomunicazioni che funziona perfettamente anche in tempi di crisi. Sul piano personale, alla fine di ottobre vi è stato un evento che ha inciso sulla mia vita. Mi ha fatto capire che dopo 12 anni di totale dedizione alla carica di consigliera federale, era giunto il momento di dare precedenza ad altri aspetti della mia vita. In queste situazioni è importante saper ascoltare il cuore e la ragione. Sono i migliori consiglieri.