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Insights
Trends: Rilocalizzazione – un effetto collaterale emergente della globalizzazione?
2011-12-30
Nel corso degli ultimi due decenni si è assistito a un forte e persistente ampliamento dei surplus e dei deficit aggregati nella bilancia delle partite correnti nei paesi del G20. Il crescente divario ha generato eccessi malsani in termini di distinzione sempre più marcata tra paesi debitori netti e creditori netti, come dimostrato innanzitutto dalla Cina e dagli Stati Uniti.
Oltre ad aver cambiato gli equilibri dei punti forti e deboli in seno ai "bilanci nazionali", i surplus e i deficit delle partite correnti di lunga durata hanno anche a che fare con una serie di evoluzioni destabilizzanti come la sempre maggior concentrazione nell'allocazione di risorse su attività di outsourcing/single sourcing ad ampio raggio, rischi crescenti di sconvolgimenti economici, dipendenza impropria da strutture di produzione e reti di trasporto fondate su combustibili fossili a basso costo, crescente degrado ambientale ed eccessive fluttuazioni/rivalutazioni dei corsi di cambio. Da un profilo generale, queste circostanze inducono a scelte finanziarie sbagliate, sono foriere di pesanti incertezze negli investimenti e, nei settori connessi al commercio, condizionano persino il livello ottimale di investimenti strategici/di R&D. In ultima analisi, i grossi deficit delle partite correnti nazionali non risultano sostenibili, ossia occorre invertire la rotta, anche perché alla fine le famiglie e le aziende sovraindebitate si vedranno negare ulteriori finanziamenti.
L’articolo analizza la ragione per cui l'attuale fase di 'ribilanciamento' può avviare una spinta alla rilocalizzazione selettiva della produzione da parte dei paesi debitori netti, anzitutto gli USA. I paesi ricchi di risorse energetiche (combustibili fossili) e/o a elevata efficienza energetica dovrebbero (ri)diventare destinazioni sempre più interessanti. Ne consegue che gli investitori strategici potrebbero beneficiare della "diversificazione in investimenti satellite" in settori che approfitteranno di tali tendenze.